La prossima canzone

Voi lo fate mai, il gioco della prossima canzone? Quello in cui, alla radio o, di questi tempi, con l’Ipod in modalità “riproduzione casuale”, fate una domanda e lasciate che sia la prossima canzone a rispondere? Io sì, praticamente sempre.

Non dovrei essere qui, adesso. Innanzitutto, non dovrei essere a casa dei miei genitori (dove c’è la connessione internet) perché dovrei essere a casa mia ed è soltanto un caso se, stamattina, non mi sono ricordata di rimettere a posto le chiavi – che tra l’altro pesano una maledizione. Dal momento che sono qui, in secondo luogo, dovrei essere a letto a cercare di dormire, perché se sono venuta è soltanto per risparmiare mezzora di sonno, dato che domattina accompagnerò con l’auto di mia madre la mia amica Sole in ospedale e dovrò svegliarmi alle sei. Non dovrei essere qui davanti al computer, quindi.

Invece avevo le chiavi in borsa, e un amico con una comoda auto che mi ha riaccompagnato evitandomi il temporale. Ho scoperto che questo amico è olealeole, o qualcosa del genere – ha commentato dei post di lamponcina qualche tempo fa. Ma non è di questo che ho sentito la necessità di scrivere. Che strano, “sentire la necessità di scrivere” – ok, ok, chiedo scusa: non devo divagare.

Olealeole e io eravamo davanti al portone, sotto la pioggia ma riparati dal tetto dell’auto; e questa è sempre una condizione che mi piace da impazzire, la pioggia che batte sopra la testa e una conversazione affannata dopo una cena divertente fino alle lacrime. Domani sera, Olealeole dirà alla persona con cui usciva prima di partire per le vacanze che vuole diradare i loro incontri, perché si sente un po’ oppresso dalle sue continue attenzioni. E mentre mi parlava, il lampo di verità: siamo bloccati. Siamo dannatamente bloccati e impauriti, per non dire terrorizzati – e non sappiamo neanche noi da cosa. E ho ripensato a quando avevo una manciata di anni e di esperienza in meno, e sentendo parlare di queste persone “bloccate” che non riuscivano a stringere legami significativi non capivo come fosse possibile. Come è possibile? mi chiedevo; tutti i legami sono significativi, e se non lo sono non sono legami affatto.

C’è stata a quel punto, nel discorso, una pausa di riflessione da parte di entrambi. Lui probabilmente ripensava al discorso che si è preparato per domani; io al fatto che non voglio essere una persona che non riesce a stringere legami significativi. E ho continuato a interrogarmi sinché, arrivata a casa, non ho acceso l’Ipod perché mi facesse compagnia durante l’ultima sigaretta della giornata.

La prossima canzone era “Ode to my family” dei Cranberries, che è per me indissolubilmente legata al mio primo fidanzato (di cui ho già scritto sino alla nausea mia, figurarsi quella altrui!). Ciò che forse non ho mai precisato, però, è che il mio primo fidanzato, dopo un paio di settimane che uscivamo insieme mi aveva lasciato proprio perché si sentiva oppresso dalle mie continue attenzioni. Ma, come mi stavano insegnando a scuola, perseveranti datur: dopo un anno e mezzo circa è tornato, e siamo tornati insieme almeno per un certo numero di mesi – a posteriori, un numero tale per cui qualche settimana in più sarebbe stata davvero di troppo.

Mi chiedo se Olealeole potrebbe mai fare un percorso del genere – e mi rispondo un secco “No” nel momento stesso in cui formulo la domanda. Non è più il tempo. Non abbiamo più l’età per farlo – siamo “bloccati”.

Ne parlerò con Sole, domattina, mentre aspettiamo il medico. E ci rideremo su, come finiamo sempre per fare quando parliamo di queste cose. Secondo me una via d’uscita esiste; non so quale sia, ma esiste. Mi rifiuto di non essere più la persona che, ancora in un’età in cui non la facevano entrare al cinema per vedere Cape Fear se non mostrava la carta d’identità, ci ha creduto così tanto da convincere anche chi diceva di non averci voluto credere mai!!

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6 Responses to “La prossima canzone”


  1. 1 Brain 31 agosto 2007 alle 8:57 am

    non voglio essere una persona che non riesce a stringere legami significativi
    Anch’io. Il problema è che dall’altra parte trovo sempre persone “bloccate”.

  2. 2 olèaleolè 31 agosto 2007 alle 12:08 pm

    …credo che inizierò così “…lo riconosco, sono bloccato, ma non ancora interrotto…e sono ottimista…”…lo sguardo perso tra le nubi e la pioggia battente (perchè pioverà) faranno il resto…

  3. 3 ilredeire 31 agosto 2007 alle 2:06 pm

    Questo gioco della canzone non l’ho mai fatto!
    Si può barare mettendo tutte canzoni piene di ottimismo nell’IPOD!

  4. 4 odiamore 31 agosto 2007 alle 7:10 pm

    “re”: si può barare, certo. E comunque, quando si tratta di Ipod, è la tua scelta a priori delle canzoni che inserisci a condizionare le risposte. Ma molte volte riesci comunque a sorprenderti delle tue stesse scelte; capita, addirittura, che a posteriori tu ne colga appieno il senso e le motivazioni.

    Brain: Lo so. Lo so. Lo so. Lo so.

    Olèaleolé: in bocca al lupo per stasera. Con tutto l’affetto che posso.

  5. 5 awhile 6 settembre 2007 alle 2:27 am

    cara il mio odiamore, non meriteresti il nome che porti se fossi dopotutto così bloccata. Direi forse piena di pensieri, sospesa nel quotidiano di una casa, di un lavoro, di quella maledetta e inebriente indipendenza… ecco forse è questa dimensione autonoma a cui ci aggrappiamo come se si trattasse di un obiettivo finale (noi NON siamo una generazione di mammoni, di fancazzisti, di peter pan): viviamo dunque nella dimensione di quel corpo corretto, ma io oserei dire anche di quella mente corretta, che ci vuole tanto strutturati, solidi, “ipertrofici” da concedere (così ci sembra) poco agli altri o all’amore…ma non basterebbe fermarsi e guardare il mondo da un’altra direzione e accettare quello spazzolino, nuovissimo e durezza soft, conservato nell’armadietto del bagno proprio per noi?

  6. 6 sole 8 settembre 2007 alle 12:01 am

    OdiAmore hai colto come sempre nel segno..leggendo “la prossima canzone” ho improvvisamente realizzato che anche io qualche hanno fa guardavo scandalizzata quelle persone che mi dicevano non riesco piu’ a stringere legami profondi e pensavo poveracci questi e provavo anche un misto di pena e di diffidenza per loro e concludevo a me non capitera’ mai. e invece?e invece adesso tutto d’un tratto mi ritrovo io nella condizione di provare un terrore di quelli paralizzanti di fronte ai nuovi incontri, una serie di blocchi e lucchetti tutt’intorno al cuore. si potrebbe dire ride bene chi ride ultimo?Preferisco pensare che tutto cambia nella vita (nel bene e nel male) in modi che comunque non ci aspettiamo e che quindi verosimilmente cambiera’ anche questo stato di cose..chissa’ come.Un po’ sono curiosa di scoprirlo.


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