L’amore non passa mai. E se passa…

C’era questa canzone che mi cantava mia madre quand’ero bambina: “E’ già passato più di un anno da quando sei partito […] Amore ritorna, le colline sono in fiore ed io amore sto morendo di dolore. Amore ritorna, non importa non fa niente se tu non sei diventato più importante perché sei importante per me.”

Ora. E’ già passato più di un anno da quando, il 1 giugno 2007, ho aperto questo blog.

Ho festeggiato in forma strettamente privata, come da più di vent’anni festeggio le ricorrenze: non facendo assolutamente nulla e compiacendomi in silenzio facendo finta di non pensarci neppure.

Quando ho iniziato non avevo la benché minima idea di quanto sarei andata avanti a scrivere, per quanto tempo, con quale cadenza, in quali forme; non sapevo cosa fosse twitter e non avevo idea di quale potesse essere l’utilità di un tumblr. Ho conosciuto persone reali e virtuali, ho imparato a riflettere sui significati che, dal social web, possono essere trasposti ad altri contesti (tipo la fruizione di un museo – “roba” di cui non scrivo perché un po’ fuori contesto, ma il silenzio sul blog non corrisponde all’inerzia neuronale, a volte).

Non penso di smettere, almeno nel prossimo futuro; a volte mi trastullo con l’idea di pubblicare il mio nome e cognome, magari una foto di quelle in cui io penso di essere venuta terribilmente male e gli altri invece mi dicono “ma se sei venuta benissimo” – e necessariamente mi trovo a riflettere sulla discrasia esistente tra come percepisco il mio volto e il mio corpo quando mi metto in posa davanti allo specchio e come corpo e viso sono visti dalle altre persone, tridimensionalmente e naturalmente. Se quello è il mio “venire bene” in foto, chissà come “vengo bene” nella vita quotidiana, mi chiedo.

E comunque. Per festeggiare un po’, anche se con qualche giorno di ritardo, vorrei omaggiare una delle due persone con cui ho iniziato questa avventura – che – mi – schifo – chiamare – avventura – ma – non – mi – viene – in – mente – un – nome – migliore: lamponcina.

“E’ già passato più di un anno da quando sei partito”: l’anno sarà anche passato, ma l’amore no, quello è rimasto. Da un concetto così semplice oggi lamponcina e io abbiamo tirato fuori un dialogo ricco di spunti che non saprei se ho il diritto di definire profondi – ma divertenti sì, questo sì. O comunque, giudicate voi.

*******************

Odiamore: ho appena trovato un mio ex fidanzato su Facebook. Muoio dalla voglia di scrivergli, ma sono passati dieci anni.

Lamponcina: ma che scema che sei, che problema c’è?

O: non ho più l’allure di quando avevo 20 anni…

L: neanche lui, immagino. Ma non vedi la foto?

O: ha messo questa foto piccolina piccolina in cui se ne sta rintanato sotto una palma con l’aria di volersela mangiare.

L: oddio, sei già un po’ innamorata.

O: hai ragione: mi è tornata tutta, come dieci anni fa. Mi sa che ci scrivo un post, su ‘sta cosa. L’amore non passa mai.

L: e se passa, tu sei già uscito.

Odiamore, piegata in due dal troppo ridere, non riesce a parlare ma unicamente a emettere versi poco dignitosi.

L: scusa, sono nella fase acuta di realcinismo.

Odiamore, ripresasi dalle risate convulse, riempie di complimenti Lamponcina, che si schermisce ma in fondo in fondo si capisce essere piuttosto compiaciuta per lo straordinario gioco di parole.

L: beh… è tragicamente così comunque, mia cara. E’ come con l’omino del gas: tu lo aspetti perché ti hanno detto che arriva tra le 10 e le 17. Esci alle 16.45 e lui arriva alle 16.47.

O: ancora peggio. Tu esci alle 17.30 e lui arriva alle 18. E poi si arrabbia perché non l’hai aspettato. E ti fa la lettura sbagliata del contatore, se la inventa come se invece che in 35 metri quadri abitassi in un ristorante con 350 coperti e passassi tutto il santo giorno a cucinare.

L: nella migliore delle ipotesi tu sei uscita e sei andata a cercare una piastra elettrica – cogli il sottile parallelismo nell’ambito della vita sentimentale – per ovviare alla mancanza di gas.

