160 caratteri – spazi inclusi

Premetto che, pur senza rivelare la mia età – come ogni donna che si rispetti – posso affermare quasi con orgoglio di aver vissuto la mia adolescenza senza conoscere l’esistenza dei telefoni cellulari.
Il mio primo cellulare – che non era mio, ma mi era stato prestato da mia madre per le vacanze – l’ho avuto tra il primo e il secondo anno di università; tanto per dare l’idea, sono riuscita a farlo squillare davanti a un Masaccio, nel bel mezzo della navata centrale di Santa Maria Novella. Gli sms, ammesso che esistessero, non sapevo neanche cosa fossero.
Ho imparato negli anni a conoscerli, e ad apprezzarne l’utilità e importanza in casi in cui:
– non puoi telefonare. Perché sei afono, ubriaco, in riunione, in chiesa, a un appuntamento (galante o meno), al cinema, in un museo, in una zona in cui “prende poco”;
– non vuoi telefonare. Perché hai poco credito, il contenuto da comunicare è sulla falsariga di “arrivo in ritardo”, sai che il destinatario non è nella condizione di risponderti perché è afono, ubriaco, in riunione, in chiesa, sta partorendo, è o potrebbe essere a fare trekking sull’Himalaya.
La relativa frequenza di situazioni di questo tipo mi ha portato, progressivamente, ad affinare sempre più la tecnica dei 160 caratteri – spazi inclusi.
Mi è venuto in mente in ufficio, mentre spiegavo a una collega l’utilità di una funzione di “conteggio parole, caratteri eccetera” nella redazione di un testo, sottolineando il fatto che prima di imparare a cogliere con un colpo d’occhio la lunghezza indicativa di un brano mi è stato necessario fare centinaia di conteggi automatizzati.
Tempo fa frequentavo un gruppo di cui faceva parte una persona che non avrebbe mai destato il mio interesse non fosse stato per l’estrema bravura e oserei dire perizia con cui scriveva sms. E’ in quell’occasione, stimolata da un senso di sfida che Candi definirebbe – probabilmente a ragione – la mia “sindrome da prima della classe” (mancata, aggiungo io), che ho incominciato a far caso al modo in cui potessi, in 160 caratteri – spazi inclusi, convogliare emozioni, esprimere desideri: in una parola, corteggiare qualcuno, per quanto goffamente e senza quasi averne davvero l’intenzione. Infatti siamo finiti, dopo mesi di sms estremamente ricchi di contenuti e allusioni, alla scena del panino di cui ho parlato in un post precedente.

E questo mi porta a pensare che ci sono, oltre ai due sopra indicati, altri casi in cui l’sms sembra venirti in soccorso – quando vorresti telefonare ma non te la senti, perché:
– hai paura di disturbare, senza tener conto del fatto che, di solito, se uno proprio non vuole essere disturbato spegne il telefono;
– hai paura, per l’appunto, di trovare il telefono spento; questo porta con sé un senso di frustrazione indicibile, che non posso non paragonare a quando, ai tempi del liceo, prendevi il coraggio a quattro mani e, chiamata la casa in cui, oltre a lui / lei (ma i ragazzi li avevano questi problemi? mi sa di no), abitavano i genitori, non rispondeva nessuno;
– hai paura di trovare il telefono spento e, al contempo, che il destinatario abbia una di quelle diaboliche funzioni in cui, riacceso il telefono, l’operatore ti comunica chi nel frattempo ti ha cercato. Il corrispettivo, nel caso dei tempi del liceo, era che rispondessero i genitori, o un parente qualsiasi al quale, senza nemmeno volerlo, comunicavi i tuoi dati anagrafici nella (il più delle volte vana) speranza che l’oggetto del desiderio si prendesse la briga di richiamarti.
– non hai il coraggio di fare una telefonata vera e propria, ma vuoi comunque far sapere all’altro che – mettiamola come volete, ma è di questo che si tratta – stai pensando a lui / lei.

Ed è quest’ultima eventualità quella di gran lunga più perniciosa.

