Trotzdem

Nonostante è una delle parole più belle della terra. Ci sono pianeti e stelle dietro questa parola, c’è una di quelle cose che nella vita bisogna capire se no che cazzo hai vissuto pirla.

Sto citando Api, il quale ieri ha sentito al telefono l'(ex) fidanzata e, come risultato della telefonata, mi ha costretto a mettere queste due parentesi… Il “nonostante”, il trotzdem che dà un nome a questo post, è quella cosa che lo fa svegliare al mattino, quella cosa che ci fa svegliare al mattino, e ci fa mangiare qualcosa (nel mio caso, che alle 4 del mattino mi impedisce di abboffarmi di qualsiasi genere alimentare fino a stare male – ma è la stessa roba) e ci rende ancora sorprendentemente consapevoli di quelle cose stupide tipo:

– l’inaspettato profumo dei tigli in pieno centro storico di sabato sera, quando gli unici odori che ti sembrano possibili sono quelli di alcol e dei gas di scarico delle automobili;

– il canto degli uccellini che alle sei del mattino di domenica, dopo che ti sei addormentata da circa venti minuti, accarezzandoti le orecchie ti fa aprire gli occhi stupendoti, tu per prima, di non aver nessuna intenzione di mandarli via dal tuo balcone;

– il sorriso del tabaccaio sotto casa che ti regala un pacchetto di Lucky quando gli racconti che sei senza soldi, hai il bancomat scaduto e pensavi di smettere di fumare ma in realtà non ne sei più così convinta.

Avendo di recente ricevuto il veto, da parte di X, di riportare qui qualsiasi cosa lui mi racconti (ed è un vero peccato, pertanto mi impegno ad aggirare il veto in qualche modo), mi sono premurata di chiedere ad Api se potevo citarlo. La sua replica è stata:

questa frase la ripete il mondo tutti i santi giorni se uno solo sapesse ascoltare.”

E ho detto tutto…

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1 Response to “Trotzdem”


  1. 1 awhile 7 giugno 2007 alle 2:59 pm

    probabilmente non riesco a capire la carica simbolica di questo nonostante…ma da uomo che qualcosa ha visto, provato e sofferto mi rimane una parola dal sentore tenue della rassegnazione, forse, o meglio, di rassegnata accettazione del dolore.
    e se invece del nonostante, api, mio caro, prendessi in considerazione un “anche per questo”?
    e se l’odore mellifluo dei tigli fosse tale per quella soglia di dolore/piacere che ti dà la sofferenza/gioia del vivere la vita?
    e se tutto il mondo non ripetesse soltanto i nostri nomi in combinazione mista piuttosto che andare avanti nonostante?
    Sono arido, lo so.
    kisses


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