L’epoca dell’azione

E’ così: questo è un periodo di crisi. Da quasi un mese, ormai, non riesco a scrivere due parole di fila – e la mia assenza da qui si inserisce in un contesto molto più ampio in cui:

– il mio lavoro, di cui ero innamorata, mi ha tradito non tanto perché sono stata costretta ad accettare una consistente riduzione dello stipendio, ma in quanto mi ha aggrovigliata in una rete fatta soltanto più di routine e negazione della creatività;

– il ragazzo con cui sono uscita nelle ultime settimane del dannato 2008, per usare le efficaci parole della fidanzata di Andrea (beati loro che si sono trovati e, per di più, si sono ritrovati dopo notevoli avversità!), “si è cagato sotto” nel momento in cui, tra Natale e Capodanno, ho messo le carte in tavola. E anni fa – molti anni fa, ma certe  cose con il tempo non perdono il loro valore – lui mi aveva amata come avevo il terrore di essere a vent’anni perché ero troppo giovane per quel tipo di rapporto. Con questo, non è che mi aspettassi che, dieci anni dopo, ancora avesse le mie fotografie sul comodino – sarebbe stato un pazzo, in quel caso! – ma confesso che, del tutto ingenuamente, pensavo che chi a vent’anni aveva quel coraggio di esprimersi, dieci anni dopo potesse soltanto essere migliorato, e non divenuto una facile preda del terrore della rinuncia alla propria presunta indipendenza.  E invece, si è arroccato dietro alla presunta presunzione di aver capito cosa io avrei voluto che lui provasse per me e ha usato questa scusa per comunicarmi che non era all’altezza delle mie aspettative. Quindi: andiamo oltre;

– ieri sera ho ricevuto una piacevole telefonata da parte del mio padrone di casa, che mi ha gentilmente sfrattata. Questo significa che ho meno di due mesi di tempo per trovare una casa il cui affitto sia compatibile con la riduzione del mio stipendio. Forse dovrei orientarmi su un posto auto;

– non dovrei scriverlo per scaramanzia, eppure al momento godo di ottima salute. Quindi, almeno una su quattro va tutto sommato abbastanza bene. Non faccio i salti di gioia soltanto perché, dato il periodo, non vorrei sollecitare troppo i legamenti delle mie caviglie già malandate.

Facendo il punto della situazione, e rileggendo i buoni propositi scritti alla fine del 2007… Passi in avanti non è che ne siano stati fatti, almeno in superficie. Tuttavia, ho una strana spinta verso l’ottimismo.

Perché, come scrivevo ieri nei commenti al post precedente, se non altro adesso i problemi dipendono da me; dipendono da azioni concrete che io posso fare. Non è più l’attesa di un referto medico, non è più la paura di confrontarsi con un’alterità misconosciuta; né il susseguirsi di infruttuosi tentativi di scalfire armature dall’interno, senza che alcun’arma stia tentando di perforarle.

Eccco iniziata, finalmente, l’epoca dell’azione.

6 Responses to “L’epoca dell’azione”


  1. 1 patty 11 gennaio 2009 alle 5:14 pm

    forza e coraggio!!! sono con te!!!

  2. 2 Rosario 11 gennaio 2009 alle 5:42 pm

    in bocca al lupo a te, allora😉

  3. 3 skip 11 gennaio 2009 alle 11:13 pm

    Metti in campo le tue risorse con grinta. Tifo per te🙂

  4. 4 Niki 12 gennaio 2009 alle 2:53 pm

    Sono in tanti a fare il tifo per te.
    Tu mettici la voglia di venirne fuori, pensando prima a quel che è importante: trovare casa.
    Il resto verrà da sé.
    In bocca al lupo e crepi!🙂

  5. 5 #6 12 gennaio 2009 alle 7:39 pm

    Non si è cagato sotto, è una cosa diversa e molto più banale.
    Pensare a casa e lavoro ora mi pare prioritario, l’interpretazione delle scuse può attendere.

  6. 6 odiamore 13 gennaio 2009 alle 5:36 pm

    Grazie a tutti. Anche a #6, nonostante leggere il suo commento, questa mattina, mi avesse messo di malumore😉


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