O (perplessa): non colgo il sottile parallelismo sentimentale. La piastra elettrica come metafora di…?

L: allora. Tu a un certo punto ti stufi di aspettare l’omino del gas (ossia l’AMMORE)…

O: … e vai a cercare un sostituto.

L: esatto. Esci a cercare una piastra elettrica – il sostituto, che chiaramente copre solo una parte delle esigenze che il gas ti coprirebbe.

O: e poi scopri che la piastra elettrica funziona di merda, per di più. E ti fa spendere una maledizione in bolletta elettrica.

L: sì, e per di più costa carissima!

O (piena di pathos): tanto che non riesci più a pagarla e ti tagliano i fili della luce.

L: sì, sì, sì, è proprio così.

O: così sei senza gas e senza luce. Sola come un cane.

L: dai! Spero in un finale meno tragico…

O<: beh, d’accordo. Sei senza gas e senza luce e hai bisogno di andare dal nuovo vicino, che scopri essere una specie di uomo della tua vita.

L: sì, mi piace: viva i vicini!!!!! Anche come metafora, funziona: il vicino è il personaggio che ti è vicino, ma proprio per questo non hai mai considerato….

*******************

E a questo punto, posso soltanto concludere osservando che i miei vicini di casa quando non cucinano piatti speziatissimi con la porta d’ingresso aperta è perché se le stanno dando di santa ragione. Il vicino di casa di Lamponcina, in cambio, è un giovane maestro di nuoto.

Tanti auguri al blog – e tanti auguri a tutti, perché tanto sicuramente male non fa e magari a qualcuno porta pure fortuna. In particolare alla mia amica Scassaritratti, perché si è trasferita da una settimana nella casa nuova con il suo promesso sposo e ancora non le hanno attaccato la corrente elettrica. Quando ho provato a dirle che le candele potevano creare un’atmosfera romantica… Se avesse potuto mi avrebbe azzannato al collo. Ho evitato di consigliarle di rivolgersi ai vicini, sai mai – ché tanto si sa, “piove sempre sul bagnato”.

Per concludere, pertanto, non posso che scrivere, come dice sempre Sole, che davvero non siamo mai contenti. Ma va anche bene così – altrimenti è probabile che ci saremmo già estinti.

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17 Responses to “L’amore non passa mai. E se passa…”


  1. 1 riffraff 5 giugno 2008 alle 3:29 am

    auguri al blog, ma mi chiedo il significato simbolico del rimanere chiuso fuori casa perche’ andando dal vicino mi son scordato le chiavi. Si, a me certe cose capitano…

  2. 2 Suzukimaruti 5 giugno 2008 alle 3:35 am

    Auguri, ma di più.
    Ricordati che dobbiamo fare un podcast insieme, appena riemergo dai miei casini. Tanto non è che il problema-trentenni si risolve nel mentre. 🙂

  3. 3 xlthlx 5 giugno 2008 alle 7:18 am

    tanti auguri, caro bellissimo blog. continua cosi’, che e’ un piacere leggerti 😉

  4. 4 .mau. 5 giugno 2008 alle 9:02 am

    tanto io lo conosco il tuo nome-e-cogmone 😛

  5. 5 odiamore 5 giugno 2008 alle 2:02 pm

    Riffraff: dipende dal tipo di vicino 😉

    Suz: come potrei dimenticarmi del podcast?? Memore di una tua lezione di “speaking radiofonico” da cui ero emersa come un’assoluta frana, mi sto esercitando parlando con voce impostata direttamente alle piante – sai mai che le aiuti in qualche modo…
    I tuoi casini spero finiranno presto, un abbraccio a te e alla Suzukimoglie 🙂

    xlthlx: il blog ti ringrazia ed è anche un po’ emozionato 😉

    .mau.: cavoli, è vero! Sono l’incarnazione del segreto di Pulcinella, temo 😀

  6. 6 laprofumiera 5 giugno 2008 alle 4:35 pm

    auguri al tuo blog (siamo quasi coetanee, il mio è del 30 maggio dell’anno scorso!)

    p.s. è vero, l’amore non passa mai!

  7. 7 sht 5 giugno 2008 alle 8:23 pm

    “NEL CUORE LE COSE NON FINISCONO MAI. La persona che me lo ha detto, ha aggiunto che era il verso di una poesia e che per lei non c’era niente di più vero. Quello che uno avesse portato dentro quelle pieghe morbide e pulsanti, ci sarebbe rimasto, per sempre. Comunque fossero andate le cose, sarebbe rimasto lì in attesa. Poteva essere una persona, un luogo, un sogno. Una missione.
    Anch’io ci credo. Soprattutto di notte, quando cerco di dormire senza riuscirci, ho la percezione netta di quanto siano vere quelle parole. Quando tutti i sentieri sembrano incontrarsi e rivedo la gente che ho amato e odiato, aiutato e ferito. Vedo le mani che si tendono verso di me. Riconosco la mia missione e so che non sono possibili né scorciatoie, né svolte. È proprio in quei momenti che ho la certezza che nel cuore le cose non finiscono mai”.

    (Michael Connelly, Lame di luce)

    un blog nato sotto il segno dei gemelli… mi unisco agli auguri

  8. 8 Rosario 5 giugno 2008 alle 8:52 pm

    Auguri, sono arrivato in tempo per la torta?

  9. 9 diego&bea 5 giugno 2008 alle 11:38 pm

    Auguri per il blog! E’ davvero carino.
    Quando ti va, visita il nostro, ancora un bebè di blog rispetto al tuo.
    🙂

  10. 10 castavita 6 giugno 2008 alle 9:47 am

    Marisa Sannia? o sbaglio?

    Per me il blog è proprio una avventura (e molto bella), sarei curiosa di sapere perchè il termine non ti piace.

    Comunque tanti auguri! e cento di questi giorni

  11. 11 odiamore 8 giugno 2008 alle 1:34 pm

    laprofumiera: auguri anche al tuo blog, allora.

    sht: Sole mi dice sempre che “Il cuore è un eterno adolescente” – per cui, di conseguenza, “le cose non finiscono mai”… Ti abbraccio.

    Rosario: qui si sta ancora un po’ a dieta, altro che torta!

    diego&bea: che carini che siete voi 🙂

    castavita: Marisa Sannia è una cantautrice sarda recentemente scomparsa… come mai quest’associazione?

  12. 12 diego&bea 8 giugno 2008 alle 3:52 pm

    grazie! 🙂

    cmq Shrek non è proprio fra i nostri preferiti, ma rientra nel target! XD

  13. 13 castavita 8 giugno 2008 alle 4:06 pm

    Perchè anche mia madre cantava spesso sia “Le colline sono in fiore” che “La casa bianca”, ma nella mia memoria ho scambiato le interpreti Wilma Goich e Marisa Sannia. Ma non sapevo che fosse scomparsa.

  14. 14 Candi 9 giugno 2008 alle 12:06 pm

    Tanti auguri!!!
    Ma venendo a cose più importanti: chi è l’ex-fidanzato che hai beccato su Facebook?

  15. 15 demi4jesus 26 giugno 2008 alle 3:56 am

    Ahahahahaah… mi sono troppo divertita a leggere questo post!
    Ma tanti auguri al tuo blog allora! 🙂

  16. 16 lobax 28 agosto 2008 alle 11:23 am

    l’amore non passa e la rabbia aumenta,ormai ho tocato il fondo,pianto imprecato,sono scappato tutte le volte che vedevo la sua auto,cercato nuovi amici,sono passati molti mesi,cercato l’amore da qualche altra parte senza per alto trovarlo,ora mi ritrovo a scrivere su un blog,incontrarla mi fa provare una rabbia incontrollabile a volte sono espolso insultandola in pubblico,e ho paura non so che fare…

  17. 17 odiamore 31 agosto 2008 alle 11:15 pm

    Lobax: lo so. Si ha paura e non si sa che fare. Secondo me, qualsiasi cosa è giusta e qualsiasi cosa è sbagliata. L’importante è cercare di non perdere mai il rispetto di se stessi – ma quante volte mi è successo, in passato! Eppure “ci tocca”, almeno una o due volte nella vita; non resta – e davvero vorrei poter sapere di più, e poter fornire un consiglio migliore, ma non è in mio potere – che aspettare, avere tanta, tanta pazienza e aspettare che il tempo lenisca il dolore. Fammi sapere come procede, se ti va, ok?


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