Il motivo per cui ho scelto di usare un soprannome è molto semplice, e alquanto banale. Faccio un lavoro che con i sentimenti c’entra ben poco – per non dire assolutamente nulla – mentre, iniziando a tenere un blog, non volevo scrivere che di quelli. Poi, con il tempo, altri miei interessi sono emersi abbastanza naturalmente; sempre, tuttavia, mantenendo un fil rouge emotivo del quale non riesco a liberarmi – né per alcuna ragione voglio farlo, in questo contesto. Ci ho scritto su anche un post, qualche tempo fa.

Il mio nome, d’altro canto, è una cosa preziosa. Il mio nome su Google, che mi piaccia o no, potrebbe essere ricercato dal mio prossimo eventuale datore di lavoro, o da chiunque riceva una mia email “professionale” senza conoscermi, o da chiunque punto. Il mio nome su Google, per quanto è in mio potere, vorrei restasse legato a risultati collegati al mio lavoro.

Non credo di essere ossessionata dalla riservatezza – alcuni miei amici, infatti, mi rimproverano di usare sempre le stesse quattro o cinque password che vario leggermente a seconda del contesto, anziché avvalermi dell’aiuto di un generatore di numeri casuali e di una memoria che, fortunatamente, sa essere anche piuttosto buona – sia nel senso di valida sia in quello di generosa😉

Mi sto giustificando perché non uso il mio nome: ebbene sì. Sento l’esigenza di farlo, dopo quasi due anni a scrivere e firmarmi con un nome che non è il mio. Forse perché questo soprannome non lo “sento” più tanto mio come all’inizio, quando l’ho scelto proprio per la carica di ambivalenza che si porta dietro e che, a posteriori, posso aggiungere che mi portavo dietro anche io.

E comunque. Odiamore mi piace ancora abbastanza, anche se non mi riconosco più del tutto in ciò che per me rappresentava inizialmente. L’ambivalenza, però… eh, quella c’è e ci sarà sempre, tanto vale prenderne atto e farci la pace.

La storia di questo blog è semplice, e compare nella vecchia pagina “About” – nel caso in cui qualcuno fosse arrivato qui per cercare quella, e non l’ennesimo tentativo di regolamentare il mio egobaricentro. D’altronde a cosa serve un blog, se non (anche) a quello?

11 Responses to “About”


  1. 2 ale 2 febbraio 2008 alle 12:04 pm

    Ciaooo,sto cercando di sviluppare un blog giornale in cui gli articoli sono scritti dai blogger WordPress (o al limite se non hai tempo posso scriverti io un’articolo prendendolo dal tuo blog e rimandandolo al tuo blog…).
    Il blog giornale nasce con l’intento di dare maggior visibilità al tuo blog e alla gente che cerca in rete la possibilità di trovare articoli di maggiore qualità in un’unico posto (visti i migliaia di blog che nascono ogni giorno…).
    Se ti va uno scambio link col blog giornale contattami pure.
    ti ringrazio anticipatamente e a presto

  2. 3 Alberto 26 marzo 2008 alle 3:42 am

    😀 io ho fatto l’esatto contrario!
    L’idea che un futuro datore di lavoro possa trovarmi su google non mi spaventa affatto, anzi!
    Nel curriculum è anche presente!
    Sono scelte, il fatto che digitando il mio nome completo compaia per primo sul google un pò mi piace!
    Infatti in questo modo un amico che non vedevo da 10 anni un giorno l’ha fatto, mi ha contattato ed ha scoperto che vivevamo nella stessa regione da 8 anni e non lo sapevamo!
    Ci siamo anche rivisti, una carrambata praticamente!
    Io ti confesso, scrivo principalmente per la mia passione, la cucina, però non disdegno altre categorie.
    Grazie ad Isadora ho iniziato ad usare wordpress in modo corretto ed adesso devo dirti che il mio blog è più pulito e mi piace di più!
    E poi ho scoperto il tuo di blog.🙂
    A presto,
    Alberto

  3. 4 AleXsKaN 22 aprile 2008 alle 12:46 am

    Io non ho mai capito la voglia che avete di pubblicare i Vs pensieri. A chi pensate possano essere utili? A voi stessi? A condividere esperienze con un prossimo anonimo o meno?
    Odio i blog ed esserci in questo momento qui è solo frutto di una ricerca fallita.
    Siete + i blogger che chi li legge; un marasma di bit che infogna internet. Fate come gli antichi che conservavano con pudore i loro pensieri, fatevi il Vs diario e la vs vita senza spammare.
    Questo è solo per la qualità dell’informazione.
    Quanto meno evitate che queste donnine o ometti facciano di tutto per darsi visibilità sul web per il proprio egocentrismo. Avete rotto il cazzo!
    Per un cyberspazio più pulito.

  4. 5 odiamore 23 aprile 2008 alle 1:25 am

    Per principio, modero i commenti soltanto per evitare lo spam selvaggio – quindi il commento di AleXeccetera lo pubblico quasi volentieri. In realtà non “dovrei” rispondere, se non fosse che sarei tanto curiosa di sapere quale “ricerca fallita” l’ha portato o portata qui: “rivoletto”? “in vacanza con mia mamma”? “bagno turco istruzioni”? o non sarà forse il caro, vecchio “emoticon sesso”? Se per caso – per sbaglio, ovviamente – dovessi ripassare di qui sarebbe carino se mi rispondessi… E comunque che gli antichi “conservavano con pudore i loro pensieri” es mentira, una menzogna bella e buona. Senza voler azzardare paragoni con la sottoscritta, ma soltanto per la cronaca: mai sentito parlare di una certa Saffo, o di un tal Marco Aurelio che, sulla base del “conosci te stesso” ha scritto un libro di memorie tra i più belli e commoventi della storia della letteratura?

