La regola della yes-girl!

Credo fosse uscito un film, tratto da un libro – a sua volta tratto da una storia “vera” – su un uomo che, per un certo periodo di tempo, aveva deciso di dire sempre . Qualsiasi cosa gli chiedessero, qualunque proposta gli venisse fatta, lui sempre e comunque rispondeva sì.

Non ho visto il film su (letto il libro su [vissuto la vita di]) quel tizio. Eppure, da qualche tempo a questa parte, ho naturalmente iniziato a comportarmi allo stesso modo – almeno per quanto riguarda i rapporti con gli  uomini.

Naturalmente: intendo che non è stato deliberato; non si è trattato di una scelta a tavolino né, se proprio devo usare il vocabolo scelta, posso affermare che questa sia stata consapevole.

Eppure. Dopo tutto questo tempo trascorso chiusa in me stessa, impegnata in un’auto-riflessione che, come da commenti al post precedente, cominciava a essere un brodino riscaldato del tutto sterile, ho iniziato a smettere di essere respingente sempre e comunque.

Questo non significa che mi sia lanciata in chissà quale mondo fantastico in cui sono diventata una Odiamore-ricca-di-iniziative. Non esageriamo :)

Ho incominciato, tuttavia, a rispondere affermativamente a proposte più o meno impegnative, più o meno esplicite, più o meno implicanti altro.

Un perfetto sconosciuto mi chiede l’amicizia su facebook? Sì, assolutamente: la accetto. E quando qualche settimana dopo via chat mi attacca un bottone micidiale con contenuti più poveri di un numero di Novella 2000, seguo gentilmente i suoi discorsi – fino a ritrovarmi, sempre perché ho nuovamente risposto “sì, certo“, a parlargli vis à vis davanti a una tazzina di caffè.

Un completo estraneo, con cui durante una festa ho diviso un divano (anche piuttosto largo, a dire il vero) scambiando sì e no cinque minuti di convenevoli, mi invita a pranzo? Sì, grazie, molto volentieri; se sei libero la prossima settimana per me va bene sempre, tranne mercoledì ché ho un impegno di lavoro.

Un ragazzo che non vedo da due anni, che per quanto ne so rispetto a quando mi piaceva potrebbe aver acquistato 10 kg (in grasso corporeo) o averne persi altrettanti (in quanto a capelli), mi scrive su skype a orari improbabili chiedendomi se posso collegarmi con la  webcam nonostante la sua sia rotta (!!!)? Sì, certo. Proprio adesso? Sì, va bene, come vuoi tu. Anche se è una cosa francamente imbarazzante – soprattutto tenendo conto che è l’una di notte e mi sono connessa soltanto per far trascorrere i 45 minuti necessari per  fare agire la maschera ai capelli; lo faccio, e ci rido sopra quando lui mi giura che anche se con un asciugamano in testa sono ancora meglio di quanto ricordasse.

…. e a questo punto preferirei non continuare. Non perché si entri in dettagli più intimi – per carità. I miei sono autentici, ma le domande che mi vengono poste sono pur sempre schermate dalla permissività delle mie armature: primi tentativi, dunque; contatti a distanza e, qualora ravvicinati, avvengono con persone che in qualche modo mi respingono loro per prime. Come quel tizio che, al secondo appuntamento, ha incominciato a dire, alternativamente, che non era pronto per avere una relazione stabile ma nemmeno voleva una storia di una sera perché proprio “non sarebbe da lui”. Ed è riuscito a ripetere entrambi i concetti almeno tre volte nel corso di una cena – tutte e tre le volte riuscendo a essere sorprendentemente fuori contesto.

Anche se poi, a volte, queste stesse persone tornano a farsi vive  negli spazi dei bit e delle fibre ottiche – tanto per non correre rischi.

E comunque. Questo modo di comportarmi – a parte alcuni risvolti tragicomici – mi piace perché mi mette in gioco sotto diversi punti di vista.

In primo luogo, mi costringe a provare a me stessa di essere ancora in grado di non cadere nella trappola del comportamento da purittana: se dopo avergli detto sì un ragazzo non mi piace, non mi interessa, non mi aggrada, sono costretta a farglielo sapere in qualche modo. E non basta un no, in questo caso: ci vuole un modo più garbato, più costruito e più sensibile.

