Il ruolo della parallasse

Qualche giorno fa una mia collega se ne è uscita con “ci sono dei fidanzati che sono semplicemente errori di parallasse”. Mia reazione: “cosa???” Poi mi sono ricordata di chi sono, cosa ho studiato e cosa faccio per lavoro, ed è giunta, inaspettata, l’illuminazione.

La parallasse è il fenomeno per cui un oggetto sembra spostarsi rispetto allo sfondo se si cambia il punto di osservazione – chi non ne è convinto provi a pensare quando, salendo su una bilancia analogica, ha cercato (e a tutti è capitato almeno una volta!) di spostarsi un po’ a destra o a sinistra per “vedere” un peso più congeniale alle proprie aspettative…

L’errore di parallasse si verifica proprio in casi come quello della bilancia: il valore “vero” del risultato è compromesso dal punto di osservazione.

Beh, per i fidanzati – o innamorati, o ancora oggetti d’amore – vale più o meno lo stesso discorso. Quante volte ci è capitato di pensare: “credevo fosse diverso”? A me, tante; o comunque più di quante vorrei, adesso, dover trattenere nella memoria. Si tratta di quelle persone che, sino al momento in cui sono stata illuminata dall’errore di parallasse, avevo superficialmente classificato come deludenti.

C’è stato lo pseudo-fidanzato dei tempi del liceo, che mi ha scaricata al telefono dopo tre giorni di storia appassionata. Si noti che i tre giorni comprendono un’epica domenica sulla neve in cui, per fare bella figura con lui, aspirante maestro di sci, mi ero fatta prestare una tutona rosa che mi faceva tanto assomigliare al Tenerone del Drive In e mi ero buttata giù da un pendio investendo una decina di persone e facendo quasi morire di spavento chi si era immolato alla causa di insegnarmi a frenare con gli sci – non lo pseudo-fidanzato, ovviamente 🙂

C’è stata l’amica di anni, con la quale ho condiviso tantissime cose – o almeno ho creduto di “con”dividere fino al giorno in cui mi sono accorta che tanto le sue parole mi entravano nelle orecchie e, nel caso, mi arrivavano dritte al cuore, quanto le mie le sfioravano appena i capelli e da lì rimbalzavano lontano.

C’è stato il tizio di cui sono stata invaghita per settimane, e che quando si è sentito dire che la mia storia pluriennale era finita qualche giorno prima ha pensato bene dapprima di rovesciarsi addosso l’hamburger che stava addentando, per poi scomparire completamente dalla mia vita – a parte un grazioso sms di auguri in occasione del Natale, circa sei mesi dopo, di quelli che sanno tanto di “invia a tutti i nomi presenti nella rubrica”.

C’è stata la compagna di università che nonostante gli splendidi gusti in fatto di scrittori e di locali in cui bere una birra come si deve era una purittana calzata e vestita.

Ce ne sono stati molti altri e molte altre – che fortunatamente non mi ricordo.

Non sono più sicura, adesso, di poter affermare “credevo fosse diverso”; erano errori di parallasse, era sbagliato il mio punto di osservazione. Erano persone alle quali chiedevo cose che non erano in grado di darmi. Perché non volevano farlo, perché non potevano farlo, addirittura in alcuni casi perché non sapevano neanche che io volessi qualcosa da loro.

Beh, volevo semplicemente spiegare il concetto – adesso mi sono riempita di dubbi e vaghi sensi di colpa per aver attribuito ad altri un errore che era soltanto mio. Uffa. Non doveva finire così 🙂

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8 Responses to “Il ruolo della parallasse”


  1. 1 xlthlx 24 giugno 2007 alle 1:17 pm

    a onor del vero, a me e’ capitato solo una volta un errore del genere con un fidanzato. piu’ spesso con le amicizie. vorra’ dire qualcosa?

  2. 2 A. 25 giugno 2007 alle 11:01 am

    Sai negli strumenti analogici come hanno risolto per evitare gli errori di lettura dovuti alla parallasse? Hanno messo sullo sfondo uno specchio.

  3. 3 laprofumiera 25 giugno 2007 alle 5:59 pm

    questo concetto di parallesse, giuro, è veramente illuminante per capire… E’ tutta una questione di punti di vista la nostra vita, l’amore e l’amicizia in particolare. Spesso diamo veramente troppo peso a quello che vorremmo fossero le persone, per capire quello che sono veramente. Forse ci mettiamo volutamente un po’ spostati per guardare…

    p.s. complimenti per il tuo blog, si legge d’un fiato!

  4. 4 ilredeire 25 giugno 2007 alle 11:33 pm

    Mi sembri una meravigliosa romantica ottimista! Quanti paralleli disti da Cattolica?

  5. 5 odiamore 26 giugno 2007 alle 3:58 pm

    Grazie a laprofumiera per i complimenti, sono arrossita tanto che temo che ormai i miei colleghi abbiano capito che mi sto facendo i fatti miei 🙂

    Mi sembra di capire che ilredeire (nick che allude a un ego smisurato? oppure semplice abilità negli scacchi? o, ancora, una profonda conoscenza dei Vangeli?) stia “corteggiando” laprofumiera. Wow!!! Non avevo mai pensato a questo blog come a un punto di incontro virtuale però l’idea non mi dispiace affatto. Coraggio ragazzi, dichiaratevi! Attenzione, però, che il nick de laprofumiera (stupendo!) lascia presumere una certa tendenza al non coinvolgimento…

  6. 6 laprofumiera 26 giugno 2007 alle 5:56 pm

    @odiamore: ti dirò che i miei colleghi invece l’hanno capito da un pezzo che mi faccio i fatti miei… il problema sarà se e quando lo capiranno i capi!!!
    In effetti il nick de laprofumiera (grazie!) lascia proprio intendere quello che dici tu… (come ho imparato dagli uomini, te la faccio trovare lunga, storta e anche traversa… !)
    ma proprio a me corteggia? vita dura 😉 !!! Cmnq le mie coordinate sono lat. 45° 03′ 23″ long. 7° 41′ 07″ credo un po’ lontane da Cattolica.

  7. 7 ilredeire 26 giugno 2007 alle 9:32 pm

    Dolce OdiAmore,

    avevo proprio voglia di intrattenere una uffabile romantica conversazione con te, con il dichiarato intento di mostrarti quella luminosissima seconda stella a destra che splende nel cielo di Cattolica.
    Accipicchia che perspicacia, hai scandagliato ed identificato il mio nick in modo esemplare! In tutta umiltà ti dirò che la mia conoscenza dei Vangeli non è così profonda, preferisco la conoscenza biblica!

    Cara laprofumeria,
    l’importante è che me la fai trovare, poi vedrai che si raddrizza da sola…! Una mia cara amica abita presso quelle coordinate, che ho usato per interpretare il suo “tema natale”, quanto disti da Torino? Sono solo 5 ore di treno… parti alle 13 arrivi alle 18 e dopo una cena leggera abbiamo anche il tempo di andare a fare il bagno di mezzanotte!

    Dono a voi fanciulle un sensibile bacetto sul cuore, come due micini che si scambiano i moscini.

    Miaooo…. Smack!

  8. 8 laprofumiera 29 giugno 2007 alle 8:47 am

    @ilredeire
    lunga lunga e storta storta… anche se dopo che hai detto miaooo (lo dico sempre anch’io perchè in fondo sono convinta di essere un gatto) potrei anche riconsiderare l’invito… ma sono e rimango sempre una profumiera!!


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