Io porto gli occhiali

Qualche sera fa sono andata a casa dei miei, un po’ per caso e un po’ perché sentivo il bisogno di farmi un po’ coccolare l’ego; dal momento che l’ego-farm, a quanto mi risulta, ancora non l’hanno inventata, uno si arrangia come può. E anche se non c’entra, ora che ci penso, con tutti questi link a post miei, non faccio che dare ragione a chi mi dice che sono egocentrica. Ma posso anche replicare: “e allora?” 😉

Essendo a casa dei miei, ed essendo i miei piuttosto propensi a non andare a dormire dopo le dieci di sera, mi sono messa a rovistare tra le vecchie foto. Niente di strano; se non fosse che album dopo album e, conseguentemente, anno dopo anno, ho avuto una specie di rivelazione: ci sono i volti e i corpi miei e dei miei amici che crescono, diventano adulti, in alcuni casi invecchiano – bisogna usare le parole corrette, almeno quando esistono. E ci sono i miei occhiali che cambiano, cambiano, cambiano sempre: le montature in plastica trasparente a forma di farfalla si sono fatte tartarughe marroncine; il viso, nascosto da una maschera nera, è stato poi ricoperto – e al contempo riscoperto – da una sottilissima ellisse di metallo semitrasparente.

Perché è così: io porto gli occhiali. Sono miope, e anche un po’ astigmatica da quando avevo 12 anni. E quando mi devo descrivere a qualcuno perché mi riconosca a un appuntamento non avendomi mai incontrata prima, esordisco sempre con: “Porto gli occhiali, sono alta tot eccetera.”

Questi a lato sono i immagine-3.pngmiei occhi. E io non li potrò mai vedere con la nitidezza di una fotografia, perché quando mi guardo allo specchio senza occhiali devo avvicinarmi talmente tanto da perdere completamente la visione d’insieme. Si nota che lo sguardo è, come succede ai miopi, un po’ perso nel vuoto – ora che ci faccio caso si nota anche una certa asimmetria. Pazienza 🙂

Gli occhiali definiscono un volto – ma non si limitano all’aspetto esteriore.

Chi non porta gli occhiali, infatti, non lo sa. Non può saperlo.

Chi vede bene non conosce quel sottile piacere che si prova, a volte, a estraniarsi completamente dalla realtà perché, semplicemente, non la si distingue più. Si perdono i contorni. Le luci, da puntiformi, diventano ampi circoli sfocati. Le persone sono riconoscibili, a distanza, soltanto dalle loro voci o, se proprio si vuole usare il filtro del senso visivo, dal modo in cui portano se stesse; dai gesti più o meno ampi che compiono con le braccia; da come i contorni – sfumati – del corpo si mescolano con il mondo circostante.

Chi va incontro al mondo senza bisogno di un paio di lenti graduate non conosce il brivido di terrore che, a volte, ti sorprende mentre stai nuotando in mare aperto, quando la lingua di terra non riesci a vederla neanche con la fantasia pur trovandoti a meno di 100 metri da riva. O forse sì, forse lo prova anche chi ha una vista perfetta. Però, sicuramente, non può neanche immaginare che quella paura, spesso, è mitigata dall’azzurro del cielo che è un tutt’uno con l’azzurro in cui sei immerso – non perché sei in vena romantica, ma perché è davvero un mondo completamente blu quello che ti circonda.

Chi gli occhiali li deve portare, invece, può permettersi di non vedere ciò che non vuole vedere nonostante stia rivolgendo lo sguardo proprio in quella direzione. Al liceo questo mi era molto utile quando dovevo passare davanti alla classe del mio primo fidanzato appena diventato il mio primo ex fidanzato – il quale, solitamente, sostava in mezzo al corridoio parlottando in modo seduttivo con la ragazzina di turno. E io potevo non vedere un’immagine che non avrebbe fatto altro che acuire, sterilmente, la mia sofferenza. Dandogli però l’impressione, allo stesso tempo, che il mio sguardo si stesse posando sulla scena che – come scoprii tempo dopo – era almeno in parte costruita apposta per me.

Gli occhiali li puoi mettere e togliere quando e come vuoi. E’ vero che non puoi guardare la TV sdraiato di lato perché altrimenti ti si conficcano le stanghette nella guancia; e che li devi pulire praticamente ogni ora se vuoi effettivamente vedere qualcosa; e che costano maledettamente cari a prescindere dalla montatura più o meno trendy. Nonostante ciò, gli occhiali non mascherano soltanto le imperfezioni estetiche tipo occhiaie, anzi.

Ciò assodato, qualcuno mi spiegherebbe gentilmente come ha fatto mia madre a convincermi a prendere per questo pomeriggio un appuntamento con il contattologo?

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17 Responses to “Io porto gli occhiali”


  1. 1 Elena 10 ottobre 2007 alle 7:47 pm

    In bocca al lupo con il contattologo: io, dopo quasi 40 anni di occhiali ho gli occhi che si sono “indeboliti” e non sopportano l’aria, figurarsi le lenti 😉
    E comunque, ai miei occhiali, sono affezionata, e il tuo post è bellissimo!

