Inizia il quarto mese di dieta

Proprio mentre volge al termine il mio trentesimo anno di vita, sto entrando nel quarto mese di dieta.

E’ da una decina di giorni che non mi peso ma, complessivamente, credo di aver perso circa otto o nove chili. Un po’ meno di due taglie di vestiti, suvvia; e le due taglie esatte in meno sono il mio obiettivo – entrare di nuovo in un vestito comprato qualche anno fa giusto in tempo per entrare nel ruolo di testimone del matrimonio di Scassaritratti.

Chi mi avesse conosciuta tra ottobre 2007 e l’inizio di febbraio 2008, se mi vedesse di nuovo oggi, probabilmente, noterebbe nel mio corpo un grosso cambiamento: il viso è più affilato e meno tondeggiante, il giro vita più delineato, le gambe meno massicce e i polpacci più simili a quelli di una donna in carne che a quelli di un terzino della Nazionale.

Spesso – non sempre ma spesso, almeno quando non dovuto a cause organiche – un aumento di peso corporeo è un modo diverso di riempire uno spazio altrimenti vuoto.

In passato sono ingrassata nei periodi della mia vita in cui mancava qualcosa di essenziale e che, tuttavia, non volevo riconoscere come tale: la tensione, in un rapporto troppo dato per scontato; il lavoro, che sebbene ci fosse non era quello che volevo; l’emotività, soffocata dalle armatute che lentamente si sono inventate protesi a forma di imbuto in cui buttare dentro cibo e alcol senza criterio alcuno.

Conosco persone ingrassate a dismisura senza motivi apparenti; ma quando vai a scavare un po’ sotto la scorza scopri compagni affettivamente assenti o anche rinunce mai riconosciute come tali e mascherate invece da “cambiamenti di interessi o priorità”.

Decidere di mettersi a dieta è, innanzitutto, una richiesta di aiuto: un riconoscere di fronte a se stessi che esiste uno spazio mentale o affettivo o quant’altro che è desolantemente vuoto – e che nonostante tutti i nostri sforzi ingurgitativi non si è riempito affatto.

Incominciare una dieta non è poi tanto difficile, se la si inizia con questa consapevolezza – che può essere anche non del tutto consapevole, non importa: è importante che ci sia, altrimenti dopo un tempo più o meno breve i sacrifici che necessariamente un regime alimentare ipocalorico comporta non saranno più accettabili in mancanza di una visione che vada al di là della banale misura della circonferenza cosce.

Dopo un po’ di tempo, infatti, se tale consapevolezza è ben radicata, le rinunce diventano un’abitudine; non significa che costi meno fatica resistere alle tentazioni, questo no. Il ne faut pas rêver, come dicono i parigini. Significa, piuttosto, che l’abitudine a rinunciare al piacere immediato e gratificante del cibo superfluo rende la rinuncia meno dolorosa, meno faticosa da sopportare. La svuota di ogni valenza simbolica, in un certo senso – tanto per non dimenticarsi del ruolo dei vuoti e dei pieni.

Ma la parte più difficile di una dieta non è la dieta in sé, quando quel limbo oscuro che si chiama mantenimento. Il mantenimento indica quel periodo in cui continui a controllare ogni cosa che entra nella tua bocca o quasi e, a seconda delle oscillazioni del peso, stabilisci la quantità (e soprattutto la qualità) di ciò che devi ingerire perché l’ago della bilancia non subisca più variazioni.

Il mantenimento è il periodo più difficile perché privo di qualsivoglia gratificazione: nessuno che ti fa complimenti perché sei riuscito nell’intento di perdere quegli X chili; nessuno che ti guarda con invidia; nessuno che sibila che sei troppo magra e stavi molto meglio prima. Niente di niente. Perché il mantenimento è una supposta normalità. E’ la ricerca, per essere più precisi, di quella che vorresti diventasse la tua nuova normalità.

Ed è il terrore puro di scoprire che quello spazio non più riempito dalle tue grazie generose adesso sarai costretto a riempirlo con ciò che, davvero, più ti manca. Non c’è (più) santo che tenga.

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9 Responses to “Inizia il quarto mese di dieta”


  1. 1 Marcello 9 aprile 2008 alle 8:04 pm

    Capisco fin troppo bene cosa intendi dire. Circa un anno-e-mezzo fa ho intrapreso da solo e per conto mio (nel senso che non stato da un dietologo) uan dieta che mi ha portato a perdere più di 15 kg. Niente di pericoloso o di particolarmente richioso: avevo capito che dovevo ridurre il numero (e la frequenza) dei dolci, che dovevo cominciare a mangiare meno cibi grassi e – soprattutto – fare un po’ più di movimento (il che voleva dire, semplicemente: esci, cammina, evita di prendere l’ascensore, fatti le scale ecc. ecc.). Cose di per sé abbastanza “banali” ma che, per l’appunto, mi hanno permesso di passare da 85 kg agli odierni 70.
    Con molta tranquillità e lentezza, con rinunce che, più passava il tempo, diventavano abitudini alle quali, giorno dopo giorno, neanche facevi più caso.
    E, senza esagerare, non c’è miglior incentivo, quando fai la dieta, che vederne i risultati: come scrivi tu, il viso che si fa meno tondeggiante, vedere che i pantaloni cominciano a starti larghi ma in compenso ti senti più asciutto e snello, e così via. Poi il mantenimento: è lì che si manifesta la forza d’animo, visto che ora che hai perso kg puoi ricominciare a concederti piccole gratificazioni alimentari (ma senza esagerare). Beh che dire, ti faccio il mio “in bocca al lupo” per la tua, di dieta!🙂

  2. 2 catepol 9 aprile 2008 alle 8:11 pm

    hai descritto esattamente come mi sento io… 12 kili persi da ottobre ne manca qualcuno ancora ma diciamo che sono in quasi mantenimento…
    un abbracico di solidarità

  3. 3 Suzukimaruti 10 aprile 2008 alle 1:27 am

    Un commento rapido per dirti che eri bellissima anche qualche chilo addietro. E non solo esteticamente.

  4. 4 odiamore 10 aprile 2008 alle 6:47 pm

    Grazie per la solidarietà e la “condivisione dietetica” a Marcello e Catepol. Buon mantenimento a tutti!!!

    E grazie a Sukuzimaruti punto. Grazie. Mmm. Sono imbarazzata. Ieri , per combinazione, ti ho sentito in radio e ho finalmente capito cosa intendevi quando mi dicevi che parlare al microfono si impara, e non si improvvisa come pensavo di fare io con il (maledetto) podcast🙂

  5. 5 pietroizzo 14 aprile 2008 alle 11:52 am

    Questo post merita un grande commento di solidarietà.
    Io purtroppo sono un dietista compulsivo, ogni anno mi rendo conto che devo, comincio, perdo qualche kg e poi non riesco a mantenere.
    Perché io svacco, è la mia caratteristica principale.
    Soffro a vedere che nei negozi normali non c’è la mia taglia e pur non sentendomi pari a certi personaggi, devo trecarmi in negozi terrificanti il cui testimonial è “bisteccone” galeazzi.
    Comunque, tra me e mia moglie, abbiamo lo stesso problema. Lei per compensare ansie lavorative, io per disordine puro e duro di personalità. Quindi quando leggo che qualcuno ci sta almeno provando, ha tutta la mia solidarietà. E poi comunque, non dimagrire troppo, che un po’ di ciccia fa solo piacere al tatto!😀

  6. 6 odiamore 14 aprile 2008 alle 7:12 pm

    Pietro, grazie anche a te per la solidarietà. E tranquillo che di ciccia ne rimane sempre parecchia anche se mai riusirò a soddisfare le aspettative di “peso forma” della mia dietologa😀

  7. 7 demi4jesus 20 aprile 2008 alle 2:01 am

    Mannaggia quant’è vero!!!!
    Mò si spiegano tutti i miei post cioccolatosi😀

    (cfr le mie giornate al cioccolato , menta e cioccolato

    poi vedi… mi vengono i rimorsi e mi dò alla frutta (cfr sapori di frutta, nel cuore e nell’intenzione )
    😀

  8. 8 demi4jesus 20 aprile 2008 alle 2:03 am

    Mi ha messo in coda di moderazione… è normale?
    Era forse un commento troppo calorico?😀

  9. 9 odiamore 21 aprile 2008 alle 8:29 pm

    Demi: ahahah, probabilmente sì, è proprio per quello😀


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