Sarà un caso che, proprio la notte di San Valentino, mi sia venuta l’influenza? E non l’influenza con la febbre, ma quella ben più perniciosa che, pur facendoti sentire come se il tuo corpo fosse diventato una pista di prova per carrarmati, non ti impedisce di uscire di casa per venire in ufficio a far finta di lavorare.
Io non festeggio il Natale, non festeggio la Pasqua e, da qualche anno ormai, tendo a trascurare anche i compleanni - il mio, se non altro. Risulta quindi abbastanza ovvio che, almeno in teoria, festività comandate dal marketing globale dovrebbero essermi del tutto indifferenti.
Come se non bastasse, stamattina, dopo una notte insonne trascorsa tra il freddo e il caldo mettendo e togliendo calzettoni e maglioni di lana - sono diventata bravissima a vestirmi al buio sotto il piumone, in compenso - non appena entro in bagno e accendo la radio mi trovo costretta ad ascoltare un servizio su pregi e difetti della vita da single: single per scelta, single per forza, single che consumano e inquinano più delle coppie…
Io non lo so, perché non sto con nessuno né esco con nessuno né c’è qualcuno che mi interessa “in quel senso”. E non è che si tratti di una condizione che patisco, a dirla proprio tutta.
Però poi a volte capita che sono le tre di notte e non sai se hai freddo o caldo, ti fa male la schiena e hai i brividi alle gambe e alle braccia nonostante la fronte sia imperlata di un sudore appiccicaticcio. E ti investe un ricordo indistinto che probabilmente è una sovrapposizione di ricordi diversi (alcuni dei quali risalenti alla primissima infanzia, credo): la persona sdraiata accanto a te ti abbraccia, ti passa un fazzoletto bagnato sulla fronte, ti massaggia la schiena, ti porta una tisana calda.
Che dire? Ogni tanto ci vorrebbe proprio…








si, ci vorrebbe. poi magari ti capita che ce l’hai e sarebbe pure un uomo che ti vizia da matti ma stai a tot km di distanza e anche se sei nel letto e avresti bisogno di un massaggio alla spalla perche’ ti sta facendo impazzire dal dolore, lui non puo’ essere li’.
insomma, questo e’ quello che e’ capitato a me ieri sera
Non c’è proprio limite alla sfiga, vero?
Bah, io me ne vado a casa da sola, mi faccio una tazza di te e mi mangio la mia merenda nutrizionalmente corretta (trentaduesimo giorno di dieta, più o meno). In attesa di tempi migliori… Che tanto è sempre meglio soli che male accompagnati!
Mi sa che siamo in due con l’influenza! Anche io contro San Valentino in quanto festa consumistica (e infatti penso che il santo si sia vendicato!), ma sarei andata a cena fuori con il mio amore, che adesso si sta inventando una qualche soluzione alternativa.
Buona guarigione anche a te!
princi
Su, io sto fondando un club che ha già molte adesioni… Passa a trovarmi…
Come stai, stelìn? :-**
Grazie per la solidarietà
oggi sto meglio, “soltanto” raffreddata, senza più l’impressione che una squadra di rugby abbia fatto allenamento sulle mie stanche membra!!
“Io non festeggio il Natale, non festeggio la Pasqua e, da qualche anno ormai, tendo a trascurare anche i compleanni - il mio, se non altro. Risulta quindi abbastanza ovvio che, almeno in teoria, festività comandate dal marketing globale dovrebbero essermi del tutto indifferenti.”
Questa sì che è poesia!!


io non festeggio nulla di specifico… ma festeggio tutto tutti i giorni.. e nulla quando mi è imposto dal marketing globale..
anyway… spiacente per la tua influenza… che credo ormai sia passata da un pezzo…
per la tisana, i massaggi etc etc… non preoccuparti, credo che con la tecnologia che avanza così velocemente presto potremo contare su dei robottini che siano disposti a far ache questo per noi… ehehehe
ah… che dire… boh… ogni tanto ci vorrebbe… ma sempre torna il motto che a’na certa:”meglio soli che male accompagnati!”