Walk like an Egyptian

Quando avevo dodici, forse tredici anni smisi di andare in vacanza con i miei genitori. Appena cominciai a sentire il profumo dell’adolescenza; appena provai l’ebbrezza di andare in vacanza da sola, con persone che non avevo mai visto prima di partire; appena iniziai a rendermi conto che dividere una stanza da letto è bello se chi è intorno a te è propenso – o per lo meno disposto – a trascorrere metà della notte a parlare.

Mi si prospettano otto giorni con loro, adesso – ma in stanze separate. Otto giorni di vacanza in un periodo in cui solitamente lavoro sino a sfinirmi. Otto giorni di sole e riposo e immersioni – non nel mare, bensì nel passato remoto. Otto giorni di viaggio organizzato (unica nota dolente): volo charter più crociera più hotel – con – piscina più negozi – di – souvenir.

Viaggio organizzato: concetto neutro, all’apparenza, che nasconde le peggiori insidie mai concepite dall’umano ingegno. Già immagino un gruppo composto di coppie di mezza età e coppie giovani in viaggio di nozze. Un gruppo di persone che emetteranno striduli gridolini alla vista del tempio di Abu Simbel e non smetteranno di scattare foto alla loro dolce metà appena giunti in prossimità della Sfinge.

L’ultimo – nonché unico – viaggio organizzato a cui abbia mai partecipato risale a quando ancora avevo i denti da latte; anzi, i due incisivi erano appena caduti, facendo sì che nelle foto compaia con un fantastico sorriso caratterizzato da due bei buchi proprio al centro della bocca.

Mio padre era in Australia per lavoro durante tutto il mese di Agosto e mia madre, con un coraggio che non le avrei mai attribuito, si caricò me e una montagna di valigie sulla Motonave Achille Lauro proprio poche settimane prima del famoso dirottamento – o sequestro che dir si voglia.

Tra una festa in maschera e uno spettacolo di cabaret, tra i faraglioni di Capri e l’approdo a Cipro (pun intended), ricordo vagamente quest’uomo dall’aria sospetta (sono lombrosiana, lo so) che si aggirava negli anfratti più bui della nave – probabilmente, a posteriori, si trattava di qualcuno coinvolto nel sequestro impegnato nei sopralluoghi.

Ricordo inoltre con estremo rammarico e con rabbia acuta la sensazione di trascorrere, durante le escursioni, molto più tempo all’interno dei negozi di souvenir rispetto a quello passato a visitare i monumenti che lì vendevano in scala ridotta per pochi soldi (si fa per dire).

Chissà se le cose sono cambiate, dopo più di vent’anni. Me lo auguro – soprattutto, toccando ferro, per quanto riguarda uomini dall’aspetto losco che si aggirano per la nave con l’aria di chi sta prendendo nota di spazi e vie di fuga.

Farò come gli artisti dell’Antico Regno: guarderò la natura che mi circonda e ne rappresenterò ogni aspetto secondo il lato più esplicativo. Volto di profilo ma occhio di fronte, braccia viste di lato ma il busto da davanti. E soprattutto – chissà se mai ve ne eravate accorti – al fondo del corpo, là dove l’uomo si fonde con la terra che lo sorregge, due piedi uguali, sinistri o destri, con l’alluce sempre in primo piano. E farò come gli artisti del Nuovo Regno che, centinaia di anni dopo, nulla cambiarono rispetto ai loro maestri.

Oppure, in un impeto di voglia di vivere, avrò lo slancio di Akhenaton: unico, in migliaia di anni, a voler provare a cambiare le cose facendo rappresentare il dio Aton non in forma antropomorfa, ma come un sole i cui raggi terminano con delle mani, alcune delle quali reggono un simbolo della vita.

Perché l’immobilismo nell’arte può anche andare bene, ma nella vita no: si riproducono le cose belle, eppure allo stesso modo si portano avanti gli errori più marchiani, come nel caso dei piedi. Senza contare poi che anche le cose belle, in fondo, se ripetute sempre uguali a se stesse dopo un po’ perdono lo smalto che le caratterizzava inizialmente.

E subentra la noia, che non ci piace nemmeno un po’.

Buona settimana a tutti, e a presto ma non troppo 🙂

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5 Responses to “Walk like an Egyptian”


  1. 1 demi4jesus 2 febbraio 2008 alle 6:00 pm

    E quidi si parte? Buona vacanza allora… e goditi il sole e la sabbia dell’Egitto… Un salutone… Noemi

  2. 2 laprofumiera 7 febbraio 2008 alle 12:33 pm

    Buona vacanza… era un po’ che non passavo di qui e già parti sniff 😦 che dire, aspetterò i tuoi racconti al ritorno!

    Smack
    Franscesca

  3. 3 maviserra 11 febbraio 2008 alle 2:32 pm

    Allora che dirti, buone vacanze! Registra tutto e deliziaci con un bel post al tuo ritorno..baci

  4. 4 Candi 12 febbraio 2008 alle 2:24 pm

    Ma che dici?! Parlare per mezza nottata???!
    A me facevi il muso e l’altra povera compagna di stanza doveva fare da intermediaria alle nostre stilettate incendiarie….

  5. 5 odiamore 13 febbraio 2008 alle 10:33 am

    Candi: Mmm, beh, ma ci sono state notti in cui se non altro abbiamo litigato per lunghe ore di seguito!

    Grazie alle altre per gli auguri, le vacanze sono state splendide e presto vi “delizierò” con una simpatica carrellata di foto 😉


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