Liquido apatico

L’apatia è la forma adulta dello stato prenatale. L’abulia, per usare un vocabolo un po’ più chic, è il liquido amniotico in cui sono immersa nei giorni del mio trentesimo compleanno.

Ora: io non ricordo consapevolmente come fosse la mia vita prima che venissi alla luce, prima che uno dei pochi medici non in sciopero il giorno della mia nascita tagliasse con un bisturi la pelle dell’addome di mia madre e mi facesse compiere il mio primo respiro.

Però me lo immagino così: un susseguirsi di operazioni primordiali, dormire-nutrirsi-dormire-nutrirsi eccetera eccetera eccetera, per tanti mesi consecutivi.

Per condurre questa vita (dormire – lavorare – mangiare – telefonare – scrivere – dormire eccetera) potrei anche essere altrove, non nella città in cui sono nata e cresciuta e di cui ormai conosco anche gli aneddoti storici più falsificati e ridicoli. Insomma, conosco tre lingue e mezza (il tedesco era più difficile del previsto): potrei andare quasi ovunque in Europa o nelle Americhe e cercare un lavoro lì. Cambierebbe la vista che ho dalla finestra, se non altro.

Chiaramente, l’apatia impedisce che io possa anche soltanto prendere in considerazione una possibilità del genere.

Ho preso in carico una traduzione perché ho bisogno di soldi. Chiaro: chi non ha bisogno di soldi, oggigiorno? Il fatto è che io, negli ultimi 24 mesi, non soltanto non ho messo da parte nulla, ma sono addirittura andata in perdita – e con la vita monacale che conduco, sinceramente, tutto questo non me lo spiego proprio.

Ho preso in carico questa traduzione, pertanto. Di solito amo tradurre, soprattutto se, come in questo caso, il libro parla di un argomento di cui so poco e che sempre avrei voluto conoscere meglio (la teoria dei giochi); il liquido apatico in cui vivo, tuttavia, mi annacqua la vista e mi intorpidisce le dita, tanto che a mala pena riesco a farmi abbastanza forza per lavorare su mezza pagina a giorni alterni.

E’ per questo che non scrivo più. E’ orrendo – per me lo è, almeno; anche se mi rendo conto che il mondo va avanti benissimo (o malissimo) lo stesso anche senza il mio contributo.

E comunque. Adesso va così. Chissà quando cambierà.

6 Responses to “Liquido apatico”


  1. 1 Vito 10 maggio 2008 alle 8:19 am

    capita a tutti, aspetta che passi.. prima o poi accadrà!😉

  2. 2 Mascalzone Latino 11 maggio 2008 alle 10:39 pm

    Ma dai! Teoria dei giochi! Se è la materia che penso io, all’inizio è del tutto incomprensibile, perché, oltre ad essere a tratti più matematica che altro, utilizza un linguaggio tutto suo: così potrai salire a 4 lingue e mezzo! Tra l’altro, siccome fai la pignola sulla storia dei puntini a fine frase, che ora userò, ti faccio notare che ho usato “mezzo”…
    Aspetto con ansia il post dal titolo “la scoperta dello sport”!

  3. 3 odiamore 13 maggio 2008 alle 12:02 am

    Vito: grazie per l’incoraggiamento🙂 prima o poi la ruota gira, come dice ogni tanto mia mamma. Il fatto è che quando ci sei dentro ti sembra che girerà quel tanto che basta per farti stare sempre nella stessa posizione! uffa!!!

    Mascalzone Latino: sì, è proprio la materia che pensi tu. 4 lingue e mezzo, dici? La cosa mi tenta alquanto – anche se in effetti con il fatto che non sto traducendo affatto temo che non starò nei tempi e la lingua me la taglierà il caporedattore quando sarò costretta a confessargli che dovrà rivedere tutto il piano editoriale a causa mia! Tu aspetta e spera, per il post sulla scoperta dello sport. Aspetta e spera, prima o poi chissà che non arrivi… Ma magari anche no😉 Ah, aspetta: noto con piacere che mi stai correggendo sull’italiano! Wow, che emozione! Non sono mica sicura che abbia ragione tu, tuttavia (sai che come ci insegnavano a scuola bisogna sempre dubitare di tutto e di tutti): prima di confessare il mio peccato al caporedattore gli chiedo una valutazione in merito, ok?😀

  4. 4 demi4jesus 19 maggio 2008 alle 4:01 am

    E’ triste quando il mondo corre più veloce e non ti aspetta… potrebbe pure fare il gentil’uomo una volta tanto…
    ma si sa… noi donne abbiamo un’andatura più sinuosa, un passo elegante.. ogni tanto dobbiam fermarci a riprender fiato… questo il mondo non lo sa…

  5. 5 odiamore 19 maggio 2008 alle 11:38 am

    Demi: bellissima l’immagine che descrivi – d’altronde a che pro cercare di arrampicarsi su quei trampoli-oggetto-di-tortura che sono i tacchi alti, altrimenti?😀


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