Pro e contro dell’astinenza – sessuale, ovviamente

Le mie amiche e i miei amici gay, da un po’ di tempo a questa parte, non fanno che insistere che dovrei prendere in considerazione l’idea di riprendere ad avere una vita sessuale – se proprio quella sentimentale la ritengo troppo al di fuori dalla mia portata. Gli amici etero si astengono dall’entrare in argomento, ora che ci penso; non so se per pudore oppure perché anche loro sono in una situazione piuttosto simile alla mia – è risaputo infatti che gli uomini eterosessuali e fidanzati non hanno amiche che siano prive di un fidanzato stemperante le gelosie della propria compagna; gli unici amici etero che mi sono rimasti sono pertanto sostanzialmente da soli e con la tendenza a non voler ricordare innanzitutto a se stessi l’esistenza del problema.

Il fatto è che, forse anche aiutata dall’essere donna, il sesso non mi manca. Non mi manca né tantocome mi mancavano gli alcolici e il cioccolato mentre ero a dieta, per essere più chiara.  Complici gli ormoni e il superamento di una certa fase della vita, credo che per me valga il detto “meno ne fai, meno ne faresti”. Ma magari per la maggior parte degli uomini e anche per diverse donne gli ormoni si comportano diversamente. Ovviamente in questo caso sto generalizzando, senza tra l’altro essere supportata da nessun risultato dal sapore scientifico: mi limito a qualche articolo letto qua e là e alle conversazioni tra amici, dei quali nessuno è un esperto di fisiologia umana. E soprattutto, per quanto mi sforzi di mettermi nei panni degli altri, quando si tratta di bisogni ed esigenze fisiologiche non posso che vedere le cose dal mio punto di vista. Mmm. Non soltanto quando si tratta di fisiologia, ora che ci penso. E’ sempre il mio punto di vista, quando scrivo qui – a meno che non specifichi il contrario con tanto di bibliografia😉

E comunque. Chiaramente mi sono riferita finora soltanto all’aspetto fisiologico della questione; per quanto riguarda quello psicologico ed emotivo, infatti, il problema si tinge di sfumature ricche quanto controverse. E qui esplode la pluralità di punti di vista – tutti, rigorosamente, miei.

Perché non fare sesso è un male

–    perché non fai sesso. Ovviamente. E il sesso può essere noioso, fastidioso o frustrante – e in quest’ottica essere esentata da certi atti compiuti soltanto per compiacere l’altro, o per abitudine, o per non litigare o per tutti i motivi per cui (soprattutto durante una relazione stabile, ma non soltanto) può essere qualcosa di cui rallegrarsi, come spiegherò meglio più avanti. Però il sesso può essere anche una forma di comunicazione molto bella, divertente e appagante – o almeno così mi pare di ricordare. E secondo alcuni è addirittura un’attività che fa bene alla salute.

–    perché, per l’appunto, dopo un po’ che non lo pratichi il sesso smette di essere un qualcosa di concreto ma scivola dapprima nell’area del cervello deputata alla conservazione dei ricordi, per poi entrare di soppiatto in un’area limitrofa a quella consacrata alle verità di fede: se tutti dicono che il sesso è così e cosà io ci credo sulla fiducia. Perché, a conti fatti, non ne ho più la benché minima idea.

–    perché quando pensi al sesso, quando ne parli, o ancora quando vedi una scena al cinema o leggi qualcosa in un libro, ti trovi in una condizione che soltanto in apparenza è paragonabile a quella che subivi quando ancora di sesso non ne avevi fatto mai in prima persona e ti limitavi a pensarci, a parlarne, a vederlo nei film o leggerlo nei libri. Soltanto in apparenza perché, da un lato, tutto il sesso che, bene o male, hai fatto nella tua vita (anche se non te lo ricordi più) ha lasciato un segno che in un modo o nell’altro condiziona la tua posizione al riguardo; non è più come se ci fosse un intero universo nuovo di zecca da iniziare a esplorare, ma sei portatore di una verginità perduta che è mentale molto più che fisica. E questa perduta verginità mentale toglie al tutto il sapore mitico o addirittura mistico che aveva allora. D’altro lato, nell’epoca pre-sesso tutte o quasi le persone che ti circondavano erano più o meno nella tua situazione: c’era chi ne aveva fatto un po’, chi ne aveva fatto un po’ di più e chi si inventava le cose. Se ne parlava sempre un sacco, ad ogni modo, sia tra donne sia tra uomini sia, in certi casi particolari, addirittura tra uomini e donne – tra uomini e donne che non facevano sesso tra di loro, beninteso; a quell’età l’unica persona con cui non parli di sesso è proprio quella con cui sarebbe meglio parlarne, ossia quella con cui lo fai. E comunque. A trent’anni tutto questo non vale più: a trent’anni la gente fa sesso regolarmente e, tipicamente, o lo fa sempre con la stessa persona da parecchio tempo e non vede perché dovrebbe parlarne a meno che non vi siano dei gravi problemi, oppure lo fa sempre con persone diverse e allora, altrettanto tipicamente, non ne parla con me perché pensa che se lo facesse mi potrebbe mortificare o farmi stare male o non so bene cosa.

