Dove gli uomini guardano le donne

I cubani guardano le donne. Tutti i cubani guardano tutte le donne – le eccezioni non sono ammesse.

Non si tratta soltanto di qualcosa che abbiamo riscontrato Candi, Peggy e io in quanto turiste che non fanno niente per nasconderlo (Peggy, ad esempio, era solita aggirarsi con un’enorme macchina fotografica appesa al collo e un cappellone azzurro sopra i capelli biondi, e mi si dica se questo non è il noumeno della turista fattosi persona fisica!). Ho avuto diverse occasioni di trascorrere anche ore di fila seduta in un ottimo punto di osservazione – in spiaggia all’ombra di una mangrovia o al tavolo di un bar sorseggiando bevande a base di rum (e adesso basta, non lo scrivo più!); ho girato Cuba dall’estremo est all’estremo ovest, passando per città e per paesi di duemila abitanti, per località turistiche e in luoghi in cui probabilmente noi eravamo i primi turisti nel senso moderno del termine; ho rispolverato il mio spagnolo attaccando bottone con ogni genere di persone, dal contadino-mandriano al cocotaxista al suonatore di maracas dell’hotel Inglaterra dell’Avana.

E’ una realtà: gli uomini cubani guardano le donne (cubane o no che siano, sembra importi poco), le squadrano dalla testa ai piedi e in molti casi fanno dei cosiddetti apprezzamenti tipo “Qué linda”, “Hola mujer” o il semplice “Psst” che sibilano i meno loquaci – tipicamente seduti in gruppetti sui gradini delle case.

I primi giorni, prima di prendere atto della realtà oggettiva, la cosa era abbastanza inquietante: in Italia (per non parlare del resto dell’Europa) non mi è mai successo di riscontrare niente del genere. D’accordo: a volte capita per strada che gruppi di uomini, proprio in quanto forti dell’essere in gruppo, ululino apprezzamenti non molto originali a gruppi di donne, o al limite a donne sole (ma è più raro); a volte capita, sempre per strada, che lo facciano anche uomini soli, ma si tratta di uomini – come esprimerlo in modo politicamente corretto? – con i quali non prenderesti mai neanche in considerazione l’idea di scambiare due parole, uomini ai quali non chiederesti informazioni, uomini che preferiresti fossero cancellati all’istante dalla faccia della terra e i cui supposti complimenti in realtà ti mortificano profondamente.

A Cuba le cose invece vanno un po’ diversamente. Il modo migliore con il quale posso descrivere la percezione che se ne ha (o che, comunque, ne ho avuto io) è il seguente: mai, neanche una volta, ho avuto paura. Neppure quando, una sera, mi è capitato di percorrere circa cinquecento metri da sola in una strada non illuminata e i commenti e i vari psst non si sono certo sprecati. Ho più paura, o comunque mi sento più a disagio, le volte in cui mi capita di tornare a casa da sola la sera – con tutto che abito a un isolato dalla piazza principale della mia città.

Sempre, quando giravamo in gruppo, gli uomini attaccavano sì discorso con noi, ma non con noi donne bensì con il fidanzato di Candi. Sempre, nei locali da ballo, gli uomini venivano a chiederci di ballare, però anche in questo caso il primo contatto era stabilito con il fidanzato di Candi; e se, in quel momento, lui era assente, era comunque interpellato al suo ritorno.

Un’unica volta mi è successo che un uomo (beh, un ragazzo che sarebbe forse più appropriato definire ragazzino, ma fa lo stesso) parlasse direttamente con me; durante una escursione in un parco naturale siamo stati accompagnati lungo il percorso da una guida – peraltro caratterizzato da una ostinata propensione al silenzio, del tutto insolita  per i cubani – e, sorpresi da un temporale, ci siamo riparati sotto il portico di una casa abbandonata insieme ad altri escursionisti. E lì abbiamo iniziato a parlare, e mi ha invitato a uscire la sera per andare a ballare. Ora che ci penso, il primo appuntamento galante che potevo avere dopo circa… beh, dopo un certo numero di mesi che preferisco non definire con chiarezza.

Bene: sicura di aver ormai ben assimilato le usanze del luogo – ossia: gli uomini guardano le donne però parlano con gli uomini – ho chiesto al fidanzato di Candi, al ritorno, di andare dal giovane ballerino di salsa + guida naturalistica + primo uomo che mi ha chiesto di uscire dopo un tempo imprecisato e di chiedergli ora e luogo dell’appuntamento, a cui ho dato per scontato fossero comunque tenuti in conto anche i miei amici.

Lui gli ha parlato un po’, mi ha guardato ancora una volta con uno sguardo pieno di sottointesi e, la sera, non si è presentato.

Dove ho sbagliato?????

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7 Responses to “Dove gli uomini guardano le donne”


  1. 1 ilredeire 23 agosto 2007 alle 1:09 am

    Hai visto cosa succede quando gli uomini parlano fra di loro! Vatti a fidare…
    Comunque, potrebbe essere successo un imprevisto!
    Non ti abbacchiare, a mio avviso non hai responsabilità!

  2. 2 .mau. 24 agosto 2007 alle 10:03 am

    mi sa che una volta che l’uomo aveva rotto il tabù del “non si parla con le donne” tutti gli altri non dovevano più entrare nel giro.

  3. 3 odiamore 24 agosto 2007 alle 4:46 pm

    Per Ilredeire: grazie per l’incoraggiamento, ma purtroppo ero presente quando si sono parlati (ancorché defilata) e non è che si siano detti molto più di dove-come-quando 😦

    Per .mau.: ottima chiave di lettura, grazie! ci penso su 😉

  4. 4 Antonio 27 agosto 2007 alle 11:20 am

    Cuba come Stagliozzo.
    Fisica, urge viaggio al centro dell’Appennino meridionale: troverai Aglianico invece di rum, ma uomini che guardano le donne e dinamiche antropologiche altrettanto caraibiche.
    ps. Hai una collega come guida, hai un amico della collega come seconda guida.
    Praticamente, ci siamo conosciuti adesso.
    A presto

  5. 5 odiamore 27 agosto 2007 alle 12:52 pm

    Buongiorno Antonio, e piacere di conoscerti 🙂 Adesso indago sulle guide, data l’esperienza passata ‘sta volta voglio andare sul sicuro!

  6. 6 Night Nurse 4 settembre 2007 alle 1:44 pm

    ..è tutto verissimo!!!..i cubani son davvero unici!
    Che bello leggere questo racconto!!!…oh mi vida…


  1. 1 La caccia all’Uomo « OdiAmore Trackback su 7 luglio 2008 alle 5:10 pm

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