le persone “chissà”

Post scritto da lamponcina

Vorrei aggiungere una sfumatura lievemente diversa da quella che descrive Odiamore alle persone a cui dire grazie.
Sono anch’esse persone che hanno segnato in qualche modo la tua esistenza.
Sono persone che non conosci, ma hai incontrato per caso, e sempre per caso ci hai chiacchierato.
Ti hanno detto una frase illuminante che casualmente rispondeva alle riflessioni che stavi facendo per conto tuo, oppure semplicemente avete comunicato in maniera inaspettatamente profonda per una decina di minuti, cosa che non è assolutamente da sottovalutare.

Persone delle quali ti chiedi “chissà” cosa gli è successo? o come sta? o cosa ha deciso di fare?

La mia prima “persona chissà” è Chicco. Un ragazzino che incontrai con una mia amica alla fermata dell’autobus e che iniziò a raccontarci delle sue storie di vita e a chiederci della nostra. Era un sabato sera, e lui doveva andare in una città della cintura Torinese, ma aveva perso l’ultimo autobus per raggiungere la sua fidanzata e non sapeva cosa fare. Lo abbiamo incontrato per caso il giorno dopo. Era distrutto, aveva fatto a botte in discoteca ed era con un amico messo peggio di lui. Chissà che fine ha fatto?

Segue il Mangiafuoco che incontrai una sera fuori da un locale. Mi chiese del mio amore, e mi disse, senza sapere nulla della mia vita sentimentale “Non ti trascinare una storia che è già finita, ti fai solo del male”. Aveva terribilmente ragione. Chissà lui cosa ha fatto, aveva deciso di buttare in fumo il lavoro nella ditta di suo padre e per non fare il mantenuto si era messo a fare il mangiafuoco in giro per l’Italia.

Terzo chissà. Io e l’amore dell’epoca a Marsiglia due giorni. Situazione molto alla Jean Claude Izzo (permettetemi l’omaggio), ossia un bar molto marsigliese in una piazzetta molto marsigliese e sul nostro tavolino rotondo due pastis (altro omaggio dovuto).
Lei (eh si, questa volta era una lei!) che deve decidere se passare la sua vita a parigi con me o a marsiglia per i fatti suoi. Ed è un tormentone di mesi e mesi.
Si avvicina un ragazzo nero (altro dovutissimo omaggio) bello come il sole che la guarda e le dice, profetico: “A Marsiglia si fermano gli artisti, ma poi ti perdi, se vuoi trovare la tua strada vai a Parigi”. Così, dal nulla.
Il risultato è che lei ora è ancora a Parigi e fa il lavoro della sua vita, e pare proprio abbia trovato la sua strada.
Io me ne sono tornata con la coda tra le gambe, incapace di vivere serenamente la vita della metropoli e ho trovato la mia di strada… che ha preso tutt’altra direzione.
Il mio chissà è..ma chissà perchè a me non ha detto niente l’Oracolo nero?

By the way…credo di avere anche smesso con le donne!
🙂

3 Responses to “le persone “chissà””


  1. 1 odiamore 4 luglio 2007 alle 2:53 pm

    La mia prima persona “chissà” è il mio secondo fidanzato in ordine cronologico. Awhile lo chiama castelletto e ha le sue buone ragioni – che non spiegherò qui.
    Siamo stati insieme l’ultimo anno del liceo e il primo di università, con strascichi per un po’ di mesi del secondo. Parliamo dunque di una decina di anni fa, mese più mese meno.
    Mi ha scritto un’email nel 2006, più o meno in questo periodo, e siamo usciti a pranzo. Dopodiché, più nulla per dieci mesi circa, quando decido di scrivergli in occasione del compleanno. Mi risponde con un sms sei o sette settimane dopo, giustificandosi con una improbabile “rottura” della casella di posta elettronica. Mah. Non voglio desistere, tuttavia, quindi lo invito a cena e accetta. O sembra che accetti, perché in realtà mi telefona mezzora prima dell’appuntamento accampando scuse tipo “il cliente brasiliano ha perso l’aereo e mi tocca stare con lui”. Rimando alla sera successiva, ma il cliente brasiliano pare abbia l’abitudine di perdere gli aerei. Rassegnata, invio un sms tardivo in cui gli consiglio di rifarsi vivo quando questo tizio, finalmente, sarà partito in volo. Risposta pronta e rassicurante, tipo “certo! dobbiamo assolutamente vederci e per di più stavolta tocca a me [offrire la cena, NdR]”.
    Più niente, e sono passati ormai quattro mesi.
    E il motivo per cui Awhile lo chiama castelletto è collegato al fatto che sicuramente pagare una cena a me (tanto più ora che sono a dieta!) non intaccherebbe il suo patrimonio più di una vacanza in Polinesia.

  2. 2 .mau. 5 luglio 2007 alle 9:42 am

    Quando scopri qual è la logica dietro le persone “chissà”, me la segnali?

  3. 3 lamponcina 5 luglio 2007 alle 12:14 pm

    la logica delle persone “chissà” è che sono sporadici incontri, ti dicono frasi che ti colpiscono e che tu ti ricordi anche se avete parlato per pochi minuti.
    E ti portano a chiederti che fine hanno fatto.

    A parte questo, sono persone che di logica ne hanno molto poca e forse per questo possono essere illuminanti! 🙂


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