La fèsta dell’apparenza

Domenica, ore 23.50
Forse con tutto quel gran almanaccare (descritto nel post precedente) me la sono un po’ tirata dietro, come si dice in linguaggio tecnico.

Sono tornata a casa dalla fèsta prima delle quattro, e se fosse stato prima delle tre sarebbe andato benissimo lo stesso.

Tuttavia, ci tengo a precisare che i punti di forza della serata sono stati i seguenti:

1.    il primo ragazzo che ho notato era lo stesso a cui, subito dopo essermi laureata, davo ripetizioni di matematica quando frequentava il secondo anno del liceo e, in piena tempesta ormonale, non faceva altro che fissarmi la scollatura anche quando portavo un maglione a collo altobiologia batte matematica uno a zero. Inutile specificare che non è venuto a salutarmi.

2.    ho ascoltato da una sconosciuta un divertente racconto su come il suo compagno aveva durante parecchie settimane cercato in tutti i modi di creare una situazione adatta alla consegna dell’anello del fidanzamento e lei, inconsapevolmente, l’aveva scoraggiato in tutti i modi possibili (ne vous inquietez pas, si sposano la prossima primavera). La cosa mi ha innegabilmente depressa.

3.   fortunatamente, subito dopo l’episodio del punto 2, mi sono precipitata verso il bar e, mentre cercavo di raggiungerlo, sono stata fisicamente bloccata da un tizio completamente ubriaco che ha cercato di presentarmi un suo amico suggerendo con aria complice “Lui è un poeta, sai?” una trentina di volte. La mia amica Sole sostiene che la mia aria seria (e un po’ severa, a tratti) tende a far sì che attragga personaggi di questo genere perché cercano di spiazzarmi. Peccato che io abbia reagito con una raffica di battute degne di una comica da prima serata in tv e li abbia fatti ridere fino alle lacrime – dato il loro stato euforalcolico, in effetti, non è stato poi così difficile. Mi sono anche divertita, per una decina di minuti. Però quand’è arrivato un altro loro amico, con una maglietta della Esso con su scritto “– esso, + sesso”… Be’, non ce l’ho proprio fatta: me ne sono dovuta andare.

4.    ho osservato una curiosa (e piuttosto esplicita) scena di seduzione tra un tizio e una mia amica, che però a un certo punto si è tirata indietro abbastanza inaspettatamente. Lui, senza battere ciglio, si è spostato esattamente di un metro e mezzo e ha ripetuto una scena, se non uguale, sicuramente molto simile con un’altra ragazza. Con un rigonfiamento di pettorali e una scelta strategica della posizione (esattamente di fronte alla mia amica) tali da rendere il tutto un po’, come dire?, artificiosamente fatto ad hoc; una piccola vendetta per l’orgoglio ferito, forse? Ma no, sono sicuramente io che penso male. Anche perché penso troppo, è già questo di per sé è un gran male.

5. sono stata molto compiaciuta di me stessa per la scelta delle scarpe basse, perché la fèsta era in un prato e, diversamente dall’ottanta per cento delle donne presenti, ho evitato di sprofondare nella terra a ogni singolo passo. Ora che ci penso, però, forse quella di sprofondare nella terra è una fantastica tecnica di abbordaggio perché per non cadere sei costretta ad abbrancare il braccio del primo che passa – e, si sa, a molti uomini la – donna – che – deve – chiedere – sempre – aiuto fa sempre un certo effetto.

Ora. Non saprei decidere se mi sono divertita oppure no. Mi è piaciuto ballare perché la musica era ben scelta, mi ha fatto piacere incontrare persone che non vedevo da tempo e come sempre ho passato piacevolmente alcuni momenti a osservare la gente intorno a me. Ho compiuto tutti gli atti che si fanno a una fèsta, credo.

E inoltre: ho capito una cosa che in realtà sapevo da tempo. A me le persone, viste così, non dicono proprio niente. Non riesco a trovare attraente un uomo soltanto per le sue fattezze fisiche apparenti, non ce la faccio proprio. A dire il vero vale anche per le donne, con le quali però le cose vanno diversamente innanzitutto perché non mi interessano sentimentalmente né sessualmente, e poi perché in loro mi specchio per somiglianze e differenze ed entrano in giochi fattori del tutto diversi, competitivi o cooperativi che siano, di cui però potrei in effetti scrivere più diffusamente un’altra volta.

Chiaramente ci sono ragazzi che esteticamente mi piacciono più di altri, ma è proprio soltanto una considerazione estetica, in cui l’emotività non è scomodata neanche superficialmente. Non serve neanche osservare come un uomo interagisce con altri o con altre, perché può essere significativo a livello sociale (ossia puoi capire qualcosa di come la persona si rapporta con gli altri esseri umani in generale) però non trasmette nessuna informazione su come costui potrebbe comportarsi con me. Perché è questo che conta: come una persona mi fa sentire, come una persona si rapporta a me, cosa mi dice e come me lo dice, come mi guarda e cosa mi trasmette di rimando. E’ tutto questo che poi trasfigura i tratti fisici e li rende dannatamente attraenti o, per contro, irrimediabilmente respingenti. Almeno prima – dell’ – inizio, sono una gran narcisista, e non mi sento in colpa neanche un po’, anzi: la ritengo una cosa piuttosto sana, che limita i rischi di prendere dei grossi abbagli.

D’altro conto, mi rendo conto del fatto che per poter interagire con qualcuno devo consentire a questi potenziali “Qualcuno” di avvicinarsi a me – mi sembra superfluo sottolineare che è assolutamente escluso, in questo periodo della mia vita, che io mi avvicini di mia spontanea volontà a qualsiasi Homo Sapiens di sesso maschile di cui non abbia la certezza che sia fidanzato / sposato / gay o, al limite, un mio amico di vecchissima data.

Il problema – e già l’avevo sospettato ma ieri sera l’ho capito in tutta la sua portata – è che l’esperienza mi insegna che le persone problematiche attirano a sé persone ancora più problematiche di loro.

Di conseguenza, in questo periodo, se sto seduta tranquilla e aspetto che arrivi questo Qualcuno, ben che mi vada posso rimediare un candidato ai primi posti delle selezioni per la riapertura sperimentale dei manicomi.

Aver capito tutti i perché e i percome di questo fantastico circolo vizioso è una gran bella soddisfazione, non lo nascondo. E sono sicura sarà molto importante averlo sempre presente nelle mie interazioni con altri esseri umani. Ho soltanto una perplessità: come diavolo ne esco?

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20 Responses to “La fèsta dell’apparenza”


  1. 1 .mau. 1 luglio 2008 alle 2:42 pm

    magari il ragazzo del punto 1 aveva i famosi occhiali a raggi X della Same Govj. Sul resto, confermo che pensare troppo fa male: a volte sono convinto che pensare tout court faccia male. Quanto alla problematicità, credo che l’unica soluzione possibile sia non cercare nessuno ed aspettare pertanto la serendipità.

  2. 2 odiamore 1 luglio 2008 alle 3:48 pm

    .mau.: oddio, quegli occhiali che vendevano anni fa per corrispondenza, in quelle pagine tremende con delle specie di fumetti? c’erano anche delle cose simili ai pesci, e bicchieri con delle donnine vestite che se versavi un liquido freddo si spogliavano… Sì, magari il mio “ripetuto” aveva proprio quelli😀

  3. 3 pietroizzo 1 luglio 2008 alle 4:12 pm

    ma soprattutto c’erano… LE SCIMMIE DI MARE!!!
    A parte gli scherzi, serendipità va bene, ma prendi tu l’iniziativa che è meglio…! Così eviti i soggetti da manicomio!

  4. 4 xlthlx 1 luglio 2008 alle 5:17 pm

    se ne esce cercando le persone, di sesso maschile e femminile, scopo amicizia. cosi’ ti fai ‘l’occhio’ per le persone in generale, conosci tante persone nuove, che non fa mai male, e forse, chissa’, tra questi ci sara’ anche la persona che stai cercando. e se non c’e’, amen. forse il trucco sta proprio nel non cercare, insomma.

  5. 5 odiamore 1 luglio 2008 alle 5:23 pm

    pietro: ecco, le “cose simili ai pesci” erano quella roba lì, le scimmie di mare! ma tu sai cosa fossero esattamente? anche se forse preferisco non saperlo…

    xlthlx: lo so che il trucco sta nel non cercare e che anzi – contrariamente al proverbio – “chi cerca non trova un bel fico secco”. e infatti non è che cerchi mica tanto, anzi. non attivamente, se non altro. cerco con la testa e non con il cuore (né con il corpo, tantomeno), credo sia questo il “problema”.

  6. 7 Castavita 1 luglio 2008 alle 8:19 pm

    Quello che ci hai raccontato mi ricorda molto come mi sentivo prima di conoscere il mio futuro marito. Permettimi, quindi, di ‘rubarti’ un po’ di byte per darti la mia visione del problema.

