Né troppo né poco

Ecco un aspetto della purittana che mi ero dimenticata di menzionare. Qualche tempo fa mi è capitato che una (sedicente) amica insistesse per farmi incontrare un suo conoscente, che secondo lei poteva essere particolarmente “compatibile con i miei standard”. Non che io abbia dei veri propri “standard”… beh, qualcuno sì… comunque, non divaghiamo.
Premetto che lei è fidanzata, direi anche con soddisfazione reciproca – informazione che ritengo necessaria per il seguito, altrimenti non mi sarei premurata di fornirla 🙂
Bene. Usciamo – o, meglio, io li raggiungo in un locale – e, preda di uno slancio di socievolezza, mi siedo accanto a lui intavolando una conversazione. Né brillante né noiosa. Potrei definirla una conversazione da galateo, dal momento che non ne ricordo i contenuti ma neanche a essa associo sensazioni di noia o fastidio.
In breve: questo ragazzo non mi piaceva né mi dispiaceva. Comunque, avendo religiosamente letto tanta chick-lit, pur continuando a preferire Jane (Austen) ho ritenuto mio dovere saggiare le possibilità di incontro sino in fondo. Mi sarei dunque aspettata, durante il proseguire della serata, di continuare a discorrere amenamente con lui così come era successo sino a quel momento. E invece. La mia (sedicente) amica, senza tanti mezzi termini, gli si è, come dicono alcuni, “accollata”, monopolizzandone l’attenzione sino a fine serata. Ho provato, almeno all’inizio, a inserirmi tra i due – e lui, carinamente, mi ha anche degnato di una certa attenzione. Non troppa né poca, ed è anche per questo che, a conti fatti, io non ho insistito più di quanto ritenessi necessario per poter poi ricevere la solita telefonata di Candi e non darle la solita risposta: “non è successo niente di niente di niente. Esattamente come al solito”.
Qualche tempo dopo, il ragazzo né troppo né poco è tornato da un viaggio, e la mia (sedicente) amica mi ha nuovamente proposto di unirmi a loro.
Prima di uscire, mentre passavo i soliti 45 minuti a cercare di districare i nodi tra i capelli, mi sono accorta che stavo meditando una strategia: “accollarmi” al ragazzo né troppo né poco, corteggiarlo, vezzeggiarlo; in una parola, sedurlo. Ma non per sedurre lui, bensì per mettere in disparte lei. Per farla scendere dal palcoscenico e per costringerla al ruolo di spettatrice.
E’ tremendo: la purittanità è contagiosa. Ragazze, attenzione.
Perché a 15 anni può anche essere normale corteggiare o lasciarsi corteggiare per fare un dispetto a qualcuno – e qualsiasi donna affermi di non averlo mai fatto è soltanto perché non ha ancora l’età legale per comprarsi un pacchetto di sigarette. Ai tempi di mia nonna si diceva “fare la civetta”. Ma quando si è più vicini ai 40 che ai 15 (e per me è così, anche se mi fa un certo effetto scriverlo), non ci sta proprio. Se una persona non ti interessa, non cerchi di sedurla tanto per avere un pubblico più numeroso – perché la (sedicente) amica mi avrebbe invitato a uscire, infatti, se non per avere più spettatori paganti?
A essere sincera, però, scrivo tutto questo anche perché un po’ invidiosa, dopotutto. Perché, lo ammetto, io ho dei problemi a far capire a un ragazzo che mi piace il fatto che mi piace – e che se non gli rivolgo la parola non è perché mi sta antipatico, ma perché ho paura di dire qualcosa di irrimediabilmente stupido / noioso / offensivo (perché mi capita anche di dire cose molto offensive, quando sono sotto tensione). E, ancora una volta, mi verrebbe da risolvere il problema “facendo esercizio di seduzione” con qualcuno che non mi interessa affatto – e del cui giudizio su di me, per tanto, mi disinteresso completamente. In una parola, mi verrebbe da fare la purittana con il primo che passa – che deve letteralmente essere uno che passa, altrimenti non conta – nella speranza di essere poi più sciolta con chi invece si è fermato per restare.
Lo ripeto: la purittanità è sottilmente, perniciosamente contagiosa. Ragazze: fate sempre molta attenzione.

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7 Responses to “Né troppo né poco”


  1. 1 xlthlx 16 settembre 2007 alle 11:55 pm

    ricevuto [grazie del consiglio]

  2. 2 ilredeire 17 settembre 2007 alle 10:49 am

    Passavo di qua x caso 🙂
    Sono il secondo che passa… va bene lo stesso 😉

  3. 3 newyorker 17 settembre 2007 alle 2:50 pm

    non credo che tu voglia veramente comportarti così, posso invece credere che tu abbia bisogno di una buona dose di autostima. Forse ho detto una cavolata ma è solo un gioco 🙂

  4. 4 .mau. 17 settembre 2007 alle 5:22 pm

    Hai mai pensato a uno speed dating? Mi sembra il posto ideale per fare prove di seduzione a costo emozionale zero.

  5. 5 odiamore 18 settembre 2007 alle 4:21 pm

    Per .mau. No, non ci ho mai pensato. Quando ti ho letto, ci ho pensato un po’: per me non funziona. E poi non è che voglia “fare prove di seduzione a costo emozionale zero”. Vorrei soltanto: 1. non essere più neanche tentata dalla purittanità; 2. essere arrivata a un punto della mia vita in cui la seduzione è qualcosa di connaturato al mio modo di essere – id est: spontaneo. Confido nel fatto che la consapevolezza sia un ottimo punto di partenza 🙂

    Per newyorker: no, non voglio davvero comportarmi così, e non lo faccio. Fortunatamente. Cosa vuol dire “autostima”? 😉

    Per ilredeire: mi spiace, ma il secondo non va bene affatto… Comunque 😀 😀

  6. 6 laprofumiera 20 settembre 2007 alle 5:40 pm

    hai detto bene… SEDICENTE amica… le peggiori. Quelle che sembra che per te potrebbero abbattere una montagna, ma al massimo possono abbatere un abete e mettertelo…
    Cmnq secondo me è brutto, ma un po’ di gioco di seduzione ogni tanto ci vuole… anche senza un secondo fine, per mantenere viva in noi donne un’arma che ci appartiene, e anche per gareggiare sottilmente con le altre donne… tanto è inevitabile!!
    Sarà perchè il succo della questione è che noi donne siamo un po’ perverse e stronze tra di noi

  7. 7 distretto71 21 settembre 2007 alle 10:31 am

    Tesi: puritana=brutto
    Antitesi: putittana=brutto
    Sintesi?
    😉


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