Il misterioso concetto di alchimia

Oggi sono stata a dipingere mobili a casa di alcuni amici – un sabato pomeriggio che dovrebbe essere diverso dal solito, di solito. Da quando ho trascorso tutti i fine settimana del mese di marzo a dipingere pareti e mobili della mia nuova casa, d’altra parte, mi risulta più facile, quando penso a X o a Belsorriso, immaginarli con un sacchetto di plastica e un rullo in mano piuttosto che pronti per una serata in discoteca.

Ad ogni modo, mentre stavo smaltando un armadio anni ’50 a fianco di Belsorriso, che non vedevo da qualche settimana, gli ho chiesto di raccontarmi le novità di cui avevo avuto sentore ma che non sapevo in cosa consistessero.

Premetto che Belsorriso è single da poco prima di Natale, lasciato fra le lacrime di entrambi dopo una storia durata più di due anni con una persona più giovane di lui. Da allora, Belsorriso ha collezionato diverse avventure (ho perso completamente il conto all’incirca durante le vacanze di Carnevale) e una sola storia durata più di un paio di sere.

Mi ha raccontato, innanzitutto, di essere uscito una sera di qualche tempo fa con maglietta-a-righe (sguardo di fuoco / implorante verso Belsorriso tutte le volte in cui l’ho visto, ossia quasi ogni venerdì notte per tutto l’inverno). “Bene!”, ho replicato ingenuamente, non potendo non identificarmi in qualcuno che, settimana dopo settimana, indossa sempre una maglia a righe – sempre diversa, beninteso – e guarda una persona attraverso uno sguardo diretto e sfuggente allo stesso tempo. Curiosa e incoraggiante, l’ho incalzato: “e come è andata?”. Belsorriso è un ragazzo adorabile, schietto tanto da diventare imbarazzante e proprio per questo del tutto disarmante; “Beh – ha incominciato – innanzitutto mi ha invitato a cena a casa sua ma ho dovuto cucinare io perché non era capace. Poi abbiamo parlato (e meno male che avevo deciso di portare il vino, anzi, le due bottiglie di vino); la conversazione è stata anche piacevole ma…. sai…. non è scattata.”

Lo smalto che stavamo usando per dipingere era di quelli che dopo un po’ ti danno alla testa, ma noi avevamo iniziato da meno di cinque minuti, quindi il mio smarrimento era dovuto non all’inalazione di sostanze chimiche ma a una sincera incomprensione. “Cos’è che non è scattato?” Mi ha guardato con una certa solennità – e chi conosce Belsorriso è legittimato a sorridere, perché non credo lo si possa definire facilmente una persona solenne: “L’alchimia. Non è scattata l’alchimia. Quindi… beh, quando ha provato a baciarmi ci sono anche stato, però non ne ero molto convinto e non l’ho più voluto vedere.”

L’alchimia… Non è scattata l’alchimia. Certo, che sciocca sono! Mi sono chiesta, a posteriori, perché si fossero baciati se non era scattata l’alchimia, però forse è un problema mio, che metto tutto nello stesso calderone e mi trovo a canticchiare Antonello Venditti quando penso che “non c’è sesso senza amore” (non senza provare vergogna – per Venditti, non certo per il fatto di trovarmi, almeno a volte, a condividere il concetto. O almeno credo sia per Venditti).

E l’alchimia gioca brutti scherzi, dal momento che, qualche tempo dopo, Belsorriso è uscito con un altro – un certo tizio, che chiamerò M – passando una splendida serata, condita di risate e fumi alchemici; si sarebbero dovuti vedere stasera, ma purtroppo M ha rinunciato all’ultimo. “Beh, si vede che in questo caso l’alchimia è scattata per me e non per lui”. Per prima cosa, ho rassicurato Belsorriso relativamente a tutti i milioni di motivi per cui M avrebbe potuto desiderare ardentemente di incontrarlo ma trovarsene impossibilitato causa ad esempio:

1. malessere suo o di un familiare,

2. maltempo,

3. precedente, noiosissimo impegno del quale si era giustamente dimenticato al momento di prendere accordi con Belsorriso – dal momento che non vedeva l’ora di rivederlo,

4. tattica un po’ abusata ma in fondo spesso valida del “in amor vince chi fugge.

Dopodiché, mi è venuto spontaneo pormi la seguente domanda: ma l’alchimia non dovrebbe essere qualcosa che si forma tra due esseri umani? Non dovrebbe essere uno stato di grazia reciproco, in cui, anche soltanto a livello fisico, l’attrazione di uno fa aumentare quella provata dall’altro e viceversa, in un circolo virtuoso degno di Nicholas Flamel?

Post Scriptum. Chi non sapesse chi è Nicholas Flamel, legga Harry Potter e la pietra filosofale – oppure si guardi l’omonimo film; io, personalmente, consiglio di fare entrambe le cose.

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