    Io non credo che il trucco sia quello di ‘non cercare’, ma casomai quello di cercare nel modo giusto.

    Io concordo pienanamente con quello che tu dici nella frase con tutti i me e mi in grassetto. Perchè è quello che conta: puoi anche fidanzarti con Adone, ma se alla lunga ti rimane solo l’estetica ti sei messa nei guai.

    Credo, pero’,che la possibilità di incontrare, casualmente, la persona razionalmente ideale sia confinata al mero calcolo probabilistico. Mi sembra, pertanto, che perchè si possa arrivare seriamente a capire come una persona – a prima vista non ideale – si rapporti a te, cosa ti dice e come te lo dice, come ti guarda e cosa ti trasmette, bisogna dargli la possibilità di superare il ‘primo livello di contatto’, quello dell’analisi razionale.

    Io userei un po’ meno la testa e di più il cuore. Rischierei di perdere del tempo, di investire qualche incontro per capire se quello che la mente – a freddo – scarta, ha in realtà qualche probabilità di venire riconsiderato sotto altri aspetti. Anche perchè credo che la costruzione di un qualsiasi rapporto comporti un certo livello di ‘adattamento’ da entrambe le parti.

    Ovviamente questo implica la volontà di mettersi in gioco. La scelta di un ruolo generalmente più attivo, anche senza non voler fare il primo passo. Per me il primo contatto ha sempre una valenza fondamentalmente fisica, e credo che sia importante trasmettere il messaggio giusto. Usando tutte le ‘armi’ che noi donne abbiamo a disposizione per attirare l’attenzione.

    Io sono stata a lungo vittima del mio carattere, sopreattutto della mia introversione (anche io sono INFJ). Poi ho preso il coraggio a 8 mani, devo molto alla mia famiglia e a delle care amiche, e la mia vita è cambiata.

    Chiedo scusa per la prolissità delle mie elucubrazioni.

    In bocca al lupo!

  7. 8 Rosario 1 luglio 2008 alle 9:30 pm

    Se stai seduta ad aspettare che arrivi questo Qualcuno, quando han finito di ferrare il mio cavallo bianco, passo io🙂

  8. 9 odieamore 2 1 luglio 2008 alle 10:24 pm

    Si ma che noiosa che sei odiamore! Eta psicologica 15 anni

    Poi, “festa” si scrive senza accento

  9. 10 pietroizzo 2 luglio 2008 alle 1:36 am

    guarda sulla vecchia versione del mio sito era archiviato un mio vecchio articolo per Carmilla, ora però non me lo ritrovo più. te lo spedirò via mail🙂
    comunque ci tengo a dirti che per un paio di anni le ho allevate in ufficio. puzzano un po’ di stagno morto, ma son belle

  10. 11 odiamore 2 luglio 2008 alle 10:49 am

    Twominds: grazie per il link! hai risolto un mistero vecchio di vent’anni🙂

    Castavita: sono d’accordo su tutto – a parte il fatto che, per me, il primo contatto non ha una valenza fondamentalmente fisica. E questo a volte è stato e potrebbe ancora essere un problema… e comunque, crepi il lupo!

    Rosario:😳

    odieamore 2: fèsta magari lo puoi anche scrivere senza accento… ma “sì” ed “età” assolutamente no.

    pietro: dal video linkato sopra la puzza di stagno morto non risaltava😦 mandami l’articolo se lo trovi, ormai sono diventate una specie di passione😀

  11. 12 castavita 3 luglio 2008 alle 9:19 am

    Era chiaro dal tuo discorso che per te non lo era, ma io mi riferivo ai possibili partner. Io ho imparato a mie spese che anche in un rapporto più che solido e consolidato, l’occhio vuole sempre la sua parte.
    😉

  12. 13 secretly77 3 luglio 2008 alle 10:18 am

    Io credo che sia anche una questione di tempi e di incastri. E di incastrare i propri tempi.
    Le persone che sono state importanti per me le ho riconosciute quasi tutte al primo sguardo. Non credo sia stata questione di c*lo, solo una questione di pelle. E’ vero che spesso si trova non cercando, ma non sono troppo convinta di questa teoria.
    Penso che sia fondamentale anche la nostra predisposizione. Io per qualche anno non ne ho voluto sapere, vuoi per via di esperienze passate finite male, o perchè fossi sfiduciata, mi guardavo intorno e non vedevo che il vuoto. Il vuoto e il buio più totale nella mente di chi andavo conoscendo.
    Poi è bastata una serata tranquilla a parlare nel giardino di casa mia, una chiacchierata disinteressata (più o meno) e mi son trovata con le farfalle nello stomaco.
    Non dico che debba essere così per tutti, ma ti auguro di riuscire a trovare quello che vuoi. Ho sempre apprezzato le donne che non si buttano sul primo che incontrano per paura di rimanere sole.. Così ti vedo io, per questo ti leggo sempre e con piacere.
    Ciao Odi, e scusa se mi sono dilungata =)

  13. 14 bob 3 luglio 2008 alle 12:38 pm

    guarda, io sto passando esattamente lo stesso periodo: cosa fare, cercare o non cercare? l’esperienza mi ha insegnato che più si cerca più non si trova, e nel momento in cui non ci stai proprio pensando, pof, ecco che cade una ragazza dal cielo. il fatto è che ultimamente anche non cercando non mi sta cadendo un bel niente dal cielo, quindi le mie certezze cominciano a venir meno. ma cosa possiamo fare? solo continuare ad aspettare con piena fiducia.

  14. 15 odiamore 3 luglio 2008 alle 2:50 pm

    Secretly77: “ho sempre apprezzato le donne che non si buttano sul primo che incontrano per paura di rimanere sole”
    Sai com’è, sbagliando si impara😉 E comunque, io sono una lettrice compulsiva, quindi i commenti più sono lunghi meglio è!!! A presto e direi: buone farfalle nello stomaco a tutti🙂

    Bob: a parte che una ragazza che ti cade dal cielo direttamente sui piedi, per quanto leggiadra… forse un po’ male lo fa, no? A parte le battute scontate (ho dormito troppo poco, anche stanotte), sto cercando di affrontare l’argomento in modo più “scientifico”. I risultati però sono perturbanti, quindi non garantisco di volerli ocndividere😀 E sono d’accordo con te, la fiducia è l’unica cosa che ci può salvare.

  15. 16 xlthlx 3 luglio 2008 alle 7:14 pm

    mmm pero’ io non ti suggerivo di non cercare, ma di cercare altro.
    cercando altro magari ti puo’ capitare che, ecco.
    di certo, il non fare nulla non aiuta😉
    mettiamola cosi’: conoscere le persone e’ una delle attivita’ piu’ belle che io conosca, perche’ ogni persona e’ un mondo nuovo.
    nel fare questa attivita’ piacevolissima, puo’ capitarti di conoscere quella giusta.
    insomma, il trucco e’ non chiudersi al mondo, non disperarsi se non si trova, ma nemmeno iscriversi a un’agenzia matrimoniale.
    il primo approccio, per me, e’ sempre mentale, e rimane mentale la relazione anche dopo. questo pero’ non mi ha impedito di trovare il mio principe blu😉

  16. 17 silvia 3 luglio 2008 alle 9:35 pm

    bè se posso darti un suggerimento ti consiglio di fare un giretto nella riviera romagnola… ci trovi una gran varietà di gente e tra un divertimento e l’altro magari ci trovi la persona che fa al caso tuo!!🙂

  17. 18 effemmeffe 4 luglio 2008 alle 10:00 am

    Mah, e se invece la soluzione fosse quella di far sesso un po’ con chi capita -naturalmente che corrisponda ai canoni di bellezza fisica personali- e poi vedere se per caso uno/a resta appiccicato per caso?
    Tanto se è solo un mero gioco di probabilità almeno si passa il tempo divertendosi…

  18. 19 odiamore 4 luglio 2008 alle 11:28 am

    xlthlx: assolutamente d’accordo con te sia sul fatto che “conoscere le persone e’ una delle attivita’ piu’ belle che io conosca, perche’ ogni persona e’ un mondo nuovo” e mi piace molto la nuova versione del proverbio: “chi cerca altro trova”. Chissà perché, però funziona🙂

    silvia: ma poi magari trovo qualcuno che vive a 1000km di distanza!! Ve be’, se ne vale proprio la pena uno può anche pensare di trasferirsi, in effetti🙂

    effemmeffe: sicuramente è una strategia. Non fa per me, però sono sicura che per altri funziona. E non sono convinta che sia un mero gioco di probabilità – o forse sì – o forse no – insomma: non lo so, un po’ sì e un po’ no🙂

  19. 20 silvia 4 luglio 2008 alle 4:48 pm

    bè non sapevo dei 1.000 km… però se si trova la persona giusta un pensierino lo si può fare…😉


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