  2. 2 xlthlx 10 ottobre 2007 alle 11:19 pm

    non saprei, magari perche’ a furia di portarli gli occhiali lasciano il segno?
    diccelo tu.

  3. 3 Alexiel 11 ottobre 2007 alle 9:58 am

    dal tuo punto di vista (è proprio il caso di dirlo), è possibile considerare le lenti a contatto un altro vantaggio per chi porta gli occhiali. Noi, (sono veramente miope anch’io) possiamo permetterci di scegliere: ‘stasera voglio poter avere l’occasione “di non vedere ciò che non voglio vedere” o vedere perchè ho scelto di farlo?’…è un privilegio, una scelta, che chi non porta gli occhiali non può peremettersi.

  4. 4 newyorker 11 ottobre 2007 alle 10:23 am

    spesso gli occhiali sono un nascondiglio….e tu, mi sembra, l’hai sempre cercato. Con le lenti a contatto dovrai uscirne…te la senti?

  5. 5 #6 11 ottobre 2007 alle 11:35 am

    Io da quando ne avevo 9
    😉

  6. 6 odiamore 11 ottobre 2007 alle 12:12 pm

    Newyorker: certo che gli occhiali possono essere un nascondiglio – non per altro ho esplicitamente usato il termine maschera 🙂

    Tutti gli altri (magari new york compreso?): bloggers quattrocchi, uniamoci!!!

  7. 7 ape 11 ottobre 2007 alle 2:14 pm

    …togliersi gli occhiali a volte è un pò come prendersi delle libertà, stroppiciare gli occhi e sfuocare la realtà circostante.

    io indosso a volte lenti a volte occhiali, ma questi ultimi danno anche un tono!

  8. 8 laprofumiera 11 ottobre 2007 alle 4:30 pm

    io gli occhiali li metto solo per guidare perchè ho un difetto diciamo “tecnico” e non “pratico”…
    per me gli occhiali sono un po’ una tortura, infatti devo lasciarli in macchina per non dimenticarli… e non riesco nemmeno a dire che fanno parte del look, perchè – diciamoci la verità – sarò una fashion victim, ma non posso spendere €400,00 all’anno per essere alla moda!

    Sai che esistono delle lenti a contatto rigide che si mettono solo x dormire e sono in grado di portare elasticamente la retina alla posizione giusta x vedere correttamente? e la retina, quando le togli, rimane in posizione tutto il giorno??

  9. 9 Brain 11 ottobre 2007 alle 5:56 pm

    Senza occhiali mi sento nuda.
    🙂

  10. 10 odiamore 11 ottobre 2007 alle 6:32 pm

    Brain: anch’io senza occhiali mi sento nuda, anzi nudissima! e mentre lo scrivo mi maledico perché ho messo le lenti ma non ho portato dietro la custodia, quindi non le posso togliere come vorrei!

    Laprofumiera: sapevo di queste lenti da indossare di notte, ma non ho mai parlato con nessuno che le abbia effettivamente utilizzate. E comunque è vero che gli occhiali costano, ma io ieri ho sborsato 40 euro per sei lenti (tre paia), il liquido per pulirle e, soprattutto, le importantissime lacrime artificiali. Facciamo due conti: un paio di lenti usa e getta dura due settimane, quindi i 40 euro, più o meno, valgono per sei settimane. 52:6=8 con resto di 4. Per un anno, pertanto, si spendono in lenti e annessi un po’ più di 40*8=320 euro. Circa la cifra che spenderei io per un paio di occhiali con lenti buone e montatura non firmata, che di solito mi durano un paio d’anni. Quindi occhiali battono lenti 2 a 0, almeno sul piano del risparmio!

  11. 11 Dalele 15 ottobre 2007 alle 8:58 am

    Le cosidette lenti rigide che si portano di notte trattasi di “ortocheratologia” un “sistema” che va a modificare la “cornea” durante il riposo notturno per garantire in un breve lasso di tempo di poter fare a meno degli occhiali di giorno. Non tutti gli ottici praticano questa branca dell’ottica ma chi lo fa è cmq ben specializzato sulla materia. Sostanzialmente è come essere operata agli occhi con la differenza che non intervieni con un bisturi sull’occhio e se vuoi puoi tornare in altretttanto poco tempo agli adorati occhiali.
    Ps: è vero le lenti costano quanto gli occhiali, ma le lenti a contatto hanno il vantaggio di dare una visione più naturale che non gli occhiali. Quantomeno.

  12. 12 distretto71 16 ottobre 2007 alle 12:10 am

    Ehm, io direi cosa? Guarda la tag cloud e vediamo un po’ chi dice cosa a chi… 🙂
    Sul tema occhiali vs lenti mantengo un’incoerente indecisione di fondo da più o meno un ventennio. Ok, sono piuttosto ostinato (un modo delicato per dire testone!): il tutto è iniziato perché portavo 1 sola lente (ho un difetto piuttosto strambo anche se piuttosto comune: sono anisometrope) e rigorosamente a contatto. Poi sono diventate due, sempre a contatto. Poi un giorno mi sono scocciato di acc-il-liquido-dove-l’ho-messo-e-lo-scatolino-perché-non-me-lo sono portato-dietro e sono passato agli occhiali. Ma non solo io: tutto il mondo ha scoperto che IO avevo gli occhiali. Curioso, quando gli altri realizzano che non vedi, più o meno come non vedere: solo che “non vedere” non è davvero spiegabile, mentre gli occhiali sono lì, un dato oggettivo. Insomma: a seconda della difficoltà delle varie resurrezioni mattutine scelgo se indossare lenti o occhiali e così, alla fine, ho entrambi i vezzi: quello di decidere di non vedere, e far subire quello sguardo un po’ sperso che si ha senza correzione alcuna, e quello invece di manifestarmi senza la seppur minima difesa di una montatura e senza vedere il mondo da una finestra ma nella sua interezza. Il bello è che a volte mi dimentico: e così tento il metti-togli l’occhiale anche quando ho le lenti… Fa pensare sul valore delle abitudini, e sull’inutilità ostile che io sono convinto sia la loro radice perniciosa: quindi, via gli occhiali, Odiamore!

  13. 13 Etrusco 29 dicembre 2007 alle 11:22 pm

    A me prescrissero gli occhiali a 4 anni, mia madre si accorse che per guardare goldrake alla tv strizzavo gli occhi. Ricordo che all’asilo ero l’unico bambino che li portava ma io non facevo caso a questa cosa.
    Poi iniziò la scuola elementare e anche lì, in una classe di 25 alunni ero
    l’unico “sotto vetro” così iniziò il rifiuto per gli occhiali perchè mi sentivo inferiore agli altri, specie alle bambine. Ricordo i richiami della maestra,quando non li mettevo.
    ricordo l’ “odiata” dottoressa che passava in classe con lo strumento per
    la misurazione della vista una volta l’anno ,lo appoggiava sulla cattedra e
    uno a uno ci visitava e mentre tutti i miei compagni riuscivano a leggere anche le ultime righe, io sapevo che al mio turno non ci sarei mai riuscito.
    Strizza, strizza gli occhi ma per me niente, solo palline nere le ultime righe. Poi andava a finire con la solita frase della dottoressa ” tu devi portare gli occhiali” e tutti intanto sghignazzavano! Solo una mia compagna fu “solidale” con me una volta: quando teneramente con una salvietta, mentre io piangevo dalla disperazione di questa visita, prese i miei occhiali dall’astuccio, li pulì e me li mise.
    Dalla fine delle elementari in poi non li ho mai più rimessi e fortunatamente il difetto non è progredito io penso anche per questo motivo.

  14. 14 odiamore 30 dicembre 2007 alle 9:35 pm

    Etrusco, che bel commento, malinconico il giusto 🙂 ma come fai a vedere se non indossi gli occhiali pur avendone bisogno, almeno secondo l'”odiata” dottoressa? Be’, se ci penso bene anche io all’inizio li portavo e non li portavo, poi però vuoi perché avevo la sindrome da prima della classe e non potevo non riuscire leggere la lavagna, vuoi perché facevo le medie e nella mia classe una delle ragazze più carine li portava, alla fine mi ci si sono abituata…

  15. 15 Etrusco 2 gennaio 2008 alle 11:53 pm

    Ciao Odiamore, te ne potrei raccontare altri di aneddoti sulla mia infanzia e il problema degli occhiali…
    Comunque io, essendo astigmatico, da piccolo di -2,00 ad entrambi gli occhi e ora che son ben grandicello ridotti a -1,00, proprio come te mi sono costruito il mio mondo, interpretandolo nei limiti delle distanze osservabili a me
    consentite. Cosicchè una persona vista a 50 metri, la riconosci più per il suo modo tipico di camminare che per la sua faccia ,anche i giocatori allo stadio li riconosci per i capelli o per il modo di correre o per la statura. Un bel panorama sei costretto a guardarlo più a lungo per cercare di mettere a fuoco l’infinito, però così facendo te lo dimenticherai più difficilmente!! Quando aspetti il bus alla fermata, magari vedi il 2 davanti a un 8 o uno 0, o un 6???
    Questa estate però ho fatto l’exploit; mi sono deciso ad andare presso un negozio monomarca di occhiali a fare una prova della vista. Così dopo tanti anni ho riprovato la sensazione di rimettermi gli occhiali…e effettivamente devo riconoscere che il mondo a 11/10 è più bello.
    Ora devo riuscire a rompere il ghiaccio…


  1. 1 La precarietà sta tutta in uno shampoo « OdiAmore Trackback su 13 gennaio 2008 alle 6:27 pm
  2. 2 Questo è un blog 4occhi « OdiAmore Trackback su 9 marzo 2008 alle 3:19 pm

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