In primo luogo, perché quelli della mia generazione, gli adolescenti – ante – sms, non sono riusciti a sviluppare la forza emotiva necessaria per sopportare i tempi di attesa dell’eventuale risposta. Non è come spedire una lettera – in quel caso lo sai fin dall’inizio che dovrai penare per giorni indipendentemente dalla volontà del destinatario; è peggio, peggissimo! Perché in teoria una risposta può arrivare nell’arco di una manciata di minuti, e ogni minuto successivo al primo è… beh, lo sappiamo tutti com’è, inutile che mi affanni a descriverlo.
In secondo luogo, noi adolescenti – ante – sms, per quanto bravi a scrivere ponderando il ruolo di aggettivi, sostantivi e avverbi, non abbiamo avuto la possibilità di imparare a interpretare correttamente il ruolo di tali parti del discorso (per non parlare degli emoticons) nel momento della lettura dell’sms inviato – anche perché, solitamente, tale lettura è fatta in uno stato emotivo quanto meno alterato.
Mi sono trovata troppe volte a telefonare a un’amica (con loro non mi faccio mai problemi, chissà perché) per chiedere cosa secondo lei esprimesse un 🙂 piuttosto che un 😉 – a volte il secondo può essere allusivo, altre un espressione di simpatia, così come il primo può essere allo stesso tempo conciliante e amichevole. Oddio, no! amichevole no! non mi avrà mica presa per l’amica del cuore?? perché non hanno inventato un emoticon che esprima un concetto tipo “provo per te sentimenti di tipo romantico / sessuale / non meglio definito, ma comunque non amichevole”?

Annunci

9 Responses to “160 caratteri – spazi inclusi”


  1. 1 fuoripista 2 luglio 2007 alle 8:01 pm

    bellissimo post! mi ci riconosco abbastanza, visto che anche io ho vissuto fino praticamente alla 5 superiore senza cellulare… e che i tempi di attesa sono troooooppo snervanti! 🙂

  2. 2 Suzukimaruti 3 luglio 2007 alle 12:10 am

    Pensa che divertente: un pezzo del mio mestiere consiste nello scrivere (orridi) SMS e ormai, dopo qualcosa tipo 8 anni di file di Excel riempiti di SMS, ci ho fatto l’occhio. E mi sono adottato ai 140 caratteri di Twitter in 5 minuti. In ogni caso e’ un buon esercizio di sintesi. Sul fatto che non sia il piu’ eloquente dei mezzi di comuncazione, beh, ho visto gente dal vivo essere meno espressiva di una faccina piatta 😐 e 157 caratteri vuoti a seguire.
    In compenso, casomai ti servisse, scritti a corpo 10 ci stanno circa 70 caratteri in ciascuna riga di Word. Serve per i calcoli spannometrici e per non interrompere la scrittura per fare Strumenti-Conteggio caratteri, che’ giassai che non si interrompe un’emozione, come diceva il buon Veltroni anni fa.

    Fatto sta che siamo vecchi, perche’ i nati negli anni Ottanta e oltre usano gli squillini, cosa che tuttora non comprendo e se qualcuno me li fa, richiamo 3 secondi dopo chiedendo “Mi hai cercato?”. Un po’ come mia nonna a cui una volta al telefono dissi “Arrivo a casa prima, ch gli amici mi hanno dato un pacco” e, una volta giunto, a casa leimi chiese, tutta curiosa, “Dov’e’ il pacco?”.
    .
    E oltre che vecchi siamo pure provinciali, perche’ nella capitale dell’Impero usano tutti il Blackberry, che poi non e’ altro che un SMS senza limiti di caratteri. E poi del Blackberry usano il PIN, che e’ un instant messaging portatile, come se ci fosse un MSN/Skype/GoogleTalk ubiquo.
    E cambiano i linguaggi, le maniere, tutto. Si parla perfino di addiction dovuta al Blackberry, anche perche’ i singoli messaggi sono gratuiti e si pagano 10 euro mensili flat per il servizio. Hanno addirittura coniato il termine Crackberry per indicare la “droga” delle mail in tempo reale.
    Per ora mi e’ andata bene che ce l’abbiamo solo io e mia moglie, quindi non ci droghiamo troppo, ma appena si diffonde…