Perché non fare un sesso è un bene

–    perché, se non fai sesso, non ne senti la mancanza. D’accordo, sto affermando che uno dei vantaggi del non fare una cosa è che dopo un po’ non ti manca più; non è un ragionamento che fili perfettamente sotto il punto di vista logico. E allora? Questo non lo rende meno vero. Ho passato, in altri momenti della mia vita, brevi periodi in cui non avevo nessuno accanto ma, allo stesso tempo, avevo alle spalle settimane, mesi o addirittura anni di pratiche consolidate da un ritmo cadenzato. Molto peggio, in quel caso: perché l’abitudine è dura da perdere. Un po’ come quando smetti di fumare – ogni giorno è un po’ meglio del precedente, e anche se ci possono essere delle ricadute (io infatti ho ricominciato peggio di prima) a conti fatti più passa il tempo e più, addirittura, l’odore stesso del fumo comincia a infastidire. Mmm. Non pensavo di spingere la metafora così in là, ma ora che l’ho scritto non sarebbe onesto cancellarlo.

–    perché puoi finalmente capire se prenderti cura di te stesso è finalizzato a prenderti cura di te stesso oppure a prenderti cura di un altro attraverso la cura di te. Dato che capita spesso che ti prenda cura di te perché hai il terrore che costui o costei ti abbandoni avendo incontrato qualcuno che, prendendosi ancora più cura di sé, gli o le fa fare più bella figura rassicurando più profondamente il suo ego.

–    perché sei controcorrente. E dà una certa soddisfazione, di questi tempi in cui fare sesso è obiettivamente più facile che avere una relazione stabile e, al contempo, la società preme perché tu, donna liberata grazie alla rivoluzione (per l’appunto) sessuale, faccia abbastanza sesso da ricompensare la mancanza dello stesso di tutte le donne che dalla notte dei tempi sono state assoggettate alla volontà del proprio consorte.

–    perché almeno ti risparmi tutte le complicazioni causa o effetto del sesso o della mancanza dello stesso all’interno di una coppia: tu vuoi e l’altro no; l’altro vuole e tu vuoi continuare a leggere l’appassionante recensione dell’ultimo libro sul collezionismo di teiere; entrambi non ne avete assolutamente voglia ma è passato troppo tempo dall’ultima volta e vi sentite in obbligo; e tutte le altre variazioni sul tema.

Ma soprattutto, per quanto mi riguarda, non fare mai sesso neanche per sbaglio può essere un bene perché tutte le energie – fisiche e mentali – che investiresti nel sesso le devi incanalare in qualche modo alternativo. Il sesso infatti è anche, se non soprattutto, creatività.

Basta pensare che – nonostante a volte tentiamo a ogni costo di dimenticarcene – il sesso altro non è che l’escamotage trovato dalla natura per spingerci a perpetuare la nostra specie; detto in termini dal sapore un po’ rétro, il sesso porta alla creazione della vita. Ed esistono forse altri costrutti umani che sono forme di creatività più sublimi, però.. insomma… Vista così, in effetti, l’espressione “creare la vita“ mi riempie di timore reverenziale e mi fa anche ridacchiare un po’. Però è di questo che si tratta.

E comunque. Il sesso come forma di creatività. Tutta questa creatività che non confluisce in un atto sessuale, di conseguenza, dovrà pur andare da qualche parte. Per alcuni c’è lo sport, ma non per me, purtroppo o per fortuna. E’ vero che Picasso, artista incredibilmente fertile e versatile, univa le due cose producendo innumerevoli manufatti con i materiali e le tecniche più disparate e, al contempo, mettendo al mondo quattro figli con tre donne diverse.

Tuttavia, io non sono Picasso, né mi passa per l’anticamera del cervello l’idea di mettermi a fare sport. Quindi leggo quei libri che non avevo mai avuto il tempo di aprire, guardo film anche di una stupidità imbarazzante, ascolto musica che non conoscevo, esco con persone improbabili semplicemente perché non ho altre alternative – e a volte mi diverto un mondo.

Ma soprattutto, da quando ho smesso di fare sesso ho ricominciato a scrivere dopo quasi quindici anni di parole che si limitavano a svolazzare qua e là.

E, in attesa di scoprire se ho qualcosa in comune con Picasso, per il momento questo è un prezzo che sono disposta a pagare molto volentieri.

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16 Responses to “Pro e contro dell’astinenza – sessuale, ovviamente”


  1. 1 Daniele 18 luglio 2008 alle 11:17 am

    Davvero interessante il tuo post, però devo dire che già il fatto di scrivere un articolo così lungo su questo argomento in un certo senso è come se in te sia riaffiorata l’idea.
    Secondo me non è necessario fare sesso perchè ce lo impone la società gli amici o cos’altro, il sesso è un completamento dell’amore, quindi se non si trova la persona in grado di farci provare emozioni forti il sesso sarebbe solo una cosa a se stante.
    Ovviamente come dici tu stessa è molto più semplice fare sesso che avere un rapporto stabile, ma secondo me non serve a molto è solo un modo per divertirsi ma alla fine nel nostro cuore non rimane molto.
    Poi la creatività scaturita dal sesso la incanaleresti direttamente nell’amore, creando una complicità e un’emozione unica.

    Quindi leggere, scrivere ascoltare musica non fanno che bene nell’attesa del principe azzurro🙂

  2. 2 pietroizzo 18 luglio 2008 alle 12:19 pm

    diciamo comunque che anche quando trovi il principe azzurro è sempre meglio mantenere “una stanza tutta per sé”… e allora sì che energie sessuali ed energie creative possono coesistere tranquillamente.
    Comunque bel post, mancherebbe giusto una prospettiva Reichiana.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Reich

  3. 3 Edo 18 luglio 2008 alle 12:35 pm

    Mi vergogno come un ladro … so che quello che sto per scrivere è frutto di un infantilismo che, alla soglia dei 30, speravo di essermi lasciato alle spalle. Cerco di camuffare da goliardata quello che sto per dire, sperando che la copertura regga.

    Fatta questa premessa …

    “Il fatto è che, forse anche aiutata dall’essere donna, il sesso non mi manca.”
    ROTFL, mai parole furono più vere !!!

    ok, ho decontestualizzato e ribaltato il concetto che volevi esprimere ma non ho saputo resistere.

    P.S. psicologicamente e fisiologicamente meno si fa sesso e meno si è portati a farlo (ovviamente sottoporsi a bombardamenti di messaggi sessuali spinge cmq a ravvivare l’istinto), si cambia proprio a livello mentale e fisico e se posso permettermi il parere soggettivo si tratta di un cambiamento contro natura …

  4. 4 bob 18 luglio 2008 alle 2:07 pm

    Credo che l’astinenza sessuale, per scelta propria o degli altri, debba innanzitutto essere vissuta con serenità. Voglio dire, è chiaro che possa mancare il sesso, se questo capita per periodi lunghi a volte è una mancanza quasi insopportabile (ti parlo da maschietto), però l’importante è non farsi problemi se questo accade, sopportare quell’attimo in cui sembra sia la cosa più importante del mondo e ricominciare a vivere serenamente. Che ci siano dei pro (pochini) e dei contro è innegabile.

  5. 5 #6 18 luglio 2008 alle 3:56 pm

    No, i “contro” non stanno in piedi.

  6. 6 odiamore 18 luglio 2008 alle 5:31 pm

    Per la prima volta, noto che hanno lasciato commenti (per ora) soltanto uomini. Che strano, chissà perché.

    Edo: confesso che mi ci sono voluti almeno 60 secondi prima di capire la tua battuta, peraltro stupenda… chissà cosa penserebbe Freud😉

    #6: sei sicuro di ciò che hai scritto? vorrebbe dire che secondo te non stanno in piedi tutti i motivi per cui io penso che non fare sesso sia un male😉

  7. 7 #6 18 luglio 2008 alle 6:37 pm

    Uno per uno, il primo l’hai scritto te che è illogico, e il parallelo con il fumo ha un deficit, e cioè che fumare fa male, quindi smettere fa bene.

    Il secondo sembra una conversazione tra due donne che parlano dei rispettivi fidanzati, e sostanzialmente chiedersi se uno fa qualcosa perché la vuole esso stesso o perché la vuole qualcuno che gli vuole bene è essere semplicemente umani, e riguarda tutto, anche i compiti di scuola.
    Prima di essere messo all’indice dei commentatori maschilisti, vorrei far notare che queste cose le pensano anche gli uomini, ma non ne parlano per risparmiarsi una sequenza di “scusa ho da fare”.

    Il terzo è quello che potrebbe essere sfottuto iperbolicamente in maniera troppo facile (tipo, non usare la carta igienica è controcorrente).

    Il quarto è più o meno il secondo riscritto.

    Ora, la conquista della libertà sessuale implica che uno possa rinunciare a suo piacimento, e siccome per me ancora oggi questo per le donne non è del tutto accettato, è giusto rivendicarne il diritto.
    Come è giusto dire che da donna la necessità è diversa; ci sono due sessi, uno si può riprodurre sempre, l’altro ogni tanto, ed è assai probabile che la psicologia legata all’atto sessuale sia diversa, e questo viene attivamente studiato ancora oggi.
    Però sono arrivato a metà de “il gene egoista”, quindi mi manca materiale, appena lo finisco al limite ricommento.

  8. 8 odiamore 18 luglio 2008 alle 7:27 pm

    Tutto ciò che scrivi è sicuramente condivisibile. Il mio punto però era un altro, molto più banale se vuoi: continui a confondere i contro con i pro. Ma adesso finalmente ho capito su cosa non sei d’accordo, e va benissimo così. Buona lettura🙂

  9. 9 nikicustardinpie 19 luglio 2008 alle 8:47 pm

    Per lunghissimo tempo ho pensato che fosse molto meglio non fare sesso del tutto se questo non era legato a un rapporto d’amore, in quanto quella, nella mia testa, era l’unica situazione in cui ne valesse veramente la pena.
    Poi ho dovuto ricredermi: si può fare del buon sesso anche senza essere innamorata, bastano una forte attrazione e un certo coinvolgimento emotivo. E’ la situazione ottimale? Continuo a credere di no, ma non escludo più niente a priori.
    Resta inteso che l’astinenza sessuale ha solamente dei pro quando è frutto di un sentire personale (più ancora che di una scelta propria o di altri), perché solo in quel caso si può viverla con serenità e senza sentire la mancanza dell’attività sessuale.
    Mi sta venendo un dubbio: non è che questo elenco di pro e contro nasconda in realtà una specie di strategia di autoconvincimento? Non sarebbe meglio guardarsi in faccia, prendere coraggio e buttarsi invece?

  10. 10 odiamore 20 luglio 2008 alle 4:21 pm

    Niki: sono convinta del fatto che non soltanto, contrariamente a quanto cantava il buon vecchio Venditti, “c’è sesso senza amore”, ma che addirittura c’è amore senza sesso; le due cose possono essere totalmente disgiunte. O anche, come mi è successo in passato, convivere in me ma concretizzarsi con due persone diverse nello stesso lasso temporale (non spaziale, fortunatamente, almeno nel mio caso; nonostante esistano esempi letterari anche di una situazione del genere).
    Come ho scritto, il sesso è, tra tutte le n cose, anche una forma di comunicazione tra due individui; così come è possibile comunicare verbalmente con una persona ed essere emotivamente coinvolti pur senza essere innamorati, così è possibile fare del buon sesso con qualcuno ed essere appagati non provando niente di lontanamente simile all’amore. Mi è capitato ed è stato anche soddisfacente, divertente e coinvolgente; ma non è questo ciò che voglio, ora. Io voglio sentire entrambe le cose per la stessa persona nello stesso momento e non sono disposta a scendere a compromessi come ho fatto troppe volte in passato.
    Semplicemente, ho messo in correlazione il fatto che da quando ho smesso di essere innamorata di qualcuno e, per i casi della vita, ho anche smesso di avere una vita sessuale attiva, c’è stata un’impennata della mia creatività – tutto il resto dell’elenco è una sorta di boutade neanche troppo ben riuscita. E invidio da morire Pietro perché, come ha scritto, in lui le due cose invece riescono a convivere, perché solo ora prendo atto del fatto che per me non è mai stato così. Non credo pertanto di stare cercando di autoconvincermi di alcunché – semplicemente, sto tentando in ogni modo di fare la pace con il fatto che non è assolutamente detto che “energia emotivo-sessuale” ed “energia creativa” siano mutuamente esclusive, tutto qui. Il fatto è che non ci sono ancora riuscita🙂

  11. 11 nikicustardinpie 20 luglio 2008 alle 8:34 pm

    Ecco, mi era sfuggito questo ultimo particolare: che tutto il post vertesse in effetti sulla dicotomia energia emotivo-sessuale/energia creativa.
    A me succede esattamente il contrario: energia richiama energia. In questo periodo in cui sono molto innamorata e di conseguenza piuttosto attiva sessualmente, mi sento anche molto più carica di energia creativa. Riesco a focalizzare meglio, ad avere la mente più lucida e a “fare” sostanzialmente di più.
    Non so da cosa dipenda, forse anche da una certa stabilità emotiva raggiunta, i quarant’anni per me sono stati una specie di traguardo rispetto a tante cose…🙂

  12. 12 patty 23 luglio 2008 alle 1:32 am

    è la seconda tua che leggo e non posso non condividerla, a malincuore però. anch’io, sulla soglia dei 40, pur avendo uno pseudo-compagno (a termine), non ho una vita sessuale attiva. ma, come avrai intuito, vivo (non è il termine esatto) una non storia (non corrisposta) per una persona sfuggente (nel senso…da me), e anch’io ritengo che non ne valga la pena, perchè mi distoglierebbe, più che dalla creatività, che momentaneamente (anni) ho abbandonato, ma dallo studio, ove ho riversato molte delle mie pulsioni)…però, pur desiderando fisicamente che qualcuno riesca ad aprire questa teca nella quale sono sopiti i miei sensi, come biancaneve, ho molta paura che il bacio del principe non mi svegli o, anzi, mi passi un qualche batterio. è un modo forse per non mettersi in gioco, per non avvicinarsi alla vita…o è paura e disincanto, certezza di vedersi frantumare le pareti della teca e tutta la collezione di animali di vetro custoditi nel cuore. tu hai paura?

  13. 13 odiamore 25 luglio 2008 alle 2:16 pm

    Patty: certo che ho paura, come tutti d’altronde. Ma in fondo credo sia un bene, perché in mancanza di altro la paura ci fa andare avanti, se non altro perché a un certo punto non ne puoi più e o la assecondi del tutto oppure cerchi di contrastarla – e in un modo o nell’altro prendi delle decisioni. Comunque ‘sta cosa del bacio del principe che ti passa i batteri è terribile!!! spero di dimenticarmela il più in fretta possibile😉

  14. 14 patty 25 luglio 2008 alle 6:22 pm

    per me no, sono una naturalista. i batteri sono fuori e dentro di noi…ognuno ha il suo bagaglio e le sue specie più o meno peculiari…non sempre passarseli è un bene. ma alle volte sì.

  15. 15 Fabio 5 novembre 2009 alle 3:25 pm

    meno ne fai, meno ne hai bisogno? purtroppo per me non funziona cosi’…. in questo paese se non sei un ragazzo bellissimo o non hai una posizione sociale rilevante sei costretto a lunghissimi periodi di astinenza;non farlo è come un tarlo che ti rode… il desiderio cresce fino a diventare ossessione

  16. 16 thargaryen.daenerys 19 novembre 2009 alle 2:04 pm

    A costo di essere banale, ribadisco, come ho sempre fatto, che il sesso è il completamento di un rapporto in cui entrambi i componenti esprimono amore e complicità. Farlo perché si deve, farlo per il raggiungimento del piacere fisico…a volte non basta. Diventa routine, un’abitudine noiosa che finisce con lo stufare. E per ricorrere a luoghi comuni, spesso è la donna a risentirne maggiormente e a trovare scuse per evitare il rapporto. Non è certo un caso il continuo: “no, oggi no” oppure: “ho mal di testa”. Sembra una banalità, ma da parte della donna c’è un calo del desiderio sessuale non irrilevante…


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