Non dimenticare le conseguenze dell’amore

Post scritto da lamponcina

Dentro la musica trance vengono comprese tutte quelle sonorità, di stampo quieto e riflessivo, in grado di indurre, attraverso artifici psicoacustici, appunto uno stato di trance nell’ascoltatore.

I drones invece sono suoni con minime variazioni tonali che si ripetono, lunghi ma mai uguali a se stessi, forse più inquieti del trance. La distinzione è sottile.

Così la mia vita in questo momento: come i drones, i miei giorni si ripetono con delle minime variazioni che fanno sì che non siano mai uguali a se stessi.
E sono fortunatamente un po’ più inquieti della piatta quotidianità immobile e ripetitiva.
Nel film Le conseguenze dell’amore Titta Di Girolamo, il protagonista, non vive. Meglio, vive in una specie di trance, in cui ogni giorno si ripete uguale a se stesso, senza variazioni. Finché a un certo punto lui si appunta sul suo block notes “non dimenticare le conseguenze dell’amore“.

E da lì la sua vita cambia. O forse semplicemente inizia. Non si trasforma in un drones, ma in un’improvvisazione jazzistica.
Mi chiedo cosa serva a dare la spinta necessaria a decidere di uscire dalla trance (che al momento per me significa una vita che mi permetta di avere sicurezze e di non mettermi in gioco più di tanto, se non a livello mentale) e provare a improvvisare a cuor leggero, sapendo che in un’improvvisazione l’importante forse è l’intenzionalità, non esclusivamente il risultato.

Una persona che si autodefinisce come ormai “appartenente al limbo degli affetti” (e quindi inoffensivo) mi ha detto un paio di giorni fa, tra il serio e il faceto, che avrei dovuto “occupare più spazio nel mondo”.

Forse non si è reso conto di quanto vere fossero queste parole (o forse sì, se no non me le avrebbe dette!)…ma come si fa ad occupare più spazio nel mondo se si è abituati a vivere in una vita volutamente a formato mignon?

8 Responses to “Non dimenticare le conseguenze dell’amore”


  1. 1 A. 12 luglio 2007 alle 1:43 pm

    Mamma! Ne tiri fuori di domande e dicotomie da un milione di dollari (che seppure svalutato contro euro e sempre tanto)!!!
    Ti aspetti davvero che qualcuno risponda? Oppure aspetti qualcuno che ti faccia dimenticare le domande?

  2. 2 xlthlx 12 luglio 2007 alle 2:16 pm

    cosa c’e’ di male a vivere in una vita formato mignon?

  3. 3 Brain 12 luglio 2007 alle 6:18 pm

    Ok, da quello che dici, in questo momento vivo in trance….

  4. 4 odiamore 12 luglio 2007 alle 6:58 pm

    Mi associo a Brain. Fino a un certo punto, però; ossia: io sto cercando di uscirne, confidando nel principio nonnesco del “un passo alla volta”. Un passettino, per meglio dire; ma d’altronde mia nonna è alta un metro e quaranta.
    Alla mia Amica Lontana ripeto sempre il mantra minuto dopo minuto – e lei dice di trovarcisi abbastanza bene. La vita formato mignon non è sbagliata di per sé, il fatto è che il termine è venuto fuori mentre io e lamponcina stavamo chattando via Skype e cercavamo un modo di esprimere il concetto di “rimpicciolente” – e, come mi ha precisato lamponcina, “rimpicciolente nel senso transitivo”. E non mi piace, non mi piace, non mi piace. So che suona patetico, ma io mi guardo allo specchio e non riesco a sovrapporre l’immagine riflessa con la proiezione di me stessa nel futuro che facevo da bambina. E, ripeto, la cosa non mi piace neanche un po’.

  5. 5 xlthlx 12 luglio 2007 alle 7:54 pm

    come dice la canzone, spiego ai miei sogni il concetto di onesta’ ora che si son trasformati in una professione adatta. voglio la verita’ che ricordavo che questa e’ troppo brutta?
    boh. io me la sono cantata tante volte, ma ho l’impressione che sto cambiando idea: l’immagine che pensavo potesse essere mia probabilmente non era fattibile. e forse quella che vedo ora quasi quasi mi piace di piu’.
    sara’ che sono narcisa di natura?
    vabbe’ sto delirando. s’e’ capito qualcosa lo stesso?

  6. 6 numerosei 12 luglio 2007 alle 10:50 pm

    Qualche sera fa una persona cara mi faceva notare che a volte cambiamo senza accorgercene: basta poco, una maggiore attenzione nel vestire, un diverso modo di muoversi. Ma non sono i particolari: è l’insieme a risaltare. A volte facciamo tutto ciò inconsciamente, a volte lo facciamo consciamente ma non ci rendiamo conto di quanto stiamo cambiando, “nell’insieme”. Sono inizi di un meccanismo che vuole scardinare le abitudini, le giornate quiete, accomodanti e rasserenanti, che possono servire – per esempio – a recuperare le energie, ma che devono poi vedere queste energie messe in gioco.
    Gioco: questa è la parola magica: giocare con noi stessi, i nostri limiti e quelli degli altri. Cercando di star bene e di far star bene: i commenti come quelli del tuo amico non sono mai casuali. Chi li fa, che li voglia fare o che semplicemente “gli vengano”, in parte li “vede”. E forse il gioco è anche quella cosa che sta prima dell’amore-amicizia-innamoramento o che sta sul confine fra amore-amicizia-innamoramento e poi sta nell’amicizia-amore-innamoramento. Gradazioni della stessa cosa: forse per questo difficili da definire (mi riferisco a un paio di post fa). Quello che è ancora più difficile è giocare con libertà e con la libertà: poche e chiare regole fatte di libertà e accoglienza per sé e gli altri aiutano, troppe e astruse norme e molti e complicati lacciuoli impediscono. Si può sbagliare, ma “in queste faccende bisogna anche capire e farsi capire: quando si sbaglia nei giochi, beh, ci si riprende”, si chiede scusa o forse si difendono le proprie ragioni e poi, via, si ricomincia. E fuori dal campo amici come prima, forse più di prima. Ma – purtroppo – non succede quasi mai, “in queste faccende”: prese di posizione, di principio, retaggi e sconti e sovrapprezzi che si fanno pagare ad altri e si pagano a causa di altri. Trance, drones… è tempo di rock’n’roll! O salsa! O tango!😉

  7. 7 lamponcina 13 luglio 2007 alle 10:29 am

    A. : in realtà non mi aspetto nessuna delle due cose! Non voleva essere nulla di tragico, se non una constatazione della mia vita al momento…la trance d’altra parte è ricercata e i drones sono un accettabile compromesso in cui ti senti ancora reattivo e cosciente, ma comunque protetto da una sorta di ripetitività accudente.

    xlthxl: Afterhours?
    …io interpreto le tue parole in questo senso: l’interstizio che distanzia l’ideale che uno ha di sè da quello che in realtà è.
    Ed è in quest’area che ci si muove a seconda dei momenti della vita. Più vicini a come si è in realtà, o più vicini a come si vorrebbe essere. O sto delirando anche io?? ehm…

    Brain: visto che si parlava di trance, ma una bella tarantella per liberarsi?

    Numerosei –grazie! solo questo…

    Nelle nostre chattate di autocoscienza virtuale con odiamore, lei ha creato (e lo sappiamo che è un genio in questo!) un neologismo che è assolutamente postmoderno, ma a mio parere splendido…l’EGO-FARM…e qui lancio l’esca per un prossimo post 😉

  8. 8 xlthlx 13 luglio 2007 alle 8:40 pm

    interpretazione perfetta [e’ bello essere capiti…] e si, Afterhours.🙂


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Feed RSS

Non conto un cazzo

Cosa ho scritto fino a ieri

Quanti sono passati di qui

  • 79,422 hits

Creative Commons License
Se avessi voluto tenermi tutto per me avrei continuato a scrivere un diario segreto chiudendolo con un lucchetto. Quanto scritto nel blog, tuttavia, è protetto da una Licenza Creative Commons.

click analytics

Costellazioni

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

luglio: 2007
L M M G V S D
« Giu   Ago »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: