Amore non corrisposto?

Pare che gli innamorati, da un punto di vista biochimico, siano del tutto analoghi a chi soffre di un disturbo ossessivo compulsivo.

Beh, in effetti era prevedibile. Non pensi ad altro che a lui, o lei. Ci pensi sempre. Sempre e comunque. Passi da momenti di esaltazione ad altri di profonda disperazione senza un apparente motivo. A me succede sempre.

Perché sono innamorata. Perdutamente.

E non è da ieri. Né dall’altro ieri. Il problema è che non sono corrisposta – o, comunque, che non sono corrisposta come vorrei.

Lui mi piace da impazzire – anche se forse è più l’idea di “lui”, l’immagine che ne ho dentro e che mi sono costruita nel corso del tempo, a farmi perdere la testa. Perché spesso la non corresponsione (forse) si accompagna a una sorta di falsità che inquina i rapporti tra i due soggetti.

Capita troppo spesso, ormai, che si verifichino episodi che mi gettano nello sconforto e mi fanno pensare che forse farei meglio a rinunciare. A lasciare perdere. A rassegnarmi al fatto che – come dicono i gggiovani – non ce n’è.

Il fatto è che dopo tutti questi anni trascorsi a cercare, ad aspettare, a guardarmi intorno, a provare e riprovare sempre trovando cose che, messe alla prova dei fatti, non corrispondevano alle aspettative… questa volta ho proprio investito tutta me stessa. E rinunciare, ora, significherebbe sacrificare ciò in cui ho sempre creduto.

Lui è il mio lavoro.

E quando ho saputo che, a causa mia, sono successe cose che vanno contro tutto ciò in cui credo… i miei neurotrasmettitori da innamorata si sono comportati come ci si aspettava da loro: profondo sconforto, rabbia ossessiva, finta noncuranza.

Una situazione che io ho contribuito a creare (non è necessario spieghi dettagliatamente come e perché), mi ha ributtato nel vortice del: non sono all’altezza, ripongo male le mie aspettative, tanta fatica neanche per nulla, ma per qualcosa che va contro ciò in cui credo.

Ci sono persone che non hanno capito un accidenti di niente della vita e di ciò che è importante – secondo la sottoscritta, almeno. Ci sono persone che parlano a sproposito e purtroppo sono diventate abbastanza “qualcuno” da avere una troupe della Rai che sparge al vento le loro parole sbagliate, fino al satellite in orbita geostazionaria e ritorno. Cosa questo “qualcuno + troupe della Rai” significhi, comporti e rappresenti… beh, non voglio essere io a giudicare. Che per me non conti niente non significa infatti che tali parole sbagliate restino confinate nell’ego smisurato di chi le pronuncia.

Una loggia differente è il titolo del post di chi, come me, si è trovato davanti una forma di autismo della peggior specie.

Simon Baron Cohen, nel suo bellissimo Questione di cervello. La differenza essenziale tra uomini e donne, sostiene che l’autismo potrebbe essere una forma estrema di cervello maschile – ne parlerò ancora e forse ne ho già scritto qui, comunque ciò significa, grossolanamente: ottime capacità di sistematizzare ed empatia scarsa o addirittura assente; abilità logico- matematiche ipersviluppate che si accompagnano a una totale incapacità di immedesimarsi nella persona che ti sta di fronte.

Come scherzosamente affermava la moglie di questo signore – e lei fa il veterinario, non è come a volte accade (ma soprattutto in Italia, fidatevi), semplicemente la-moglie-al seguito – in una di quelle situazioni che fanno dire ai miei neurotrasmettitori di eccitarsi oltre misura: i fisici sono quasi tutti uomini perché per essere bravi devono necessariamente soffrire di qualche grave forma di autismo. Ossia: avere un cervello maschile estremo.

Ma il sesso del cervello, nonostante le battute ironiche, non è correlato al sesso del corpo a cui appartiene – come nel caso di cui sopra, l’ambiente ostile.

Al quale vorrei controbattere con una lista di controesempi (parziale, anzi ridicolmente parziale rispetto alla totalità) – un contro al quadrato, insomma.

1. Ecco qui 64 blog di altrettanti scienziati riuniti sotto il cappello di ScienceBlogs.

2. Ecco qui un fisico italiano con un blog: A Quantum Diaries survivor. Ed eccone un altro e un altro, e un altro ancora, di scienziati italiani – e le ultime due sono addirittura donne, pensate un po’.

3. Ecco qui un fisico matematico il cui blog ha avuto talmente tanto seguito da ispirare un libro omonimo tradotto, tra le altre lingue, anche in italiano: Not even wrong – e se date un’occhiata troverete anche simboli matematici incomprensibili ai più, senza (mi pare) che mai vi sia da parte dell’autore la preoccupazione di improbabili furti da parte di colleghi invidiosi. Parecchi simboli “strani” – evidentemente espressione di una certa regolarità di frequentazione con la matematica avanzata – anche qui e qui.

4. Ecco qui, per ultimo ma sicuramente non da ultimo, uno dei massimi matematici viventi che posta regolarmente su Noncommutative geometry: Alain Connes – uno dei massimi matematici oggi in vita, non sto scherzando.

Ma davvero sono tutti dei perditempo incoscienti come sembrerebbe suggerire qualcuno? Ma davvero? Io non ci voglio credere.

Certo, è perché sono innamorata. E spesso gli innamorati, proprio come chi soffre di un disturbo ossessivo compulsivo, travisano completamente la realtà. Vogliono continuare ad avere fiducia nell’oggetto del proprio amore anche quando si verificano episodi che sembrano far crollare tutto in pezzi.

Quindi: ai posteri l’ardua sentenza – id est: giudicate voi se davvero gli scienziati, come sostiene qualcuno, non hanno tempo per un blog. Come ho già scritto, io non ci credo affatto. E mi spiace soltanto – e forse ho già scritto anche questo – di aver contribuito a dare a chi invece lo pensa la possibilità di parlare a sproposito mettendo a disagio chi non lo meritava affatto.

Ma se ho sbagliato è soltanto perché sono perdutamente innamorata e ho completamente perso il lume della ragione, perdonatemi 😉

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14 Responses to “Amore non corrisposto?”


  1. 1 #6 30 ottobre 2007 alle 4:34 pm

    Che brutto però, usano tutti le immagini e nessuno MathML.

  2. 2 xlthlx 30 ottobre 2007 alle 9:48 pm

    amore non corrisposto? anch’io allora sono malata, mi perdoni tutto?
    anche questo commento inutile?

  3. 3 Fabs 30 ottobre 2007 alle 9:59 pm

    Estremamente interessante, la tua ipotesi… Purtroppo non ho assistito, ed ho quindi perso sia la registrazione dal vivo della sua agiografia che l’occasione per esprimerle tutta la mia considerazione.

  4. 4 laprofumiera 31 ottobre 2007 alle 5:00 pm

    disturbo ossessivo compulsivo…? mi confermi la teoria delle storie infinite, nel senso che non arrivano mai ad una conclusione logica, nel senso che se non prendiamo la decisione di interrompere il processo mentale, ci porta alla disperazione??? scusa il pensiero contorto, di difficile spiegazione, perchè forse lo capisco solo il mio ego malato… devo essere innamorata anch’io!
    bentornata!

  5. 5 demi4jesus 1 novembre 2007 alle 9:51 pm

    Beh diciamo che non conosco i contorni della tua storia…. ma posso comprendere il fatto che l’essere innamorati (e a volte non corrisposte… o incomprese…) possa far commettere degli errori involontari… io li errori li ho commessi cotro me stessa.. un tempo… dandomi alla fuga dai miei sentimenti… non rispettandoli… e son dovuta tornare sui miei passi in questa forma di attuale “voluta” ricercata solitudine per poter meglio considerare l’entità di ciò che provo e rendermi conto che fuggire dai miei sentimenti aveva significato fuggire da me stessa…

  6. 6 odiamore 8 novembre 2007 alle 1:12 am

    Per #6: definizione di MathLM?? 🙂

    Per chi è innamorato e lo dichiara: mia nonna direbbe “meglio soli che male accompagnati”. Intanto però mia nonna si sposò a 18 anni con un uomo bellissimo da cui ha avuto tre figli e con il quale è rimasta sino alla di lui morte avvenuta più di 40 anni dopo. Poi però è stata sempre sola. Quindi sì, aveva ragione lei.
    E in un momento di ottimismo sfrenato (polyannite in piena regola), mi verrebbe da aggiungere, venutami in mente la frase che scrivevo sul diario delle scuole medie “chi non mi vuole non mi merita”: “chi non mi vuole… non lo voglio neanch’io” 😉

  7. 7 Niko 10 ottobre 2008 alle 10:48 am

    Ma vai a quel paese…e ti lamenti????Siamo noi maschi che l’abbiamo sempre in quel posto! Infatti pare che oggi se non sei un figone (ma dalla testa vuota) non ti acchiappa manco una vecchia 85 anni…invece a voi donne va sempre bene; potreste essere delle racchie senza senso ma tanto il pollo che vi manitene lo trovate sempre. Invece di lamentarvi sempre perchè non cercate dei bravi ragazzi invece di andare a cercare sempre quelli con la rasta in testa?

  8. 8 bambolita 14 ottobre 2008 alle 3:12 pm

    e bhè…amore non corrisposto..potrei scrivere pagine e pagine..ogniuno di noi ne potrebbe parlare ed esprimere il proprio parere…diciamocelo..chi non è mai stato non dico innamorato..ma almeno “cotto” di qualcuno che poi non provava esattamente quello di cui provavate?
    la colpa non è di nessuno..l’importante è che l’esperienza ti faccia comprendere qualcosa…e ti permetta cosi’ di cercare di non ripetere gli stessi errori..
    ciao..
    AH molto carino il tuo intervento

  9. 9 maria 1 giugno 2009 alle 9:38 pm

    io sono malata, amore non corrisposto da ben cinque anni, lo penso ogni minuto della mia vita, lo immagino di continuo, mi chiedo cosa possa pensare di questo o di quello, mi piace cosa indossa, come cammina, vorrei essergli accanto sempre.. amore puro che non conosce limiti.. almeno nella mia testa.
    Ho avuto occasione di conoscerlo, è fidanzato, ha capito che mi piace, mi evita, non mi calcola, ma io penso sempre a lui, alla possibilità che potrei avere, se lui decidesse di conoscermi, a che bella coppia potremmo essere. Vorrei, almeno, poter parlargli e, nella mia testa, immagino numerose occasioni, in cui dimostrare di valere e poter conquistare la sua stima. All’inizio, questo pensiero mi aiutava, mi dava energia, coraggio, grinta, adesso sta diventando logorante, vorrei ch e tutto finisse, ma non riesco, vorrei conoscere altri, per dimenticarlo, vorrei ritornare a vivere, ma sono, ormai, vittima delle mie fantasticherie e mi racconto che, in realtà, lui mi vuole e potrebbe pensarmi. Voglio guarire e, se non mi vergognasi troppo, chiederei aiuto formalmente a chi di dovere. Ma ho, anche, paura di distaccarmi da questa ossessione, da lui, da quella che sono stata in questi anni e ho tanta paura di non farcela, di ritrovarmi le giornate nioiose, inutili, senza il suo fantasma e, adesso, lo conosco, non puoi capire la mia felicità. Vorrei essere premiata per la tenacia, per aver creduto in questo progetto; spesso mi sento chetutto andrà bene, che io sarò la sua ragazza e ho paura di mollare proprio adesso! che devo fare? come fargli capire che si può fidare di me, anche se lo voglio. sarei felice, se non avesse capito nulla, io non ho mai detto nulla, ma siamo in un piccolo paese e avrà, sicuramente, capito

  10. 10 Piccyinlove 21 agosto 2009 alle 12:28 am

    maria mi sono venuti i brividi a leggere il tuo intervento..io sono nella tua stessa situazione…identica da 1 anno e mezzo pero….io dopo un anno sono riuscita arrancando ad uscirci 5\6 volte..ma lui non sa ancora nulla…o forse se lo immagina…ma non fa nulla..stasera mi sento morire…è vero..all inizio ti da energia sei felice…sei un altraa persona…ma poi a lungo andare ti stanchi perche non ti basta piu quell emozione che ti crea dentro…vorresti viverlo…e ti struggi l anima..io lo sogno anche la notte…non ce la faccio piu…vorrei partire e scordarmelo

  11. 11 ilaria 5 settembre 2009 alle 10:00 pm

    hai descritto la situazione che ho vissuto…
    un rapporto con una persona autistica..incredibilmente brava sul computer e in matematica che però non riesce a comunicare…ad aprirsi…e poi pure io ho incontrato persone che hanno usato cose dette da me contro di me, e mi hanno fatto allontanare…gettare scredito su di lui e su di me…
    streghe che incantano un bosco…per invidia…o semplice pettegolezzo…o bassa autostima ..
    uomini che sono autistici…
    io però non spero più…..e finalmente inizio a stare meglio ad abbandonare il pensiero…ossessivo…


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