Tacchi a spillo e scarpe da ginnastica

Girare per Soho di sabato sera e’ un’esperienza antropologicamente molto interessante. Innanzitutto, orde di ragazzini ubriachi persi alle dieci di sera, giovani fanciulle che vomitano contro i muri prima delle dieci e mezza e finalmente, intorno alle undici, escono (dai ristoranti?) le prendenti parte agli hen parties – gli addii al nubilato.

La cosa piu’ sconcertante per un’italiana, tuttavia, sono le scarpe delle ragazze. Sono tacchi a spillo di dodici centimetri, sono sandali senza calze con una temperatura esterna di tre gradi centigradi, sono scarpine improponibili che fanno venire le vesciche e male alle caviglie soltanto a guardarle.

Ma non sono soltanto le scarpe, a dire il vero. Queste ragazze, queste donne si aggirano per strada vestite da gran sera, con stole di seta, vestiti di broccato e paillettes – pronte per la serata degli Oscar. Il che, di per se’, non sarebbe un male, anzi. Se non fosse che questi abiti, questi maquillages da rivista di moda, questi tacchi vertiginosi sono accompagnati da ragazzi e uomini in jeans strappati, giacconi sformati, barbe sfatte, capelli improponibili e scarpe da ginnastica (sporche).

Perche’ allora, mi chiedo, esiste questa incredibile disparita‘? Perche’ le donne si tirano a lucido e gli uomini sembrano appena alzati dal letto (dove hanno dormito vestiti con gli abiti del giorno prima)?

Per piacersi? Per piacere? Per fare a gara a chi e’ conciata meglio?

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8 Responses to “Tacchi a spillo e scarpe da ginnastica”


  1. 1 Mitì 4 marzo 2008 alle 12:16 am

    In quale Soho sei? Londra?

  2. 2 odiamore 4 marzo 2008 alle 12:43 am

    Caspita, e’ vero! c’e’ anche la Soho di New York… Che provinciale sono 😉 Comunque si’, la Soho di Londra. E ad ogni modo, ho appena parlato con un amico che vive qui (a Londra) da ormai parecchi anni: lui sostiene che in realta’ i ragazzi con jeans sdruciti e scarpe consunte abbiano pagato tale usura con fior di sterline e siano – per il loro gusto, s’intende – assolutamente all’ultima moda e perfettamente in tono con le fanciulle… Mah…

  3. 3 Mitì 4 marzo 2008 alle 12:02 pm

    La domanda era da parte di Fabs 😉
    Una cosa del genere la vedo anche a Roma, tra i ragazzi; le lei troppo sberluccicose anche in pizzeria, mentre i lui sembrano scappati di casa da 15 giorni.
    Però è vero: tutto quello sdrucito, strappato, strumusciàto, color Isabella nel chiaro e portacenere sporco nello scuro, nonché rigorosamente di taglia sbagliata è stato vagliato e scelto con somma cura, nonchè pagato un sacco di soldi. Hanno uno strano gusto estetico certi maschietti…Però crescendo passa. Credo. ;-*

  4. 4 arwen_h 5 marzo 2008 alle 12:20 am

    nella soho di NY era tutto piu’ easy…
    cmq quando sono andata a londra era febbraio e ricordo che le donne andavano in giro tiratissime coi sandali senza calze.. e non so come facessero, c’erano -10 gradi faceva un freddo della madonna quell’anno!!!

  5. 5 odiamore 5 marzo 2008 alle 2:11 am

    Miti: non sarei mica tanto sicura che crescendo passi, ahime’ 🙂

    Arwhen: anche oggi, che pioveva ghiaccio e c’erano si’ e no due gradi risicati, grande sfoggio di sandali. Mah

    La cosa peggiore, comunque, e’ che alla fine la sottoscritta abbia investito ben 12 sterline in un paio di sandali con la zeppa che una volta tornata a casa non indossera’ mai e poi mai…

  6. 6 ema 5 agosto 2008 alle 5:31 pm

    Non ci vedo nulla di strano, ormai la tendenza generale è quella. Anche in Italia.
    Per le donne le dive alla Paris Hilton sono il modello e agli uomini piacciono così, tirate e supersexy. E ci può stare.
    Il modello maschile del “figo” non è più certamente un fighetto in giacca e cravatta. Senza contare che ormai per gli uomini abbigliamento classico è perlopiù sinonimo di tenuta da lavoro. Una volta per entrare in disco ci voleva la giacca e le scarpe classiche. Ora le indossano “Gastoniani” e “Tecnocasiani”. Se non hai felponi con frasi da idiota e/o balordo sopra incise a caratteri cubitali, pagate 200euro, e non sembri un rapper drogato, o uno spacciatore, sei uno sfigato.
    Certo da noi ancora molte ragazze sono convinte che vestirsi bene sia una cosa da fare alla domenica e questo sinceramente è patetico e provinciale. Ma ho sentito mie amiche, tutte fighette intendiamoci, dire “che figo quello” indicando tipi con pantaloni sotto il culo, scarponi orribili da skate e felpe col cappuccio calato sopra la testa. E io allora mi chiedo come al solito non ho capito un cazzo della vita!

  7. 7 odiamore 8 agosto 2008 alle 11:22 pm

    Ema: forse dovresti frequentare (anche) persone diverse 🙂 Che non considerino uno/una figo/figa per come si veste, per lo meno. O no? Scusa, ma io sono molto agguerrita su questo punto. Già su me stessa, mi rendo conto che ci sono diversi cliché a cui faccio fatica a sottrarmi – ad esempio : fin dall’adolescenza ho frequentato per motivi di zona di residenza e scuola tipi piuttosto “fighetti”, con soldi da spendere per l’abbigliamento e gli accessori eccetera. Chiaramente, con il passare degli anni, persone così le riconosco, a prima vista, come più familiari – perché ci sono abituata da vent’anni. Però non credo sia giusto, automaticamente, etichettarli come “fighi” soltanto perché appartengono a un gruppo che conosco bene e nel quale, al limite, faccio meno fatica a identificarmi. E’ uno sforzo continuo, tuttavia. Credo che la cosa importante, per quanto riguarda se stessi se non altro, sia non perdere mai la propria individualità e, a volte, chiedersi se alcune cose le scegliamo perché ci piacciono, perché ci sembra mettano in rilievo alcune parti di noi, oppure perché le abbiamo viste nella vetrina del negozio “giusto” o addosso a una persona che reputiamo altrettanto “giusta”. Uffa, sono stanca e tutto questo discorso è piuttosto involuto, ma spero di aver dato l’idea 😀


  1. 1 OdiAmore Trackback su 9 marzo 2008 alle 1:46 am

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