Quel 3% nefasto matador

Post scritto da awhile

Non dovrei scrivere adesso. Non ora che è in atto una confusione di me e delle mie emozioni.

Esiste nella produzione industriale associata a logiche commerciali un’esigenza previsionale. Così un manager è più o meno bravo quando riesce a prevedere quello che accadrà e a evitare i costi e gli sprechi rispetto ai ricavi e alle vendite. Banale massimizzazione dei profitti.
Riflettevo sul 18 (il tram) di cose aziendalistiche e di quanto i manager posso tirarsela nella loro capacità di prevedere. “Sono riuscito ad arrivare a uno scostamento del 3% mentre il precedente responsabile stava al 50%”… la previsione. le aspettative. sono rovesci di medaglie non troppo lucide né preziose quando questa attitudine manageriale viene applicata all’amore…

oh certo, mi rendo conto che la vita con il suo passare non permette più di affrontarla con la purezza e la semplicità originarie ed è inevitabile costruirsi difese. il mio ragionamento arriva anche a immaginare queste difese affascinanti, selettive, elettive.
ma come fare quando l’esigenza di ridurre i costi per massimizzare profitti diventa una modalità di sopravvivenza anche emotiva? cosa succede quando per prevedere (e evitare) la sofferenza si vuole sapere forzosamente cosa succederà? o peggio, quale persona si ha di fronte?
L’uomo è troppo complesso e mutevole per esser conosciuto pienamente. Vedo che spesso il tempo che ci si dà a disposizione per capire è sempre minore ma non per questo la sensazione è quella di un fallimento.

Ahimè, è talmente necessario capire per prevedere che comunque si ricompone la figura sconosciuta, la si costruisce. velocemente. disperatamente.
e allora:

Si può proiettare. facendo enormi sbagli.
Si può essere molto fortunati. proiettare quello che è veramente. mmm giochiamo anche il supernenalotto che è il nostro momento.
Si può essere molto bravi. dei manager per intendersi. capaci di arrivare a quel brillantissimo 3%. o anche all’infinitesimo percentuale che in un modo o nell’altro distruggerà tutto o ripiegherà il più grande dei sentimenti indietro verso un cauto accontantarsi.
e infine

Si può non difendersi. Esercizio difficile. Facendo parlare regioni remote di noi stessi (che non sono solamente istinto). licenziare i meccanismi più estremi di conoscenza. godersi gli istanti e le attese…

Tutto questo polpettone delirante ha ovviamente un risvolto personale.
ed è questa la mia domanda a voi.

Si può evitare di difendersi per non puntare tutto su una botta di culo?

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