Facebook: vuoi essere mio amico?

In questi giorni sto lavorando troppo, e non so come sottrarmi a un carico eccessivo e, tutto sommato, non necessario. Quindi nonostante abbia tante idee che mi frullano per la testa non riesco, non riesco proprio a dedicare la concentrazione voluta – oltre che indispensabile – per scrivere un post che sia degno di questo nome – o degno di questo blog, o comunque degno di quello che io ritengo sia lo status di post – degno – di – questo – blog.

E ogni volta che ci provo, ogni volta in cui cerco di estraniarmi dal contesto rumoroso e caotico e mi sforzo di riordinare le idee e riversare le immagini in parole… finisco per chiudere wordpress e digitare http://www.fa sull’apposita barra di Firefox, sapendo che mi porterà lì dove posso continuare ad annientarmi ancora un po’: su Facebook.

Facebook è l’unica realtà della rete in cui sia presente con il mio nome, cognome, foto, data di nascita eccetera eccetera – e non come odiamore. E’ qualcosa di insolito, pertanto, e tuttavia con un certo significato. Facebook è uno strumento come altri, come tanti altri. Però è l’unico caso in cui la mia vita fisica si mescola a quella virtuale.

E lo amo e lo odio, perché odio e amo anche quando vivo con il mio nome proprio.

Perché amo Facebook

Perché grazie a questo strumento, insieme agli ovvii compagni di scuola e agli scontatissimi colleghi di lavoro, ho ritrovato persone con le quali ho trascorso splendide vacanze in montagna nei primi anni ’90 – molto primi, ora che ci penso; poteva addirittura trattarsi dell’89, la prima volta. Persone con cui per anni abbiamo trascorso l’inverno a scrivere lettere di dieci, venti pagine; con cui ci siamo scambiati cartoline e telefonate e che poi, tutt’a un tratto, ho completamente perso di vista senza nessun motivo particolare. E ritrovarle così, sempre senza un motivo particolare… è bello, ecco tutto. Di quelle cose che ti riempiono il cuore.

Perché mi ha permesso di rivedere persone, e in particolare la cugina di Scassaritratti che non vedevo da quando, durante il liceo, trascorremmo insieme una vacanza in Costa Azzurra in cui mi hanno rubato la borsa il secondo giorno di permanenza (e soprattutto, la borsa conteneva gli occhiali da vista!) e, dulcis in fundo, Scassaritratti ha avuto una liaison con un ragazzo con il quale ero uscita pochi mesi prima e che mi aveva lasciato adducendo come scusa il fatto che non riusciva a conciliare l’impegno con me con il fatto che doveva andare a sciare (!). Per inciso, anche lui sarebbe su Facebook – e questa è una cosa che non so se odiare o amare: quell’applicazione che sulla base dei contatti in comune propone nuovi “amici” – ma confesso che di rivedere lui non ho proprio la benché minima voglia.

Perché c’è un gioco che ti fa fare anagrammi in italiano, inglese, francese, spagnolo e altre lingue più o meno sconosciute – e io sono una frana con gli anagrammi, però forse proprio per questo motivo mi divertono tantissimo. E poi devo assolutamente stracciare tutti gli altri: perché su alcune cose sì, sono dannatamente competitiva.

Perché odio Facebook

Perché è esteticamente sgradevole – e sì che io sono un’amante del minimalismo grafico, però quando è bello alla vista, se non altro.

Perché ha tutte quelle applicazioni idiote, quei test sgrammaticati e quegli inoltri selvaggi che anche se ben mascherati hanno proprio il sapore dello spam. Eppure, a differenza degli altri ambienti on line, su Facebook io ci casco sempre come una pera cotta, non c’è niente da fare. E scopro che conosco la lingua italiana molto peggio di una mia compagna delle medie bocciata più volte. Buon per lei, insomma; ma è un po’ deprimente, no?

Perché ti costringe a essere aggiornato, quasi in tempo reale, sulle attività di tutti i tuoi “amici”. E dal momento che alcuni di questi, tanti o pochi che siano, hai modo di frequentarli anche vis à vis o tramite altri mezzi di comunicazione, possono succedere cose strane. Come nel caso di chi un giorno, notato proprio su Facebook il mio cambiamento di stato (in positivo), mi ha scritto un sms chiedendomi se c’erano novità sulla salute di mio padre; avendogli io risposto che ce n’erano ma avrei preferito parlargliene piuttosto che scrivere tutto via sms, mi ha risposto “Ti chiamo appena posso”.

Ecco: dopo due settimane non si è ancora fatto sentire. Potrei pensare che l’avessero rapito gli alieni e gli avessero tagliato la lingua, se non fosse che continua a essere molto attivo sempre sul medesimo Facebook: stringe amicizie, mi straccia nel giochino degli anagrammi, fa simpatici test sul livello di somiglianza con un adolescente inuit gemello siamese separato alla nascita, lancia nell’etere foto delle vacanze estive di otto anni fa… Tutto, tranne comunicare con la sottoscritta. O magari gli alieni gli fanno usare Facebook soltanto finché si impegna a non comunicare con me? Ma che razza di alieni sono? E soprattutto, saranno mica su Facebook anche loro?

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15 Responses to “Facebook: vuoi essere mio amico?”


  1. 1 .mau. 19 settembre 2008 alle 7:47 am

    vuoi essere mia amica?

  2. 2 pietroizzo 19 settembre 2008 alle 9:25 am

    bel post, lo condivido in pieno… a questo punto però diventiamo amici anche su feisbuk😀

  3. 3 odiamore 19 settembre 2008 alle 11:01 am

    .mau.: ma non lo eravamo già?😉

    pietro: provveduto. Forse era il caso che ti scrivessi chi sono, perché mi accorgo ora che probabilmente non hai idea di come mi chiamo… ops!

  4. 4 Luisab 19 settembre 2008 alle 11:13 am

    ma ti è mai capitato di trovarti su fb persona che ti aggiungono e poi non ti salutano per strada… a me si ma la cosa più bella è quando magari ti lasci e lo sanno tutti….

  5. 5 Davjdek 19 settembre 2008 alle 4:17 pm

    Posso capirti. E’ triste desiderare maggiore contatto con qualcuno e accorgersi che quel qualcuno sfugge, ti risponde con garbato distacco, oppure non ti risponde affatto. Io lo sperimento quotidianamente. E triste soprattutto quando si tratta di persone che manifestano grande desiderio di relazioni… ma evidentemente non con te. E ti chiedi: che cosa ho di sbagliato? Perché mi sfuggono? Mah… io comunque su Facebook ci sono, e non scherzo quando ti dico: mi metti tra i tuoi amici?
    Un abbraccio.

  6. 6 Celarent 19 settembre 2008 alle 5:10 pm

    Io adoro il fatto di non sapere niente di te.
    Quello che leggo qui è al netto di ciò che potrei teorizzare in base ad una minuscola foto e poco altro (senza in realtà saperne molto più)
    E se poi,per dirne una, scoprissi che abiti a ******* , città che io odio per davvero ?
    Tutto ciò scrivi avrebbe improvvisamente quel colore, magari tenue, ma lo avrebbe.
    Siamo programmati per avere preconcetti e il reset è un lavoro lungo.

    Non lasciarti tentare

  7. 7 Rosario 19 settembre 2008 alle 9:47 pm

    Si, lo voglio.
    Anche il mio è un rapporto odiamore® con Facebook, lo odio per i suoi infiniti bug, lo amo perché si fanno degli incontri inaspettati.

  8. 8 odiamore 21 settembre 2008 alle 7:02 pm

    Luisab: certo che mi è capitato! Ma soprattutto, mi è capitato di rispondere “sì” alla richiesta di diventare “amica” di gente che io per prima mi rifiuterei di salutare se la incontrassi per strada…

    Davjdek: quando le persone sfuggono hanno i loro motivi, credo. Buoni o no, validi o no, che dipendono da te ma anche no. A volte è necessario arrendersi davanti all’evidenza. Altre invece vale la pena combattere per contrastare la negatività. Il problema è riuscire a capire quando è meglio fare una cosa oppure un’altra!

    Rosario: chapeau per il simbolo di marchio registrato😉

  9. 9 odiamore 21 settembre 2008 alle 7:06 pm

    Dimenticavo: Celarent, dove vivo io in effetti il colore è da qualche parte tra il grigio e l’avorio… e non è per nulla tenue. Non ho capito esattamente da cosa non dovrei lasciarmi tentare, ma ad ogni modo – a differenza di Oscar WIlde – non corro grandi rischi: le uniche tentazioni a cui davvero non so resistere sono quelle alimentari, e mi sembra che almeno in questo caso esse siano totalmente fuori discussione🙂

  10. 10 celarent 22 settembre 2008 alle 12:10 am

    mmmm, e quale sarà mai questa città con il cielo grigio?

    … non lasciarti tentare dal desiderio di scrivere il the one-and-only-post-degno-del-blog, il padre di tutti i post, quello in cui ci dici chi sei.

    Mi è venuto spontaneo dirlo quando ho visto che odiamore ha messo un piedino nella realtà facendo intuire che non solo ha un nome, ma un sacco di gente sa anche qual’è!

  11. 11 twinky 22 settembre 2008 alle 10:47 pm

    anch’io ho un rapporto di odio-amore con facebook…ho scoperto dall’account di una mia amica che sono iscritti tantissime persone che non vedevo da anni…tutti i miei ex compagni di liceo, quelli della mia ex compagnia…i miei ex ragazzi…continuo a dirmi m’iscrivo pure io o no? ma per ora non mi ha convinto…non mi va di far sapere a ‘sta gente (per cui molti dei quali provo ancora del forte risentimento!) chi sono diventata, cosa faccio, chi sono i miei amici…però non so…forse mi convincerò a non prenderlo troppo sul serio…
    Ah cmq volevo farti i complimenti per il blog, ti ho scoperto su bloghissimo e penso che verrò spesso a trovarti.
    ciao

  12. 12 patty 23 settembre 2008 alle 2:45 pm

    sono incuriosita da questa cosa. penso che dopo andrò a vedere facebook in cerca di un indizio per avere più info su di te. non sapevo cosa fosse, nè che tanti utilizzano questa “piazza” virtuale per “non vedersi” dal vivo. invece ho come l’impressione che l’autunno ti porti un bisogno forte di contatti veri, non virtuali. mi piacerebbe che abitassi nella mia città, potremmo prenderci una cioccolata insieme (qui sta piovendo), e parlare del più e del meno, ovviamente spettegolando sulla nostra comune amica, come si fa tra vecchie (e giovani) amiche. reali.

  13. 13 odiamore 23 settembre 2008 alle 3:42 pm

    Celarent: tranquillo, non succederà perché non ho alcun interesse a farlo, né credo importi a nessuno, in fondo, sapere il mio nome e cognome. E’ normale poi che da qui passino persone “casuali”, come puoi essere tu, che mi leggono perché sì e persone che invece mi conoscono e mi leggono perché no?. O qualcosa del genere🙂

    Twinky: grazie per i complimenti🙂 E per quanto riguarda Facebook, io mi sono iscritta molto tempo fa, quando l’unica persona che fosse mia “amica” virtuale era anche l’unica persona reale con cui ne avessi parlato e sapesse a cosa mi stavo riferendo! Poi la moda ha iniziato a dilagare – e, a quanto pare, non è neanche possibile distruggere l’account una volta creato, quindi non ho più scampo😀

    Patty: abbiamo una comune amica? Reale? Be’, sono incuriosita… E comunque, vada per la cioccolata con tantissima panna!!

  14. 14 laprofumiera 23 settembre 2008 alle 5:06 pm

    facebook è una droga. mi ha fatto pure mettere da parte il blog per un certo periodo.
    anch’io lo amo e lo odio, ma forse per lo più ne sono attratta inconsciamente… è così palese e così oscuro allo stesso tempo.
    è uno strumento col quale letteralmente ti fai i fatti degli altri, ti permette di vedere cosa fanno, dove sono, con chi sono amici.
    Io non ho messo un profilo privato, ma a volte mi sconvolge che tutti possano sapere tutto di me!
    la cosa più amorevole è veramente ritrovare persone perse di vista da una vita!
    poi ci sono i buffoni, quelli che si celano dietro un’icona. ti cito gesù cristo, dio onnipotente (che è veramente simpatico), la madonna e satana… questi soggetti nel mucchio dei registrati con nome e cognome, rappresentano secondo me il lato oscuro di facebook…


  1. 1 CasaIzzo - Cultura generale digitale Trackback su 26 settembre 2008 alle 6:50 pm

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