Opportunità di incontro: chi va con lo zoppo impara a zoppicare?

Sabato sera, caso più unico che raro, ho partecipato a un evento decisamente mondano: festa glittering in collina. Traducendo, trattasi della festa di compleanno di una cara amica nella sua casa con giardino (più che altro un “piccolo parco”) e vista sulla città, con richiesta esplicita di un abbigliamento scintillante.

Io, ovviamente, non ho nessun capo d’abbigliamento che si possa considerare scintillante; sono solita vestirmi a tinta unita, e l’ultima volta che ho messo qualcosa con delle paillettes era carnevale e ancora non avevo perso tutti i denti da latte. Allora ho ripiegato su un vestito anni ’40 di mia nonna, pensando che il vintage in fondo va bene per tutte le occasioni. Come mi accade un po’ troppo spesso, ho commesso un gravissimo errore di valutazione: uno degli invitati, debitamente istruito dalla festeggiata, ha ritenuto di dovermi adeguare allo spirito della festa, e il mio vestito a fiori vecchio di sessant’anni è ora pieno di brillantini (non quelli cosmetici, ma proprio quelli che usano alle scuole d’arte), così come praticamente tutta la casa e il mio cuoio capelluto – sul corpo sono riuscita a estirparli quasi tutti, dopo essermi a lungo spazzolata con un guanto di crine che mi ha tolto qualcosa come tre strati di pelle. Chissà cosa direbbe mia nonna.

E comunque, bando alle ciance. Ho trascorso buona parte della serata a parlare con un’amica di Candi sulle opportunità offerte oggi a una giovane donna di conoscere giovani uomini.

1. Le feste. E’ stato il primo esempio a venirci in mente, dal momento che ci trovavamo proprio a una festa – per di più molto bella e piena zeppa di gente che non si conosceva. Pur tuttavia, considerando che siamo state sedute per più di un’ora in una zona di passaggio obbligato sul percorso che dal buffet portava al tavolo con gli alcolici; io ero talmente piena di brillantini sulla testa che brillavo più di tutto l’impianto luci dello Studio 54; lei portava un vestito scollato di pizzo nero e, a tratti, un cappello da cowboy pieno di paillettes viola e, nonostante questo, l’unica persona che ci ha rivolto la parola era una ragazza barcollante in cerca di un accendino, direi che il rating è un bel 3-.

2. Amici comuni. Essendo uomini, ti parlano di lui prima di fartelo incontrare, tanto per capire se potreste per lo meno andare d’accordo. Venerdì scorso il mio amico di vecchissima data 3C – con cui ho un appuntamento al mese per scoprire se l’altro ha conosciuto qualcuno di nuovo che arricchisca il carnet – mi ha parlato di un certo Gigi, e sono subito partite le domande a raffica: “Legge Harry Potter?”, “Sa cucinare?”, “Che lavoro fa?”, “Che lavoro vorrebbe fare se non facesse il lavoro che fa?”, “Gli piace il cinema? l’arte contemporanea? gli origami?”… Quando mi sono sentita chiedere “E’ automunito?”, però, mi sono resa conto del fatto che stavo, almeno in teoria, chiedendo informazioni su un possibile giovane uomo con il quale uscire – non stavo facendo un colloquio di selezione per un possibile stagista.

Voto: 7+, almeno per la fase di selezione a tavolino – sempre che l’amico comune sia simpatico, spiritoso e ti offra dell’ottima birra. N.C. per quanto riguarda i risultati – mi sa che dovrò aspettare settembre prima di conoscere il fantomatico Gigi (che, per la cronaca, è automunito).

3. Amiche comuni. Essendo donne, cercano più o meno consapevolmente di rifilarti i loro scarti. Solitamente, gli scarti si dividono tra ex fidanzati e corteggiatori indesiderati. I primi sono tipicamente attraenti, indisponenti e aggressivi; i secondi, terribilmente malinconici. In entrambi i casi, non può funzionare, dal momento che gli ex fidanzati non vogliono altro che vendicarsi dell’amica, e i corteggiatori indesiderati pure.

Voto: 6, perché comunque si tratta quasi sempre di tipi tutto sommato piuttosto simpatici – e tipicamente l’appuntamento galante diventa un’occasione per tirarsi un sacco di pacche sulle spalle mentre – il più delle volte a ragione – si parla male della comune conoscenza.

4. Coppie di amici. Non mi è (ancora?) mai successo di fare “uscite a quattro” con coppia di amici + amico scoppiato. Mi racconta però l’amica di Candi che la situazione peggiore che possa capitare è l’invito a cena a casa della coppia di amici in cui soltanto quando entri in cucina scopri che il tavolo è in realtà apparecchiato per quattro, e tu non hai idea di chi sia il quarto finché non suona il campanello e non mandano te ad aprire con qualche scusa improbabile. Tipicamente, il quarto è amico di Lui, ed è zoppo, gobbo o comunque misogino. Nel caso in cui sia amico di Lei, è gay, infelicemente fidanzato o innamorato di lei da una vita – e in questo caso Lui passa la serata a fare battute a sfondo sessuale “tanto per incentivare un po’ l’intimità”.

Voto: 5/6, perché può capitare, se non altro, di mangiare bene.

Resta comunque irrisolto l’interrogativo che dà il nome al post – lei si è sempre rifiutata di uscire con chiunque le sia stato proposto con questa modalità a parte un unico caso: lui però non soltanto non era zoppo, ma era un appassionato di corsa ad alta quota. Dopo averla portata a camminare (bontà sua) a 1500 metri di altitudine nel mese di febbraio, mentre la riaccompagnava a casa le ha proposto di rivedersi il giorno dopo: “Sai, mia madre sostiene che se non faccio un figlio adesso probabilmente non avrò più occasione. Ti andrebbe di venire a cena da me?” Lei fortunatamente era talmente stanca che non ha nemmeno replicato.

Questo racconto ha posto fine alla nostra conversazione, e siamo andate a ballare – tappa obbligata, il tavolo con i superalcolici. Dopo il tavolo non ricordo più molto, se non che, tornata a casa barcollante sui tacchi alle sei del mattino, ho lasciato sulle scale del mio condominio una striscia di brillantini che neanche Pollicino…

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10 Responses to “Opportunità di incontro: chi va con lo zoppo impara a zoppicare?”


  1. 1 .mau. 23 luglio 2007 alle 4:12 pm

    va bene, non ti presento nessuno (a parte che a Torino non è che ormai conosca così tanta gente) 🙂

  2. 2 xlthlx 23 luglio 2007 alle 4:53 pm

    in sostanza, mi stai dicendo che non ho nessuna occasione.
    oddio, non che non lo sapessi gia’…

  3. 3 Ilredeire 23 luglio 2007 alle 11:56 pm

    Il tuo post è molto divertente, il fatto che prenda spunto da storie realmente accadute lo rende in certi punti piuttosto cinico, a me ha fatto veramente sorridere 🙂
    Rispondendo alla domanda in oggetto, è più facile che chi vada con lo zoppo impari a zoppicare, piuttosto che il contrario, ma due zoppi insieme camminano meglio che da soli!

  4. 4 odiamore 24 luglio 2007 alle 11:33 am

    Per .mau.
    Ma no, anzi! le occasioni d’incontro create dagli uomini sono le uniche vagamente sensate – nel senso che, almeno, ti fai due risate 😀

    Per xlthlx
    Mia nonna direbbe: L’occasione fa l’uomo ladro; io sostengo che le occasioni è meglio che più che occasioni siano casualità, tanto per non correre il rischio di essere beccati con le mani nel sacco. Fuor di metafora, e con un assurdo slancio di saggezza, mi verrebbe da risponderti che le cose succedono quando siamo disposti ad aprire gli occhi per renderci conto di ciò che accade 🙂

    Per Ilredeire
    Ma sei proprio sicuro che due zoppi insieme camminino meglio che da soli? mi sembra piuttosto (oggi ho proprio la fissa dei proverbi) che in questo caso chi fa da sé fa per tre!

  5. 5 ilredeire 24 luglio 2007 alle 12:48 pm

    Penso che se uno è zoppo dalla gamba destra e l’altro dalla gamba sinistra, unendo le forze si possa riuscire a farne uno sano, è una questione di volontà, certo che senza impegno magari è ancora più facile che sbattano il muso per terra.
    Poi vedi chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane, due zoppi insieme possono anche essere felici, se ognuno ha ciò che manca all’altro!

  6. 6 Brain 24 luglio 2007 alle 2:30 pm

    le cose succedono quando siamo disposti ad aprire gli occhi per renderci conto di ciò che accade
    Niente da fare: sei proprio una saggia donna 😉

  7. 7 ginola 24 luglio 2007 alle 7:30 pm

    Ciao! seccondo io, devi parlare te co’ uomini. No solo aspettare che essi parlare con te…quello momento *best*. Se vedi qualcosa d’interessante, alla caccia!!!

    Feste occasioni miglori!!!!

    Amici comuni sempre stronzate…amici mai capiscono gusto tuo…è tragedia…..

    mangiare bene sempre comunque ottima scelta,

    DaviiiiiiiD

    “Jez : ‘Crunchy Nut Cornflakes are just Frosties for wankers’
    Mark : ‘No Frosties are just Crunchy Nut Cornflakes for people who cant face reality'”

  8. 8 ginola 24 luglio 2007 alle 7:33 pm

    p.s. cosa essere brillantini?

  9. 9 odiamore 25 luglio 2007 alle 11:46 am

    Sono sinceramente incuriosita dal commento di ginola. Lamponcina e io crediamo si tratti di uno straniero – oppure no? Mah…
    Amici mai capiscono gusto tuo è comunque una frase estremamente vera, grazie per avermelo ricordato.
    I brillantini sono una cosa piccola piccola e luccicante; se te li ritrovi addosso ti rimangono appiccicati a tutto il corpo e non riesci più a farli andare via – un po’ come i sentimenti…

  10. 10 wanderer 25 luglio 2007 alle 6:45 pm

    Jay, is that you? Would you Adam and Eve it, burk?

    Ginola’s not coming back, you know, he’s to busy being “worth it” for L’oréal….plus he’s tubbier than Ronald now and about as old as Milla was in ’90…

    nobody needs your comments on hooking up anyway, ‘cause no-one’s as much a slapper as you….get back to your ramen and teriyaki dammit!!!!!

    guess who loof?

    p.s. brillantini are glitter and your italian’s gone down the Kurt Cobain now, so get your act together me’lad, otherwise it’s time to go to coventry for you…

    p.p.s you’re still a nonce in my mind….28’s coming up soon….


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