  5. 6 Castavita 19 maggio 2008 alle 1:48 pm

    Usare il proprio nome o uno pseudonimo è poco importante. Quello che conta è il messaggio che passa, che è veramente interessante.
    E’ un blog molto bello, ti faccio i miei complimenti.

  6. 7 odiamore 19 maggio 2008 alle 2:04 pm

    Grazie mille per i complimenti🙂

  7. 8 Alessandro 18 agosto 2008 alle 1:31 pm

    Io lavoro professionalmente nel web, non in modo amatoriale, e ogni tanto penso che anche a me piacerebbe avere un blog come il tuo, per sfogare il mio io, solo la mancanza di tempo e la necessità di essere anonimo mi fermano dal farlo.
    Non credo proprio che questi contenuti possano considerarsi spam.
    Quindi mi distacco completamente da AleXsKaN che ha sicuramente scritto in preda a rabbia e per sfogo di qualcosa di cui non ci ha parlato ulteriormente.

  8. 9 odiamore 18 agosto 2008 alle 5:52 pm

    Alessandro: grazie per la tua manifestazione di distacco🙂 E comunque, mi permetto di darti un consiglio sul non lasciare che la mancanza di tempo o quant’altro ti fermino dal tenere un blog, se senti che potrebbe piacerti / divertirti / esserti utile… Per quanto riguarda l’anonimato, poi, al 99.9% lo potresti mantenere con tranquillità – per me e’ stato cosi’ e fintanto che usi una piattaforma e non hai un tuo sito la riservatezza e’ garantita piuttosto bene🙂

  9. 10 Troppofacile 3 febbraio 2009 alle 5:03 pm

    Ciao,
    spero di non disturbare, non si sa mai come entrare in questi ambienti.. è un po’ come entrare in casa d’altri… bussando.. chiedendo permesso..o più semplicemente entrando e basta ?
    Mi è piaciuto lo scambio di battute che c’e’ stato ed anche se non sono d’accordo mi piace sempre leggere chi non è d’accordo con me.
    Che ci sia o meno identità di vedute si pone comunque una domanda interessante : perchè si scrive un blog ?
    Per conto mio ci ho provato un sacco di volte senza mai riuscire..a leggerli devo dare ragione anche se in parte ad AleXsKaN.. sono migliaia ed il 99.9 per cento sono di una noia mortale.
    Di fatto mi piace leggere solo il tuo e quello di un’altra persona; li trovo originali anche se in modi differenti.
    Quindi dopo i complimenti vorrei rilanciare la domanda :
    Perche si scrive un blog ?
    Quanto c’e’ di autocelebrativo ? Quanto di catartico ? Quanto è semplicemente un desiderio di chiarirsi le idee ? E quanto infine di chissà che altro ?
    ora ti saluto e ti ringrazio per farti leggere.
    A presto

  10. 11 odiamore 5 febbraio 2009 alle 1:09 am

    Ciao Troppofacile🙂 Direi che non soltanto non disturbi, ma che ti do un caloroso benvenuto – è sempre bello quando qualcuno decide di commentare per la prima volta.
    E’ da un po’ ormai che rifletto sulle domande che poni. Perché la domanda “perché si scrive un blog” secondo me ne sottende tante altre. E comunque. Nel mio caso – perché ovviamente posso rispondere soltanto per me😉 – scrivo (anche) un blog soprattutto a causa dell’ordine mentale a cui mi costringe il fatto di rendere pubblico il mio pensiero e il mio sentire. Chiarirsi le idee, pertanto: questo per me è un punto importante. Con in più il fatto che c’è la possibilità di leggere i riscontri di altre persone, persone che nella maggior parte dei casi non mi hanno mai vista e che, da un lato, magari anche perché protette dal reciproco anonimato mi danno pareri spesso “fuori dal coro” e che, dall’altro, mi permettono – tramite i loro rimandi – di decifrare con un po’ più di accuratezza quei messaggi che mando agli altri esseri umani spesso inconsapevolmente. Non so se riesco a spiegarmi… forse dovrei scriverci su un post😀
    Autocelebrativo: sicuramente solletica l’autostima pensare che alcune persone si prendono la briga di venire a leggere le mie parole ogni volta in cui decido di scrivere qualcosa. Insomma: prima di iniziare non lo credevo possibile e non ho problemi a confessare che nei primi mesi mi dava un senso di euforia. Però il tutto è stemperato (ammesso sia questa la parola giusta) dal fatto che con molte di queste persone ho nel tempo costruito rapporti che vanno al di là del “io-scrivo-tu-leggi” e sono biunivoci: se hanno un blog anche loro lo leggo, ci teniamo in contatto via email eccetera.
    Catartico: be’, un po’; anche se la vera catarsi, per me, è nella lettura di cose scritte da altri. O, al limite, nella scrittura-per-me-e-per-me-sola. Qui comunque a volte mi devo censurare – e va bene così, serve anche imparare a fare quello.
    Per tutto il resto… Continuo a pensarci🙂 E grazie per gli spunti!


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