Se, al contrario, un ragazzo mi piace, mi interessa, mi aggrada – tipicamente, perché non soltanto non ha detto (o scritto) cose sbagliate, ma perché ha detto (o scritto) almeno una cosa giusta – sono costretta a prenderne atto. Ne devo prendere atto, contrariamente a prima, quando mi limitavo a scuotere la testa pensando che tanto a lo mejor era fidanzato – gay – pazzo da legare. No: in questo caso, se non altro, è chiaro che c’è una vaga intenzione romantica, a priori; e se un ragazzo mi piace, pertanto, sono legittimata a prenderne atto. E ad agire di conseguenza, ossia: a non agire. O quasi.

Perché, in terzo luogo, la regola della yes-girl! richiede che si debba soltanto dire sì, ma non sia assolutamente permesso prendere alcun tipo di inziativa. E questo, mi auguro, dovrebbe permettere un’ulteriore scrematura: una volta che il mio interlocutore ha preso atto del fatto che  non gli propongo nulla e non sono mai io a cercarlo, tocca a lui decidere il da farsi. E a me resta soltanto la fatica di scegliere, tra tutte, soltanto le cose – e le persone – che più mi aggradano.

Ma perché non ci ho pensato prima?

8 Responses to “La regola della yes-girl!”


  1. 1 Altiero 25 marzo 2009 alle 7:38 pm

    Il film – Yes Man – l’ho visto qualche tempo fa e, nel messaggio di fondo, non mi è sembrato poi così banale, anche a fronte dell’applicazione spontanea che ne hai fatto tu nella vita, come pure in quella che, scherzandoci un po’ sopra, ho provato a fare pure io. Il problema di fondo, affrontato di striscio nel film ma sempre attuale nella vita “reale”, è di saper scegliere, distinguere, le opportunità che ci offre il quotidiano; il che non è sempre facile, né sotto il profilo professionale o relazionale, né, tantomeno, sotto quello sentimentale. Il rischio, nella sostanza, potrebbe essere quello di cadere nella superficialità o nel vacuo, come pure nel dispersivo. C’è di positivo che un atteggiamento di questo genere ci spinge, in qualche modo, ad aver fiducia nelle possibilità che la vita ci offre, e, a monte, in noi stessi. Il risultato più grande e duraturo che ci si possa augurare. Complimenti per il blog.

  2. 2 Mitì 26 marzo 2009 alle 1:19 pm

    Ma tra sempre no e sempre sì poi si arriva a una via di mezzo (che non sia il ni!) ;-D**

  3. 3 Zamm 26 marzo 2009 alle 1:56 pm

    Mi pare buon segno. “Sì” è una bella parola, da dire quasi sempre col sorriso. :)

  4. 4 Mascalzone Latino 27 marzo 2009 alle 12:31 pm

    Facciamo un esperimento per verificare la tua coerenza: andiamo in piscina insieme??? Esigo un “sì” pubblico…

  5. 5 odiamore 28 marzo 2009 alle 1:08 am

    Altiero: complimenti a te per il commento! Invidiabile lucidità, e idee assolutamente condivise :)

    Mitì: dopo anni a intestardirmi con i “no” nemmanco pronunciati, ma emanati come fossero sostanze chimiche volatili (??), spero di essere ancora in grado di trovare un auspicato equilibrio! :* (Comunque, per rispondere al tuo commento al post precedente… sto benissimo, questa primavera ricca di fiori mi riempie di gioia…)

    Zaam: il sorriso d’accompagnamento è doveroso, quanta ragione hai :)

    ML: sì, certo che ci vengo in piscina con te! La questione piuttosto è: ma tu sei sicuro di volerti portare al seguito una palla al piede come la sottoscritta? Ricordati della lezione di sci ;)

  6. 6 idra 1 aprile 2009 alle 10:04 am

    non ci conosciamo e bazzicavo da queste parti…..
    sei veramete forte e mi piace come descrivi la tua vita…le tue evoluzioni da trapezista in questo mondo
    baci

  7. 7 Irish Coffee 6 aprile 2009 alle 3:04 pm

    non ho visto il film
    pensandoci credo sia praticamente impossibile dire sempre si
    o almeno non lo è il rispettarlo
    il dire e il fare possono camminare su due strade differenti ogni tanto?
    meglio un NI, poi uno se la gioca :D

  8. 8 Mitì 30 aprile 2009 alle 7:06 pm

    Come va, silente creatura? ;-*


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Feed RSS

Non conto un cazzo

Cosa ho scritto fino a ieri

Quanti sono passati di qui

  • 77,487 hits

Creative Commons License
Se avessi voluto tenermi tutto per me avrei continuato a scrivere un diario segreto chiudendolo con un lucchetto. Quanto scritto nel blog, tuttavia, è protetto da una Licenza Creative Commons.

click analytics

Costellazioni

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

marzo: 2009
L M M G V S D
« feb   mag »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: