DisCERNere tra tutto ciò che si dice su LHC

Non è che, soltanto perché ho studiato un po’ di fisica,  pensi di avere chissà quale verità rivelata in tasca. Infatti, nei giorni precedenti, mi sono forzata a non scrivere neanche una virgola su tutto il gran tam tam che è stato creato dai media, tradizionali e non, per l’inaugurazione di LHC – il Large Hadron Collider che, da oggi, è entrato in funzione al CERN di Ginevra (si può dare un’occhiata qui per ulteriori spiegazioni sull’acronimo).

Sarà che ho letto troppe idiozie, troppi commenti idioti a post infarciti di errori, titoloni su giornali e altro. Anche l’editoriale in prima pagina sul mio quotidiano di riferimento era, francamente, piuttosto imbarazzante.

Sarà che è pur vero che esiste una probabilità non nulla che, quando LHC sarà entrato a pieno regime, si crei una specie di buco nero risucchiante tutta la materia. Per quel che può valere, esiste una probabilità non nulla che, in questo preciso istante, il mio corpo riesca per così dire ad attraversare il muro che mi sta di fronte: si chiama effetto tunnel, ed è un fenomeno che a livello subatomico può essere abbastanza frequente. Esiste anche, più prosaicamente, una probabilità non nulla che domattina io esca di casa e trovi sul pianerottolo James McAvoy in ginocchio che, tendendomi un solitario da otto miliardi di carati, mi supplica di trascorrere tutta la mia vita con lui. E con questo credo di aver reso l’idea.

Ciò scritto, consiglierei la lettura di questo post dal blog del direttore di Le Scienze: l’edizione italiana di Scientific American che, quest’anno, compie 40 anni – quindi colgo l’occasione per fare tanti auguri alla rivista e augurarle non soltanto “100 di questi anni” ma, soprattutto, di continuare a raccontare la scienza non tanto evitando i sensazionalismi (quelli possono servire a colpire l’attenzione di chi in principio non sarebbe interessato) quanto, piuttosto, impegnandosi a farlo con precisione e competenza.

Perché raccontare la scienza questo richiede, innanzitutto: precisione e competenza. Tutto lo sforzo comunicativo per rendere argomenti – a volte anche piuttosto ostici – di lettura o ascolto o fruizione gradevole non può, non deve prescindere dalla precisione e dalla competenza.

E se da un lato non posso che rallegrarmi del fatto che negli ultimi tempi paroloni come big bang, buco nero, protoni e compagnia bella siano state un po’ sulla bocca di tutti, dall’altro ogni volta avevo l’impressione di stare origliando chiacchericci da sala d’attesa di un parrucchiere. Mentre su certi argomenti i mezzi di informazione, di massa o meno, dovrebbero proprio compiere un piccolo sforzo e cercare di fare ciò per cui sono nati: informare.

Mi si perdoni lo sfogo. Passo e chiudo.

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12 Responses to “DisCERNere tra tutto ciò che si dice su LHC”


  1. 1 pietroizzo 10 settembre 2008 alle 8:00 pm

    e comunque all’LHC continuo a preferire il THC

  2. 2 odiamore 10 settembre 2008 alle 8:08 pm

    Oddio pietro, a forza di ridere mi si è slogata la mascella!😀 NB, per chi non sapesse cos’è il THC, una scorsa qui non dovrebbe fare male, né tantomeno essere vietata dalla legge.

  3. 3 Davjdek 11 settembre 2008 alle 9:13 am

    Io il THC non l’ho mai provato, ma c’è sempre tempo: magari con quello riesco finalmente ad acchiappare.
    Quanto all’LHC, direi che anche se si creasse un buchino nero, la sua massa sarebbe così piccola e il suo orizzonte degli eventi tanto ristretto che non riuscirebbe a risucchiare un bel niente: finirebbe dritto dritto al centro della terra senza dar fastidio a nessuno.

  4. 4 bob 11 settembre 2008 alle 11:03 am

    ieri con i colleghi siamo stati a discutere a lungo sull’argomento, dividendoci fra oscurantisti ed illuministi, dalla parte dei quali mi ero schierato. mi fa piacere che la pensi anche tu come me, la scienza non può che far del bene (questo è opinabile, ma l’esperimento in questione mi sembra abbastanza innocuo), se poi il mondo sarà risucchiato da un buco nero pazienza, si vede che era destino. e comunque quello che ha capito veramente tutto è pietroizzo. ciao.

  5. 5 Celarent 11 settembre 2008 alle 3:09 pm

    Il Large Human Collider sono io. Capace di far scontrare le mie e le altrui particelle mentali anche senza accelerazione.
    E all’orizzonte degli eventi, modestamente, io ci vivo.
    :))

  6. 6 Fotografo 12 settembre 2008 alle 6:52 am

    Sfogo naturale… Ma i giornali vogliono far leggere le notizie e vendere la pubblicità… Inutile arrabbiarsi meglio evangelizzare educare insegnare.

  7. 7 TwoMinds 12 settembre 2008 alle 10:17 am

    ..ho passato gli ultimi dieci giorni ricevendo telefonate, email, pm, etc, da profani che chiedevano se dovevano preoccuparsi o no… le persone con più tatto si proponevano con un “in tv ho sentito dire questo e quell’altro, ma al solito non sono informati, *vero*?”… sigh…

  8. 8 ilredeire 16 settembre 2008 alle 12:59 am

    Io lo visto!!! Lo visto, lo visto!!! Il 5 aprile sono andato a Ginevra insieme ai compagni dell’osservatorio astronomico di Saludecio, un paesino vicino casa mia.
    Ho parlato con alcuni scienziati che stanno ancora lavorando al progetto, l’esperimento era già stato fatto in altri laboratori americani, questo ha solamente una attrezzatura ed una dimensione maggiore, inoltre si trova in Europa vicino a casa nostra per cui la risonanza è stata maggiore, come dire… è stato un bang più big!

  9. 9 bob 16 settembre 2008 alle 2:27 pm

    @ilredeire: l’ho. So che non l’hai scritto per ignoranza ma ste cose proprio non le sopporto.

  10. 10 ilredeire 16 settembre 2008 alle 7:32 pm

    @Bob: Sei un illuminato🙂

  11. 11 awhile 18 settembre 2008 alle 2:46 am

    ho letto solo la parte finale del post
    compentenza ecc… molto giusto e sai come la penso, ody, sull’importanza della scienza…pignoleria, rigore, compartimenti, regimenti ecc….
    mi viene però, come sempre, il dubbio che ci sia una rigidità eccessiva che non sciolga i nodi
    non si tratta di trovare un modo perchè modo non c’è senza che il linguaggio si allenti, senza che il rigore ceda il passo alla sfumatura interpretabile, senza che lo stupore non si nutra di suggestioni…
    penso a un modo di narrare che sappia essere corretto (e quindi non sbagliato) ma che sappia essere anche discontinuo con piccole storie, con piccole fantasie che possano, chissà, come l’arte, dirci qualcosa di altro, e non meno vero, del mondo che ci circonda…
    allora auspico che il divulgatore si lasci ispirare da una poetica più forte tanto da far diventare quel chiacchiericcio da parucchiera (di cui tutti siamo bisognosi) un mondo che, sì certo compentente ecc ecc, sappia ancora farci fantasticare sui come e sui perchè

  12. 12 odiamore 18 settembre 2008 alle 2:14 pm

    awhile: sì sì, sono d’accordo sulla poetica, però il tutto senza errori, per cortesia.


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