  3. 3 Candi 4 luglio 2007 alle 12:02 am

    Hai dimenticato una tipologia di Sms: gli ignavi, quelli che si utilizzano quando non si ha minimamente voglia di spiegare o puntualizzare o dichiarare qualcosa a voce, ma è tanto facile farlo con bel comodo e spesso ipocrita messaggio.
    Rientrano nella categoria:
    – le scuse o i “mi dispiace per aver fatto quello o l’altro” alla madre, all’amica o al fidanzato che molto probabilmente non verrebbero altrimenti fatti; tipo “mi dispiace per stasera, ierisera ecc ecc”:
    – le scuse per non poter andare in qualche posto o non fare qualcosa; tipo “come mi dispiace, ma proprio non posso”, oramai con gli sms ci evitiamo un sacco di barbose chiacchiere in cui si tenta di convincere l’altro dell’impossibilità (peraltro spesso non veritiera) di non poter fare qualcosa… Molto più veloce e semplice, in più non si rischia di essere convinti del contrario…
    – gli sms svuota-coscienza, categoria in cui rientrano quei messaggi in cui sostanzialmente si scrive qualcosa di confortante o carino o mieloso per qualcuno verso cui ci sentiamo obbligati, ma che non abbiamo voglia di sentire. Il classico Sms in cui si chiede a qualcuno come sta, per far vedere che tutto sommato lo si è pensato, ma che sostanzialmente non abbiamo voglia di chiamare. I messaggi insomma che ci fanno sentire a posta con la coscienza, ma che hanno anche la funzione di pararci il sedere dalle possibili accuse di “non ti sei fatto mai sentire” o “che fine hai fatto” bla bla bla.
    Quest’ultima tipologia di sms è quasi cinica, ma credo sia anche la più utilizzata e ricevuta…..

  4. 4 laprofumiera 5 luglio 2007 alle 10:14 am

    gli sms hanno il gran vantaggio, che però spesso è una gran fregatura, che non hanno un tono. Chi li legge può anche fraintendere… ci puoi giocare… o stare male…
    Io odio quegli sms che mandi e di cui attendi per ore la risposta… e stai lì a fissare il display del telefono e sussulti quando si muove lo screensaver…

  5. 5 odiamore 5 luglio 2007 alle 10:30 am

    Per fuoripista e laprofumiera: i tempi di attesa. Eh già. Sono tremendi. Logoranti. Fanno proprio male alla salute fisica, non soltanto emotiva. Perché, tipicamente, senti il dindindin dell’sms entrante mentre sei sotto la doccia o ti stai infilando dei pantaloni di due taglie inferiori all’attuale, e nella foga di andare a recuperare il telefono scivoli, caschi per terra e come minimo ti sbucci il ginocchio. Non è forse neanche il caso di sottolineare che l’sms entrante, in quei casi, è quello del tuo operatore che ti comunica che sta per finirti il credito.

    Per Candi: parole sante. Soprattutto grazie per l’aggiunta degli sms svuota-coscienza – che ovviamente noi non ci siamo mai scambiate, vero????

    Per Sukuzimaruti: lo so, tu sei avanti. Il Blackberry, l’Iphone, Twitter… Ma, sai, alla fine il numero di caratteri è irrilevante. Da un lato, il fatto di essere sempre raggiungibile ti costringe ad adeguare le tecniche comunicative. Dall’altro, ti fa stare sulle spine, perché come sei raggiungibile tu lo dovrebbero essere anche gli altri (Himalaya a parte), e una non-risposta è proprio una non-risposta, niente da fare…

  6. 6 B. 22 marzo 2008 alle 9:58 pm

    ahahahahahahahahahaha io ho passato troppe volte in consulto con amiche nel tentativo di intepretare il senso di

    – tempo di risposta
    – frasi, parole utilizzate
    – messaggi nascosti (è un messaggio in codice?)
    – il senso dell’intero messaggio (il tipo è troppo tirchio o sgrammaticato o non ci sta con la testa?)

    eh si, dietro agli sms ci sta tutta una scienza

  7. 7 odiamore 23 marzo 2008 alle 12:12 pm

    B. dovremmo trovare un modo più utile di trascorrere il tempo con le amiche, credo. Anche se in fondo in fondo è divertente, tutto questo consultarsi e pianificare strategie di risposta. Il problema è che a volte penso sarebbe divertente se avessi quindici anni, mentre ora è anche una fatica e-nor-me!!! Comunque gli sms sgrammaticati per me vogliono dire soltanto una cosa: con me hai chiuso!!! mi basta una “k” al posto del “ch” perché mi passi ogni fantasia 🙂

  8. 8 B. 27 marzo 2008 alle 11:04 am

    oh come hai ragione!!
    Soprattutto sulle “k” 😀

    Io ho detto basta a consulti, pianificazioni, strategie, cerebralismi, interpretazioni del nulla…

    Io amo le parole e chi le usa.


  1. 1 Azioni e reazioni emotive « OdiAmore Trackback su 20 marzo 2008 alle 11:52 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Feed RSS

Non conto un cazzo

Cosa ho scritto fino a ieri

Quanti sono passati di qui

  • 80,744 hits

Creative Commons License
Se avessi voluto tenermi tutto per me avrei continuato a scrivere un diario segreto chiudendolo con un lucchetto. Quanto scritto nel blog, tuttavia, è protetto da una Licenza Creative Commons.

click analytics

Costellazioni

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

luglio: 2007
L M M G V S D
« Giu   Ago »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: