“Quella” fase della mia vita

Lo sapevo.

Sto per compiere trent’anni – e sono contentissima, perché i 29, oltre a non essere un granché dal punto di vista numerico, non lo sono stati nemmeno sotto tutti gli altri aspetti. La mia esperienza insegna che i numeri primi non sono mai stati anni particolarmente felici dal punto di vista sentimentale – i quadrati perfetti sono andati alla grande, per contro; ma di aspettare sino ai 36 non è che abbia proprio tutta questa voglia!

Sono quasi due anni che non esco con nessuno – e mi sto godendo tutte le sfaccettature della libertà che questa condizione comporta, implica e sopporta: le limature degli effetti collaterali di ogni singola relazione imbastita (o non imbastita, perché anche quelle contano) da quando ancora non avevo l’età per bere alcolici, lo spaziotempo occupato e occupabile unicamente secondo la volontà della sottoscritta, la tristezza che a volte mi assale quando prendo atto di non essere unica e insostituibile per nessuno che non sia mio consanguineo.

E sto scivolando inesorabilmente, come una massa m lungo il piano inclinato che mi ossessionava nei primi mesi all’università, verso quella” fase della mia vita.

Quella in cui esco con coppie, coppie, coppie e soltanto coppie. E se non sono coppie sono mezze-coppie il cui complemento è rimasto a casa perché in preda all’influenza intestinale – l’unica cosa che, a quanto pare, sia in grado di separare i membri di una coppia di miei coetanei. Perché chiaramente le coppie tendono a selezionare, nel corso del tempo, le proprie frequentazioni riducendole ad altre coppie e a una manciata di amici non accoppiati – che solitamente incontrano in separata sede o comunque non coinvolgono mai nella stessa serata a meno che si tratti di soggetti chiaramente non suscettibili di diventare a loro volta una coppia. E perché questo succeda mi è più oscuro dei misteri di Fatima, per inciso.

Quella in cui quando vedo dei bambini per strada mi produco in sorrisi radiosi e gridolini di entusiasmo che neanche mi stesse passando accanto con sguardo invitante uno dei mie due Colin preferiti.

Quella in cui continuo a rimandare il momento in cui andare a far visita alla mia collega che ha appena avuto un bimbo e, nel momento in cui la vedo, in lontananza, spingere una carrozzina, mi viene voglia di fuggire via. E quando reprimo l’istino infantile (per l’appunto) e le vado incontro, capisco fino in fondo il perché di tutte quelle scuse accampate nel corso delle settimane.

Sole sostiene che quella fase sia in verità incominciata nel primo momento in cui mi sono accorta che altri avevano ciò che io avrei voluto ma non possedevo: il ciuccio con il sonaglietto, la villa di campagna di Barbie, il quaderno della Naj Oleari, qualcuno che mi chiedesse “Ti vuoi mettere con me?” – o, per essere più realisti, qualcuno che mi dicesse “Il mio amico vorrebbe sapere se ti vuoi mettere con lui”… E a ben pensare, ruolo invece nel quale mi sono trovata più di una volta nel corso delle scuole medie, un’amica che ti venisse a sussurrare con un misto di reverenza e invidia: “L’amico di Belloeimpossibile mi ha detto che lui gli ha chiesto di chiedermi di chiederti se ti vuoi mettere con lui”.

Non mi sento di darle torto; l’invidia, il desiderio di possesso, la nostalgia causata da un’assenza: sono tutte caratteristiche della condizione umana fin dal momento della nascita.

Il fatto è che non pensavo quella fase avrebbe mai avuto luogo. E invece, eccola lì: non è ancora iniziata, ma si intravede chiaramente di lontano, come un esercito che avanza, inesorabile.

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22 Responses to ““Quella” fase della mia vita”


  1. 1 puntomaupunto 24 marzo 2008 alle 7:21 pm

    fanciulla, ti capisco perfettamente… (e a me quella fase è anche durata fin troppo).
    Puoi sempre pensare che 30 è un numero altamente fattorizzabile, anche abbondante, quindi potrebbe anche andare meglio dei quadrati perfetti per gli incontri!

  2. 2 odiamore 24 marzo 2008 alle 7:31 pm

    AHAHAHAH!! … che imbarazzo, temo che la risata l’abbiano sentita anche quelli del palazzo di fronte!! 😉

    Mi piace il tuo punto di vista, mi sa tanto che lo adotterò 🙂

  3. 3 xlthlx 24 marzo 2008 alle 8:19 pm

    ma no, ma no. quella fase li’ non e’ poi come te la dipingono.
    e poi 30 sono ancora davvero pochi 😉 [detto da una che ne fa 38 quest’anno e si sente una bambina ;)]

  4. 4 briciola 24 marzo 2008 alle 8:37 pm

    “il mio amico ti vuole conoscere”
    -_-

  5. 5 briciola 24 marzo 2008 alle 8:37 pm

    “guarda mi dispiace.. sono fidanzata”
    U_u

  6. 6 briciola 24 marzo 2008 alle 8:38 pm

    “ha detto di dirti che non è geloso”
    O_o
    (con tanto di nuvoletta nera sottotitolata MA PERCHE’?!)

  7. 7 odiamore 24 marzo 2008 alle 10:41 pm

    Xlthlx: hai ragione, la pasquetta mi ha fatto sprofondare nel pessimismo cosmico. Ogni tanto ci vuole, però; almeno quando ne esci ti sembra tutto un po’ più bello 😀

    Briciola: quante variazioni sul tema. Ma “ha detto di dirti che non è geloso” è sicuramente, tra tutte, la più inquietante. “Ma perché?!”, davvero… Tu hai una risposta? 😉

  8. 8 Niki 25 marzo 2008 alle 9:40 am

    Pensa te i 40… 🙂
    No, probabilmente meglio i 40 dei 30 (te lo dico per farti coraggio). Non vorrei sembrare retorica, ma forse è meglio non pensarci all’esercito che avanza. A che pro, comunque? Bisogna liberarsi dall’ansia e provare a sorridere molto, perché l’ansia viene fiutata a distanza, ammazza i feromoni. Caspita, sei una ragazzina! 🙂

  9. 9 odiamore 25 marzo 2008 alle 12:37 pm

    L’ansia ammazza i feromoni. A pensarci bene e con onestà, mi sa che non soltanto hai proprio ragione, ma finalmente capisco tutta una serie di cose 😉

  10. 10 silvia 25 marzo 2008 alle 3:03 pm

    come ti capisco… anche per me è un periodo giù giù da quando ci siamo lasciati col moroso… coraggio
    silvia 🙂

  11. 11 Fabioletterario 25 marzo 2008 alle 3:44 pm

    Dunque, siamo dello stesso segno zodiacale…? 🙂

  12. 12 secretly77 25 marzo 2008 alle 3:59 pm

    Mi sento mooolto vicina a te, per età (tra poco 31) e per il fatto che son quasi 2 anni che non “esco” con qualcuno.
    Se ti può consolare la fase delle uscite con sole coppie, fatta eccezione per il fratello un po’ sfigato della morosa di uno dei miei migliori amici, l’ho superata – e non è stata poi così tragica -.
    L’altro giorno parlavo con uno che mi ha detto che per lui è stato un trauma mettere quel 3 davanti, ma secondo me è solo un fattore psicologico. L’importante è quanti uno se ne sente e come li porta.
    Chi come me e te non era/è spaventato da questo “passaggio”, non può che trarne vantaggio 😉

  13. 13 odiamore 25 marzo 2008 alle 4:53 pm

    Grazie anche a Silvia, Fabio e Secretly77 per la solidarietà, in fondo mal comune mezza consolazione, se non un vero e proprio gaudio 😉

    Fabio: sono del Toro, ascendente Vergine – e pare che dai 30 in su conti più l’ascendente del segno; che conclusione possiamo trarre? 😀

    Secretly77: sono arrivata alla fase delle coppie soltanto dopo un lungo anno di fase “esco soltanto con uomini gay“, quindi cerco di vederlo come un passo avanti, per quanto strano possa sembrare 🙂 Viva le fasi di passaggio, ad ogni modo: non sia mai che succeda qualcosa!!

  14. 14 silvia 25 marzo 2008 alle 6:39 pm

    eh sì è una magra consolazione… però aiuta sapere di non essere gli unici al mondo ad affrontare certe situazioni tristi… io cmq con le coppie non ci esco (per fortuna ho anche amiche single)e sto imparando ad apprezzare anche la compagnia di me stessa! silvia

  15. 15 odiamore 25 marzo 2008 alle 7:58 pm

    Silvia: io ho un’unica amica non fidanzata (tante conoscenti, questo sì, ma chissene)… e abita in un’altra nazione! Le altre amiche sono tutte felicemente in coppia, addirittura una è appena andata a convivere e l’altra si sposa a settembre 🙂
    La compagnia di me stessa è importante, hai ragione; la apprezzo e talvolta la disprezzo, come la compagnia di tutti d’altronde.
    D’altro canto, a volte ho l’impressione che passare molto tempo da sola mi serva da un lato ma, dall’altro, mi stia lentamente inaridendo e inacidendo, come se il fatto di non avere mai uno scontro frontale con qualcuno a cui tengo profondamente avesse come risultato quello di farmi sempre più arroccare sulle mie posizioni. E questo, per quanto sia una condizione comoda e rilassante perché non vengo mai messa davvero in discussione, so che non va per niente bene, sigh! 😉

  16. 16 demi4jesus 26 marzo 2008 alle 6:09 pm

    Io quest’anno vado per il quarto di secolo… pensate un pò…
    anyway.. coraggio tu pensa che con l’età si acquista esperienza.. si diventa “saggi”, l’età ci conferisce un certo “tono” insomma… e poi, dipende da come la si vive…
    Io son la versione donna del Peter Pan eternamente giovine… pertanto non mi preoccupo… mi basta assaporarmela ‘sta vita… dello status altrui non me ne cale.. anzi più son io meglio mi sento.. ed io son parecchio “a modo mio”! 😉

  17. 17 Fabioletterario 27 marzo 2008 alle 3:58 pm

    No no, io arietissimo, invece! 🙂 Ti aspetto da me, se ti va…

  18. 18 Alexiel 27 marzo 2008 alle 4:52 pm

    TANTI AUGURI! sembra banale, ma stai per compiere gli anni e anche se più sono meno fa piacere, resta sempre un compleanno.
    Per il resto io sono per i 26 e sono nella tua precisa situazione… ma quanto sono avanti…?!

    P.s. grazie per aver risposto al mio help!
    Alexiel

  19. 19 odiamore 27 marzo 2008 alle 6:28 pm

    Demi: assolutamente, si diventa sempre più saggi – pure troppo, a volte! ma va bene così 🙂

    Fabio: in questi giorni sto lavorando un numero di ore ingiustificabile sotto tutti i punti di vista; il lettore di feed trabocca e non ce la faccio, wew! passo appena ho un attimo di tregua, a presto 🙂

    Alexiel, spero di esserti stata utile… e grazie per gli auguri, quest’anno mi sa che sei la prima perché in realtà gli anni li compio a fine aprile 😉

  20. 20 Fabioletterario 28 marzo 2008 alle 2:58 pm

    Un saluto per un ottimo week end. Ho appena postato cinque consigli per renderlo speciale… 🙂

  21. 21 medonzo 28 marzo 2008 alle 6:59 pm

    Ma pensa..
    Ho sempre ritenuto il periodo 30/40 il migliore della vita.
    Sei abbastanza giovane da fare quello che ti pare ed abbastanza “grande” da essere preso sul serio quando dici di volerlo fare.

  22. 22 odiamore 31 marzo 2008 alle 12:23 am

    Medonzo: che bella cosa hai scritto. Ed è anche vera, almeno questa è l’impressione che ho come quasi-trentenne 🙂


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