E’ ormai da diversi anni che non faccio più i regali di Natale – né, per contro, ne ricevo.
A dire il vero, è stato necessario un po’ di tempo prima che gli amici (anzi, chiedo scusa: i conoscenti) capissero che le dichiarazioni più o meno esplicite iniziate a fine novembre non erano una boutade: non li avrei ricambiati e quindi era inutile continuare a farmi recapitare l’ennesimo portaritratti a forma di animale.
Sarà che sono tirchia, come sostengono (tra gli altri) mia madre, awhile e sht – Mascalzone Latino no, lui no; credo che lui mi definirebbe “oculata”, per empatia. Ma allora com’è che non mi perdo un compleanno? E che addirittura, a volte, mi invento delle ricorrenze à la Cappellaio Matto pur di poter fare un regalo?
Forse è dovuto al fatto che per tre anni consecutivi ho trascorso l’intero mese di Dicembre lavorando in una libreria; giornate trascorse facendo centinaia di pacchetti e nutrendo a poco a poco un disgusto sempre maggiore per il concetto stesso di regalo-di-Natale.
Perché trovandomi a chiedere all’acquirente di una decina di libri – praticamente indistinguibili una volta incartati e infiocchettati – se voleva che attaccassi un post-it con il nome del destinatario (oh, benemerite librerie indipendenti!), troppe volte mi sono sentita rispondere “ma no, tanto li ho presi così, è lo stesso a chi va cosa”. Perché ho visto uomini spossati entrare nel negozio alle 19.35 del 24 dicembre – quando persino la titolare era pronta a chiudere bottega e svenire sul bancone – e implorarmi di aiutarli a trovare un libro, “un libro qualsiasi“, da regalare alla moglie.
Poi, alla fine, anche Scrooge si intenerisce. E mi capita di vedere cose come questa, che immagino richieda un certo impegno per essere realizzata – e anche una certa attenzione – e sorrido.
E colgo l’occasione per dedicare a me e a tutti quelli che la vogliono (ri)ascoltare una canzone un po’ kitch ma che a me piace sempre un sacco – anche se il video non è che lo capisca proprio fino in fondo: perché George, This christmas, non se ne è andato al mare invece di infognarsi in quella baita male arredata?









si tempo ce n’è voluto…ma son contenta di averlo fatto…un augurio di cuore. Serenità anche alle persone a cui vuoi bene. Baci da catepol
neanch’io faccio regali quest’anno, pero’ ti faccio auguri di cuore, posso?
Gli auguri sono sempre molto, molto, molto ben accetti! Grazie a entrambe e ricambio – anzi rilancio con auguri di cuore e anche di testa
Eheheheh tranquilla… non sei l’unica… io fo regali tutto l’anno tranne che a natale.. mi urta questo conformismo tradizionalista che non c’azzecca niente col significato reale del Natale… e a dire il vero mi urta quasi il Natale in sé perché mi piacerebbe viverlo diversamente… tutti i giorni… ma forse sono una povera naufraga su di un’Isola deserta ehehehe