Non esattamente il primo che capita

Qui da me, sabato mattina, iniziano i saldi. E dal momento che ho recentemente deciso di investire l’equivalente di più di due stipendi nelle mie vacanze estive da un lato non ho più soldi ma, dall’altro, non potendo partire in costume da bagno devo assolutamente comprare un paio di pantaloni. Potere della dieta: i pantaloni dell’anno scorso mi stanno piacevolmente larghi e al contempo mi scivolano spiacevolmente giù per i fianchi lasciandomi il dubbio che non riescano più a fermarsi.

Il problema, con i saldi, è che non ci si può permettere di tentennare troppo tra un abito provato e l’altro: corri il rischio che nel giro di tre minuti quello che avevi indossato e non eri sicura ti stesse proprio bene-bene-bene ma che, in confronto al seguente tentativo, è diventato semplicemente fatto su misura per te se lo sia appena comprato la tua vicina di camerino. E resti a mani vuote, con la paura, tipicamente femminile, che non riuscirai mai più a trovare un indumento che ti sta così bene.

Date le disponibilità economiche limitate e una mia personale avversione allo shopping compulsivo quando i negozi sono più affollati di una spiaggia il giorno di ferragosto, ho deciso di affrontare il problema “scientificamente”.

Esiste in matematica un ramo che si occupa di decisioni sequenziali. Per chi non si sentisse toccato da saldi, pantaloni e portafogli semivuoto, un esempio più adeguato per capire di cosa si occupa questa disciplina potrebbe essere legato alle automobili. Donne e motori, quale meraviglioso cliché! E comunque.

E’ venerdì sera, stai arrivando in prossimità della tua destinazione e si libera un parcheggio: che fare, a parte chiederti perché sei uscito in auto anziché in scooter, moto, bici, triciclo? E’ possibile che ce ne sia un altro più vicino al luogo in cui devi andare, certo; ma sicuramente l’unica cosa sicura è che, se non occupi subito questo qui, ci penserà qualcun altro.

La probabilità che la prima cosa scelta sia la migliore è, nell’ipotesi di poter provare dieci paia di pantaloni (oh mio dio che noia!) oppure di poter trovare dieci parcheggi nel lasso di tempo sufficiente per non arrivare (troppo) in ritardo, del 10%. Non male. Scegliendo però la prima cosa che ci piace più di quella scartata, tuttavia, la probabilità che questa seconda scelta sia la migliore tra tutte quelle potenzialmente possibili sale al 20%. E’ però sempre possibile che in realtà la scelta migliore fosse proprio la prima e che dunque, persa quell’occasione, abbiamo anche perso per sempre la nostra chance di essere il più soddisfatti che mai. Ma tanto non c’è niente da fare, al proposito, quindi è inutile preoccuparsi troppo.

In realtà, se il numero N di oggetti è abbastanza alto, la cosa migliore consiste nello scegliere l’oggetto che, nell’ordine, compare al posto N/e. Dove e è un numero meravigliosamente intrigante, presente un po’ dappertutto nella natura; ma anche, come mi piace pensare e come mi sembra di aver mostrato, nella cultura. e vale 2,718 eccetera eccetera e, se N è abbastanza grande si può dimostrare che la scelta andrebbe fatta dopo aver esaminato 1/e ossia circa il 37% dei possibili candidati al premio per il parcheggio più comodo o il paio di pantaloni che più mi fanno assomigliare a una gazzella e meno a un’otaria. In altri termini, si può dimostrare che, su cento possibilità, la scelta migliore è proprio lì, dopo la possibilità numero 37 – ma non troppo.

D’accordo, lo ammetto. Non ho l’auto quindi se non vado a piedi prendo un taxi – e il problema dei parcheggi, ovviamente, non mi tocca. E i pantaloni li ho già acquistati ieri a prezzo pieno, perché tanto compro talmente pochi vestiti che potevo anche permettermi di spendere dieci euro in più.

Tutto questo altro non era che un patetico escamotage per cercare di non finire sempre – a quella che, per chi mi legge, sembra quasi la ricerca del Sacro Graal.

Supponendo di incontrare, nell’arco di tutta la mia vita, quaranta persone potenzialmente adatte a stare bene con me e viceversa… Sì, quaranta mi sembra un numero ragionevole: ho dei gusti difficili, è vero, ma neanche poi troppo. E soprattutto ho come l’impressione che il bacino da cui ho interesse ad attingere non sia perfettamente coincidente con quello da cui si rifornisce la maggior parte delle donne – il che rende non so esattamente cosa c’entri, ma ho l’impressione sia una considerazione che ha il suo peso. Forse relativamente al fatto che, rispetto agli esempi dei vestiti e dei parcheggi, posso prendermi un po’ di tempo per pensare prima che qualcuno me lo strappi via di mano senza che neanche me ne accorga.

Supponendo, pertanto, di incontrare nell’arco di tutta la mia vita quaranta partner potenzialmente adatti a me, dovrei fermarmi al quattordicesimo e, da allora, scegliere il primo che soddisfa la mie aspettative.

Ecco. Lo sapevo. E se lo dice anche la matematica, non riesco proprio più a trovare una ragione valida per non farlo: devo darmi una mossa.

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10 Responses to “Non esattamente il primo che capita”


  1. 1 Rosario 3 luglio 2008 alle 8:32 pm

    …sapevo che in “Uomini e Donne” di Maria De Filippi c’era della matematica… non avevo mai voluto credere alle malelingue😀

  2. 2 castavita 4 luglio 2008 alle 8:32 am

    L’amore è totalmente irrazionale😉

  3. 3 odiamore 4 luglio 2008 alle 9:33 am

    Rosario: proprio così. Ma il problema è: a Marrrria qualcuno l’ha detto??😉

    Castavita: no, su questo non sono d’accordo. Un po’ sì, ha delle gocce di irrazionalità; ma non è totalmente irrazionale. E per fortuna.

  4. 4 castavita 4 luglio 2008 alle 10:26 am

    Per me l’amore è un sentimento, una emozione. L’uno e l’altra arrivano dal direttamente dal cuore, o dal subconscio, ma non dal cervello. Ergo, sono irrazionali. Poi su questo ‘zoccolo duro’ deve intevenire la ragione a ‘moderare’ la scelta del cuore, nella trasformazione della passione in rapporto.

    Sarà che io non concepisco un rapporto senza amore… *_*

  5. 5 Mitì 6 luglio 2008 alle 12:31 pm

    Già detesto andar per saldi. Ora che me li hai abbinati alla matematica, li aborro ;-D

  6. 6 odiamore 6 luglio 2008 alle 2:22 pm

    Mitì: ma come?!?! Anche tu del partito “sciopping, scio'”?😉

  7. 7 odieamore 2 8 luglio 2008 alle 12:41 am

    Uff… come detto gia’ prima, sei troppo pistina e noiosa.
    E chi ti si fa?
    “Aborro?” e’ un termine sessantottino!
    Ma di che epoca sei?
    Ma va va!

  8. 8 odiamore 8 luglio 2008 alle 9:58 am

    Talmente “pistìna” che continuo ad approvare i tuoi commenti anche se non hanno né capo né coda😉

  9. 9 silvia 8 luglio 2008 alle 11:33 am

    scusa odieamore2 ma si possono anche non codividere le idee e i pensieri di altri senza insultare… non ti pare??
    silvia

  10. 10 odiamore 8 luglio 2008 alle 1:57 pm

    Silvia:🙂 Comunque pare che odieamore2 (perché questo 2, poi, lo sa soltanto lei) sia in ottima compagnia in quanto a tipologia di intervento: http://www.suzukimaruti.it/2008/07/07/chi-modera-i-moderatori/


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