La scatola vuota

Qualche sera fa stavo passeggiando per il centro con una coppia di amici sorbendo una granita gusto ACE super chimica (a Cuba se le scordano, con i loro succhi di frutta spremuti al momento!), quando uno dei due, in risposta a una mia osservazione, ha ribattuto “Va beh, dai, potrai farlo con il tuo nuovo fidanzato!”

Il mio nuovo fidanzato… che concetto astratto. “E’ come una scatola vuota: sai com’è fatta, sai che è una scatola, ma non c’è un contenuto.” “Beh, cara – mi ha risposto – meglio una scatola vuota che una scatola piena di merda!”

Sono riuscita, non so come, a trangugiare la granita che stavo bevendo proprio mentre lui ha pronunciato queste parole. Non mi sono strozzata, e ancora adesso non so come ho fatto.

Ha ragione lui, certo. Però ‘sta faccenda della scatola mi ha dato da pensare, contenuto a parte.

Il mio nuovo fidanzato sarà – e già mi sforzo a essere super ottimista semplicemente con il fatto di aver scelto il futuro indicativo anziché il condizionale – una persona con cui avrò grande intimità. Gli racconterò cose che magari non ho mai detto a nessuno prima, dormiremo insieme, cucineremo insieme, faremo sesso, andremo in vacanza insieme e tutte quelle altre cose che, a memoria, si fanno insieme quando si è fidanzati. Ora, delle due l’una: si tratterà di una persona che ora non conosco oppure di una persona che conosco già.

Nel primo caso, trovo – in questo preciso momento, almeno – del tutto assurdo anche soltanto pensare di poter, tanto per dire, chiamare “cucciolotto” una persona che non conosco! Non che abbia nessuna intenzione di chiamare nessuno “cucciolotto”, per carità; lo trovo pericoloso per la sopravvivenza della specie umana. Era così per fare un esempio. Trovo altrettanto assurdo pensare di dividere il bagno con una persona che non conosco; ecco: lo spazzolino da denti. Credo di non essere una persona fissata con l’igiene, e chi è entrato in casa mia non stenterà a crederlo, però fin dalle elementari mi hanno insegnato con dei tristissimi opuscoli a fumetti che lo spazzolino da denti è una cosa molto personale, da non scambiarsi con nessuno a meno che il mondo non stia per finire oppure ci sia un’intimità tale.. beh, insomma, ci siamo capiti – non che questo dettaglio l’avessero specificato negli opuscoli per i bambini di sei anni, però a chi non è capitato di usare lo spazzolino di qualcuno con cui anche soltanto ci si è scambiati lunghi baci appassionati davanti al sole al tramonto (versione per le scuole medie)? E, invece, potrei trovarmi da qui a qualche settimana / mese / anno a usare allegramente lo spazzolino di una persona che, hic et nunc, non so neanche che esiste; una persona che, del tutto a mia insaputa, vive e respira a tot chilometri di distanza da me (e magari, proprio adesso, sta usando lo spazzolino di chissà chi). E’ strano, no?

Ma il secondo caso, se ci penso bene, è ancora più inquietante. Perché significa che adesso io conosco una persona con la quale, tra qualche settimana / mese / anno potrei trovarmi a scambiarmi il fatidico spazzolino, oppure con la quale potrei discutere sul mezzo di trasporto più idoneo per raggiungere la meta delle vacanze di Natale. E si tratterebbe di una persona con cui, adesso, non ho assolutamente questo grado di intimità; una persona con la quale, adesso, non mi passerebbe neanche per l’anticamera del cervello l’idea di litigare perché è stato a mio avviso troppo gentile a dare un’informazione a quella tizia bionda e slanciata che aveva proprio bisogno di chiedere a lui dov’è la stazione, non poteva rivolgersi al vigile! Ehm, lo ammetto, sono piuttosto gelosa; mi sono fatta prendere dalla situazione. Eppure, scherzi a parte, potrebbe essere qualcuno che incontro ogni mattina al bar sotto casa… Beh, questo no, spero di no: non c’è proprio nessuno, in quel bar, con cui vorrei avere alcuno scambio umano più profondo rispetto al “mi passa il latte per favore”, e anche in quel caso se posso cerco sempre di farmelo passare direttamente dal barista dietro al bancone. Forse dovrei farmi il caffé a casa, o almeno cambiare bar.

E comunque. Ora che ci ripenso, è stato molto bello riferirsi alla mia scatola vuota con l’espressione “il tuo nuovo fidanzato” anziché usare l’espressione “il tuo prossimo fidanzato”. Perché c’è una sorta di incoraggiante stabilità, nella prima scelta. E c’è anche la speranza di una rottura con tanti cliché del passato. Mi piace, sia quel che sia il contenuto della scatola, che tanto non mi è dato conoscere con anticipo – e meno male che è così. O, se non altro, in questo primo giorno di lavoro dopo le vacanze mi va di concludere con un ottimismo che piacerebbe tanto a Pollyanna 🙂

Annunci

5 Responses to “La scatola vuota”


  1. 1 .mau. 27 agosto 2007 alle 9:19 pm

    hai dimenticato la terza via: un bloggher, che conosci ma solo virtualmente. E credo sia ancora peggiore delle altre due.
    (beh, no. Ho avuto una fidanzata conosciuta su Usenet, in effetti 🙂 )

  2. 2 fuoripista 28 agosto 2007 alle 1:34 pm

    a me è capitata la soluzione numero 1, e adesso condivido lo spazzolino con una persona che poco più di due anni fa non sapevo nemmeno che esistesse… e mi piace da morire! 😛

  3. 3 odiamore 28 agosto 2007 alle 7:13 pm

    Per .mau.:
    Argh! No, la conoscenza virtuale giammai! ne faccio un punto d’onore. Tertium non datur, o almeno incrocio le dita. Anche se, dati (alcuni) precedenti, forse potrebbe essere una ventata di novità nel mio modo di rapportarmi agli altri esseri umani.

    Per fuoripista:
    che bello 🙂

  4. 4 BMV-Pedrita 30 agosto 2007 alle 12:07 pm

    tutte belle e positive le cose che scrivi, specie l’idea di chiamarlo nuovo anzichè prossimo.

    però una cosa: ‘sta questione del condividere lo spazzolino ti prego no!
    a me in 10 anni non ha mai sfiorato l’idea. sono rimasta agli opuscoli di quando avevo 6 anni, però sui miei c’era scritto di non condividere mai lo spazzolino con nessun altro e io così ho fatto. 😀

  5. 5 odiamore 31 agosto 2007 alle 11:45 am

    Pedrita, ma lo sai che la questione dello spazzolino ha scatenato una polemica anche verbale che non finisce più?!? Anche sui miei opuscoli c’era il veto della condivisione, certo; infatti confesso che, per ogni evenienza, giro sempre con una confezione di filo interdentale nella borsa 😉


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Feed RSS

Non conto un cazzo

Cosa ho scritto fino a ieri

Quanti sono passati di qui

  • 80,722 hits

Creative Commons License
Se avessi voluto tenermi tutto per me avrei continuato a scrivere un diario segreto chiudendolo con un lucchetto. Quanto scritto nel blog, tuttavia, è protetto da una Licenza Creative Commons.

click analytics

Costellazioni

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

agosto: 2007
L M M G V S D
« Lug   Set »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: