Il resto di me

Api legge questo blog, e come soltanto lui riesce a fare mi scrive via Skype cose che mi stupiscono sempre per la loro semplicità e verità.

Secondo me devi impiegare il resto della persona che non impieghi facendo quello che fai

Come ho già avuto modo di scrivere, io sono perdutamente innamorata del mio lavoro. Quello che faccio, secondo le parole di Api, è il mio lavoro – e confesso che, anche ne avessi l’intenzione, non saprei come definirlo in maniera chiara ed esaustiva. Potrei però provare a capire qual è la parte di me che impiego facendo quello che faccio, questo sì.

Passo necessario per seguire il consiglio, e impiegare il resto di me in qualcosa di diverso…

Domani andrò a fare una lezione di prova in un centro di danza perché sabato sera sono stata a una presentazione di un libro di poesie.

Ora. Non sono solita andare a presentazioni di libri, tanto meno libri di poesie. Perché è qualcosa di troppo simile a ciò che faccio per lavoro. Soprattutto se l’editore del libro, conosciuto per motivi di lavoro, ce l’ha un po’ con me (sempre per motivi di lavoro. Almeno spero. E comunque in effetti tutto ciò che ho scritto in queste ultime righe è collegato al mio lavoro. Diamine.). Però mi sono ritrovata, sabato pomeriggio, con una grande delusione: la promessa di trascorrere la domenica al bagno turco era stata infatti rotta – prenotazioni esaurite. Per inciso: ma com’è possibile che così tanta gente sia disposta a spendere trenta euro per un po’ di vapore?? E comunque, mi sto perdendo il filo del discorso.

Sabato pomeriggio, delusa e affranta, in preda alla sindrome del “colpa tua: se non tenessi a nulla non ci resteresti male quando poi i desideri non si avverano“… Ed ecco comparire un fico strangolatore della peggior specie… Decido di andare alla presentazione, nonostante la stessa fosse “preceduta da una performance di espressione corporea”. Cosa vuol dire? Non lo so assolutamente, né il fatto di avervi assistito mi ha chiarito le idee. So soltanto che:

1. Non leggerò mai il libro oggetto della presentazione perché l’autrice era insopportabile e non sapeva parlare in italiano corretto.

2. La ballerina mi ha fatto ricordare quando il mio corpo ancora non si lamentava di continuo dell’immobilismo forzato a cui lo sottopongo.

3. Da cosa nasce cosa, ossia: se esco dal mio guscio per un motivo che non capisco bene neanch’io quale sia, ho nei confronti di me stessa il dovere morale di far sì che l’esperienza abbia per lo meno un seguito.

4. Ecco da dove nasce l’idea di fare la lezione di prova al corso di danza / ballo / espressione corporea / non ne ho idea né mi interessa troppo, al momento.

Il resto di me, domani all’incirca a quest’ora, sarà impiegato a sciogliere il bacino nella pallida, grottesca imitazione di una danzatrice del ventre. E a proposito di danza del ventre. Ieri ho proposto ai miei genitori di fare le vacanze di Natale tutti insieme, ripetendo l’agathiano assassinio sul nilo possibilmente senza il morto.

Mi sembra di star facendo i buoni propositi per l’anno nuovo: esperienze insolite, attività fisica, cura della famiglia. Tutto con la scusa di conoscere gente nuova. O almeno questa è la scusa che racconto a me stessa e agli altri. Gli altri ci cascano e mi tirano comprensive pacche sulla spalla. Io invece non riesco proprio a bermela, questa scusa. Perché, dopo tutto questo gran daffare, il resto di me conoscerà frequentatori di un corso di espressione corporea (argh!) e anziani frequentatori di costosissime crociere sul Nilo nel periodo tra Natale e Capodanno.

Tutto considerato, il resto di me forse farebbe meglio a lasciar agire la parte che impiego facendo quello che faccio.

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4 Responses to “Il resto di me”


  1. 1 Mitì 24 novembre 2007 alle 1:31 am

    Vedila così. Il corso di espressione corporea (argh!) sarà sempre meno faticoso di una palestra, ma ti muoverai lo stesso (pensa che l’unico sport che faccio- e solo d’inverno, è infilarmi i collant…). (ad ogni modo il resto di te a me piace esattamente come te perché E’ te, e non lo cambierei mai ;-**)
    Saluti anche da Fabs!

  2. 2 Brain 24 novembre 2007 alle 4:07 pm

    Com’è andata poi la lezione dimostrativa? 😉

  3. 4 odiamore 25 novembre 2007 alle 8:09 pm

    Per Brain: Niente lezione di prova, alla fine. Essere donne a volte è una gran noia… Però ci riprovo la prossima settimana, promesso 🙂
    Per Mitì: arrossisco 😉 Ricambio i saluti a Fabs, ovviamente!
    Per ilredeire: sei tornato!!! finalmente, confesso che mi eri mancato 🙂


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